Omogeneizzati e cibo fatto in casa

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Buon Giorno,

secondo lei c’è una relazione fra omogenizzati (prodotti industriali), e il rifiuto, in futuro, di mangiare fatto in casa con alimenti naturali?

Lei cosa ne pensa?

Monica


 

Il rifiuto del bambino può essere un generico e transitorio rifiuto per cibi di sapore odore e consistenza diversi quando è stato abituato a determinati cibi.

Sarebbe lo stesso se, dopo averlo abituato a cibi naturali, per un motivo qualsiasi si passasse agli omogeneizzati. Gli omogeneizzati industriali sono utili nei primissimi mesi di svezzamento, quando il lattante non ha ancora mai assunto carne e il suo intestino non sarebbe in grado di scindere e digerire in modo ottimale le fibre della carne e delle verdure.

Gli omogeneizzatori casalinghi non sono così efficaci come i metodi industriali. Gli omogeneizzati sono quindi preferibili fin forse all’ottavo mese, non di più.

Poi, ovviamente, meno si usano meglio è.

Comunque, che si usino a lungo o meno, al momento del passaggio ad un altro tipo di alimentazione, ad ogni età qualche problema sorge sempre. L’adattamento ad una alimentazione diversa, comunque, è tanto più facile e veloce quanto meno il bambino è stato abituato ad un certo alimento e quanto più la sua alimentazione sarà stata variata sin dall’inizio.

Un caro saluto,

Daniela

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Medico chirurgo specializzato in Pediatria e Neonatologia con lunga esperienza Ospedaliera.