Otite

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Gentile dottoressa,

le scrivo per un problema di otite di mia figlia di 2 anni. La settimana scorsa dopo 3 giorni di febbre 40 trattata con tachipirina, le è stata trovato un timpano perforato dal catarro e attualmente trattato con antibiotico (cefixoral) per 8 giorni. Le chiedevo se la durata della terapia fosse sufficiente o se magari prolungarla di 10 giorni; conclusa la cura è necessario ricontrollare l’orecchio o si può soprassedere visto che la mia pediatra non lo ritiene necessario. Inoltre vorrei sapere quali possono essere le conseguenze di un timpano perforato (recidive? possibili prevenzioni?) e se è necessario adottare particolari attenzioni, nell’abbigliamento, nel bagnetto (si può bagnare l’orecchio?).

Scusi le mie numerose domande, ma non so a chi rivolgermi per avere informazioni e consigli per come affrontare il problema otite.

Grazie, Federica

Un timpano perforato piano piano si cicatrizza e si rigenera. Una sola otite di solito non lascia sequele. Le otiti recidivanti o ricorrenti possono ridurre la trasparenza e l’elasticità del timpano e a quel punto lasciare sequele come riduzione della trasmissione dei suoni e ipoacusia. La terapia con cefixoral di solito non supera gli otto giorni anche perché le cefalosporine possono essere impegnative per il fegato che le metabolizza e non bisogna prolungarne troppo l’assunzione nel tempo. Alla fine della terapia l’orecchio va ricontrollato assolutamente e anche periodicamente più in là. Fino alla completa cicatrizzazione della membrana timpanica non deve arrivare acqua nel condotto uditivo esterno e nemmeno le gocce antidolorifiche locali, ma quando la perforazione si sarà chiusa tutto ritornerà nella norma e non saranno necessarie altre precauzioni. E’ per questo che un controllo a fine terapia o per lo meno fino a completa guarigione dell’otite e del timpano è necessario. Le otiti catarrali possono recidivare ma non è detto che ogni volta si debba per forza rompere il timpano. Attenzione a non confondere una semplice otite bollosa con rottura della bolla che si forma sulla membrana timpanica e fuoriuscita di liquido trasparente con un timpano perforato. La prima è di origine virale, la seconda, di solito, batterica. La prima porta alla rottura della bolla che compare sopra la membrana timpanica e non intacca il timpano, la seconda interessa la membrana timpanica in tutto il suo spessore. Un caro saluto, Daniela

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Medico chirurgo specializzato in Pediatria e Neonatologia con lunga esperienza Ospedaliera.