Ossiuri e terapia

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Buongiorno,

ho letto nelle dispense di pediatria di questa possibile infezione intestinale che colpisce i bambini e mi è sorto il dubbio che Marta, mia figlia di 4 anni, li abbia presi. Questa notte è stata un incubo, ha dormito malissimo agitandosi di continuo, poi verso le cinque ci siamo alzate per fare pipì e nel tornare a letto si è data una vistosa "grattata" sul sederino.

Questo gesto mi ha fatto pensare proprio agli ossiuri e allora ho osservato la regione anale ma non ho visto nulla che sembrasse un "vermetto" ma solo delle palline biancastre molto piccole ma comunque visibili a occhio nudo.

A parte la sensazione sgradevole del pensiero che mia figlia abbia i vermi ho cominciato a pensare alle norme igieniche da seguire. Prima di tutto come viene fatta la diagnosi certa? Se il risultato fosse positivo anche noi genitori dobbiamo eseguire le cura? La biancheria da letto, da bagno e gli indumenti intimi della bimba vanno lavati a 60° e con l’aggiunta di Napisan?

Grazie mille per le sue risposte sempre molto esaustive.

Daniela


Gli ossiuri sono come i pidocchi: allarmano le mamme ma sono relativamente innocui anche se fastidiosi (nonostante possano dare agitazione notturna, dolori addominali, reazioni allergiche, crisi di bruxismo o digrignamento dei denti) e i bambini si infestano facilmente giocando col terreno o frequentando una comunità con contatti stretti con altri bambini che ne sono affetti e che non rispettano, come succede alla maggioranza dei bambini, le norme igieniche necessarie.

Estremamente facile è anche la reinfestazione di uno stesso soggetto quando, grattandosi la zona anale e i genitali, può trasportare le uova sotto le unghie o sulle dita che poi vengono messe in bocca.

Gli ossiuri sono dei nematodi della famiglia degli elminti, parassiti intestinali dalla forma allungata come dei vermetti, piccoli, bianchi o grigiastri, mobili e con la coda a punta. I maschi sono più piccoli e spesso non raggiungono i 5 millimetri di lunghezza, le femmine sono lunghe il doppio. Le uova sono liscie, ovali, ricoperte da una membrana trasparente, però le loro dimensioni sono microscopiche e invisibili ad occhio nudo. quelli che si vedono, quindi, non possono che essere parassiti adulti.

I bambini, di solito, si infestano ingerendoli e li possono ingerire quando mettono in bocca mani o dita che sono precedentemente servite per grattarsi la regione anale o mettendo in bocca o vicino alla bocca biancheria, ciucci, giocattoli, abiti, a loro volta contaminati perché toccati da altre mani a loro volta infette.

Una volta ingeriti, gli ossiuri passano attraverso lo stomaco e la prima parte dell’intestino, cioè il tenue, fino a raggiungere il colon dove femmine e maschi si accoppiano e le femmine vengono fecondate. Con l’utero pieno di migliaia di uova, la femmina prosegue il suo cammino verso l’orifizio anale dove fuoriesce per depositare le uova ormai mature, poi si allontana e muore.

Le uova, invece, col calore della pelle sotto le coperte, schiudono in circa sei ore e iniziano a spostarsi in tutte le direzioni. Sono proprio i loro movimenti di strisciamento a creare prurito incessante con conseguente necessità di grattarsi del soggetto infestato. Spostandosi dalla sede dove sono state deposte, le uova, nelle femmine, possono raggiungere la zona vulvare e la vagina.

Gli ossiuri adulti si possono vedere ad occhio nudo in zona perianale o vulvare, mentre per le uova microscopiche è necessario praticare lo scotch test che consiste nell’applicare una sottile striscia di carta trasparente tipo cellophane sull’ano la mattina e tenerla ben aderente per un’ora; poi viene tolta e la superficie a contatto con la pelle viene stesa e fissata con dell’olio apposito su un vetrino per essere portata poi in laboratorio.

Il materiale viene di solito fornito dal laboratorio al momento di prenotare l’analisi. Una volta accertata la presenza dei parassiti, deve essere iniziata una terapia antiparassitaria per bocca in monosomministrazione ripetibile dopo due o tre settimane per eliminare le uova e le larve che non fossero, in quel momento, già abbastanza mature da essere state deposte e i parassiti che non fossero ancora morti. Solitamente due somministrazioni sono più che sufficienti ma vi sono bambini che tendono a reinfestarsi a ripetizione e in quei casi, come nei casi dei pidocchi e delle lendini, non si può fare altro che ricominciare con la terapia.

I farmaci efficaci, di solito, sono il pamoato di pyrvinium, il pirantel pamoato e il mebendazolo. Il nome commerciale più conosciuto è il Combantrim, ma ve ne sono altri. La terapia è indicata a tutte le persone che sono a stretto contatto con il bambino, oltre ai genitori e ai fratelli, anche i nonni, la baby sitter, i compagni più assidui, ecc.

Per quanto riguarda la biancheria e i vestiti, un buon lavaggio e una buona stiratura con ferro caldo. Poi bisogna che il bimbo si lavi molto bene e molto spesso le mani e i genitali, che tenga le unghie sempre corte, che utilizzi giocattoli ben puliti e spesso lavati e che vengano cambiati spesso lenzuola e asciugamani, oltre alla biancheria personale. Il Napisan andrà benissimo ma bastano acqua e detersivo: infatti, una cosa è dover disinfettare da batteri e un’altra cosa è dover disinfestare da parassiti che vanno semplicemente allontanati fisicamente dagli oggetti contaminati. Gli ossiuri, comunque, lontani dall’intestino dell’uomo, hanno vita molto breve.

Un caro saluto,

Daniela

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