Otite recidiva


Gentile dottoressa,

sono la mamma di un bambino di 12 mesi che da due mesi èaffetto da otite, contratta in seguito a un forte raffreddore (molto muco, tosse e gola rossa). La pediatra ha riscontrato orecchio arrossato contimpano estroflesso ma senza perforazione.

Il bambino, a parte una maggioreagitazione, di giorno non sembra lamentarsi, ma le notti si sveglia continuamente lamentandosi e toccandosi l’orecchio.

L’otite è statatrattata con un ciclo di augmentin che non ha funzionato, quindi abbiamo fatto un tentativo con cura omeopatica ma anche qui senza miglioramenti.

Poila pediatra ha prescritto un ciclo di ribotrex ma al controllo dall’otorino l’orecchio era ancora arrossato. Abbiamo provato per alcuni giorni conaereosol (mucosolvan e clenil) finché una mattina si è svegliato con 38 di febbre e allora siamo partiti con panacef.

Sono 4 giorni che abbiamo iniziato la terapia con panacef e il bambino si è preso un raffreddore perde muco dal naso e starnutisce.
In tutto questo tempo ho sempre tentato di mantenergli il naso libero con lavaggi, soprattutto ora che è nuovamente costipato.

L’abbiamo anche portato al mare… insomma inizio a temere che non guarirà più e ho paura che quest’ultimo raffreddore comprometta l’efficacia del panacef.

Inoltre temo per gli effetti di tre cicli di antibiotici così ravvicinati  su un bambino così piccolo.

Un ultimadomanda, è vero che l’otite rende sensibili a ricadute e che
al primo raffreddore c’è il rischio che torni di nuovo l’infiammazione all’orecchio?

Da settembre inizierà ad andare all’asilo e temo di passare un inverno a casa con l’otite.

Grazie mille per i suoi suggerimeti

Un caro saluto

Silvia

Dopo tre settimane, un’otite media catarrale o essudativa che tende a non guarire o a recidivare deve considerarsi in un certo senso cronica o tendente a cronicizzare.

Sia le otiti catarrali che le otiti cronicizzate sono una delle patologie più frequenti e più "rognose" che il pediatra è chiamato ad affrontare in quanto, quando, molto spesso, sono virali, non esistono farmaci curativi e quando sonobatteriche o sono inizialmente virali complicate, poi, da una sovrapposizione batterica, succedono due cose: gli antibiotici somministrati per boccatardano a concentrarsi nei tessuti del’orecchio e sembrano inefficaci, specie se la terapia è durata poco, cioè meno di 10 giorni, oppure i batteri responsabili diventano facilmente resistenti all’antibiotico utilizzato, oppure si creano dei meccanismi biochimici a livello delle srtrutture dell’orecchio checontribiscono a mantenere e a cronicizzare l’infezione.

A tutto ciò vaaggiunta la responsabilità che hanno le infezioni ricorrenti alle altevie respiratorie che sono la normalità in bambini di età prescolare e soprattutto nei primi due o tre anni di vita e la facilità che hanno ibambini di reagire con una grossa componente catarrale – catarro che si accumula poi nell’orecchio medio – ad ogni minima aggressione virale o batterica che sia.

Inoltre, fino a tre anni e anche oltre, spesso i bambini hanno una relativa carenza di immunoglobuline A che li rendono vulneraili alle infezioni delle vie respiratorie per incapacità di combatterle sul nascere e, non ultime come considerazioni, due possibili aggravanti del problema: una tendenza allergica, sia di origine respiratoria che alimentare (allergia alle proteine dellatte vaccino), che alcuni bambini possono avere e l’azione irritativa sul faringe e sulle alte vie respiratorie che un reflusso gastro esofageo ancora nonrisolto del tutto può anch’esso avere nonché la relativa brevità anatomica e il decorso orizzontale delle tube che ostacola il deflusso del muco.

Tutte queste condizioni vanno prese in considerazione in un bambino con otite che tende a recidivare, ma in ultima analisi, la terapia antibiotica compresi i vari tentativi successivi di cambio di antibiotico è stata quella corretta eanche i tempi, cioè il fatto di scegliere come antibiotico di prima scelta l’amoxicillina per poi passare agli altri due antibiotici.

Personalmente, dopo il fallimento dell’amoxicillina semplice avrei optato per amoxicillinacon acido clavulanico e in caso di insuccesso anche di questo antibiotico,sarei passata alle cefalosporine in considerazione dell’alta frequenza di resistenza batteriche ai macrolidi come il ribotrex, ma queste sono considerazioni personali.

Il mio consiglio è di vaccinare il bimbo contro lo pneumococco, se non l’hai già fatto, di portarlo a lungo al mare appena la stagione lopermetterà – anche più di un mese, specialmente se mare di scoglio – si valutare la presenza o meno di allergia o di costituzione allergica e/o di reflusso.

Riguardo la terapia antibiotica: solo visitandolo si può decidere se iniziarla o continuarla o meno ma in ogni caso se si decide di attuarla, quanto ti è stato consigliato dalla tua pediatra è più che corretto, facendo ben attenzione al dosaggio che non deve essere troppo basso e alla durata della terapia che, anch’essa non deve essere troppo breve per le considerazioni di cui sopra.

Lo so che non si somministrano volentieriantibiotici in un bambino così piccolo ma quando servono non se ne puòfare a meno in quanto fondamentali. Tutte le altre terapie come lavaggi nasali, antistaminici, antinfiammatori sono utili e validi ma solo come coadiuvanti.

Comunque tranquilla: le recidiva, specie prima dell’anno di vita, ci sono e sono snervanti, ma poi la soluzione arriva, in un modo o nell’altro e il problema si risolve anche se forse il bimbo potrà restare, come dire? un po fragile e avere altre otiti senza però che debbano essere per forza recidivanti come queste attuali.

Un caro saluto, Daniela

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