Nopron o prodotto omeopatico?



Gentile Dottoressa,

nel premetterLe che ho letto tutti i Suoi articoli di riferimento, volevo chiederLe un parere circa l’uso dello sciroppo Nopron che somministro a mio figlio da quanto ha 18 mesi (ora ha 3 anni) senza aver apportato alcuna interruzione, come suggeritomi dal mio Pediatra.

Un giorno, sottoponendomi io ad una visita di supporto (bruttissimo periodo economico e famigliare),  è nato casualmente con la Dottoressa un discorso legato a mio figlio ed all’uso di tale sciroppo. Mi è stata caldamente consigliata la sostituzione di quest’ultimo con l’uso di prodotti omeopatici (previa visita Omeopatica e potenziale uso di Sedi K) in quanto, secondo lei, il Nopron comporterebbe assuefazione e dipendenza, oltre ad essere un circolo vizioso per il bimbo e la mamma. Panico:  la mia domanda (se si può definire così) è questa: tale consiglio nasce dalla fede nella disciplina omeopatica o dal reale rischio che tale farmaco ipnotico può avere come conseguenza? Mi vien da pensare che, in fondo, chi sposa l’Omeopatia è ovvio sia contrario ai farmaci e li veda come veleno.
Io personalmente,  anche se non sono affatto contraria all’Omeopatia, se non potessi più somministrare al mio bimbo il cortisone in occasione dei suoi laringospasmi, proprio non saprei cosa e come fare.

Tornando al Nopron, lo sto scalando per poterne ovviamente un giorno farne a meno (spero di riuscire a capire quando arriverà tale giorno); ad oggi gliene somministro 1 ml (lui pesa 16 kg). I

eri sera, per esempio, si è addormentato casualmente da solo nel lettone con me, senza sciroppo ed al suo solito orario (ho cantato vittoria!). Dopo circa 40 minuti, si è però svegliato bruscamente, agitato e  bello vispo; non riuscendo però a riprendere sonno, glielo ho somministrato. Ha dormito fino a mattina e si è svegliato tranquillo.

Da mamma ho la netta sensazione che tale sciroppo a lui serva semplicemente per rilassarsi ed addormentarsi (di autoconsolazione neppure l’ombra!), essendo un bimbo iperattivo, iperattento e che ha sempre avuto un pessimo rapporto con il lettino

Lei, se posso permettermi di chiederglielo, cosa ne pensa?

RingraziandoLa per l’attenzione e scusandomi per la confusione nell’esposizione, Le mando un cordiale saluto. mammacy

 

La niaprazina è una sostanza della famiglia degli antistaminici: ha effetti sedativi e benché sia anche classificato tra i farmaci ipnotici, io preferirei chiamarlo ipnoinducente, cioè favorente l’addormentamento. Io non ho mai osservato assuefazione con conseguente necessità di aumentare il dosaggio per mantenere gli stessi effetti. Trovo che si possa somministrare con tranquillità quando lo si ritiene necessario ma penso anche che se un certo problema legato al sonno, o all’addormentamento o ai frequenti risvegli, se non si risolve entro un certo numero di mesi, meriti di essere approfondito ricercando meglio le cause di questo disturbo del sonno.

Pertanto io non demonizzo nulla, penso piuttosto che tu dovresti cominciare a scalare il dosaggio dopo tanti mesi di somministrazione, fino a sospenderlo per cercare di abituare il bimbo a trovare una sua personale modalità sia di addormentamento che di sonno e per lavorare anche psicologicamente su di te nel caso proprio in te più che nel bambino sia sopraggiunta una certa assuefazione psicologica al farmaco o semplicemente al rito quotidiano di somministrarlo al bimbo per la tua tranquillità più che per il suo sonno. Sostituti del nopron sono la melatonina, il triptofano e altre sostanze contenute negli sciroppi omeopatici o vegetali di cui non ho esperienza ma che non demonizzo a priori se anche soltanto avessero un effetto placebo.

Oltre allo sciroppetto serale, però, dovresti trovare il tempo per farlo stare molto all’aria aperta, alla luce e al sole e di farlo sfogare camminando, correndo, saltando in modo che la sera il sonno arrivi nel modo più naturale possibile per semplice sfinimento e rilassamento psicofisico. Evita i cibi dolci dal pomeriggio in poi, evita di appesantirlo con cene troppo caloriche o abbondanti – meglio che mangi un po di più a pranzo e meno a cena – valuta la presenza di anemia da carenza di ferro che può disturbare il sonno e renderlo agitato, più tutti gli altri motivi di natura medica che possono modificare le caratteristiche del sonno di un bambino e soprattutto non dare troppo peso alle caratteristiche del sonno del piccolo e lavora sulla tua ansia. Evita troppi cartoni e troppa televisione dal tardo pomeriggio in poi, gioca molto con lui, abituati a raccontargli o a leggergli una favola personalmente per farlo addormentare e sforzati in tutti i modi di vedere positivo anche in questo difficile momento che stai attraversando dal quale, se solo lo vorrai fermamente, saprai uscire vincitrice sfoderando grinta e determinazione. Un caro saluto, Daniela

 

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