Non vuole stare nel seggiolone all’ora di cena


Gent.ma Dott.ssa,

è da un pò che non Le scrivevo, abbiamo un problema che ci sta condizionando molto.

Mio figlio, di 15 mesi, al nido e a pranzo a casa durante il fine settimana, mangia regolarmente tutto, al nido mangia come i grandi (hanno già provveduto al divezzamento), e la sera per mia comodità, lavorando tutto il giorno, gli dò il monopiatto con verdure, proteine (carne, pesce o uova), e carboidrati più un vasetto di frutta. Per il pranzo in casa, cerco di fare piatti più secchi e non la minestrina, e divora tutto senza fiatare.

Ecco il problema, di sera, da un mese rifiuta il seggiolone, sta seduto 5 minuti mangia e poi incomincia a dimenarsi e a chiudere la bocca, allora faccio autocritica, lo mettiamo su uno scalino in salone con i cartoni e riusciamo a fatica a farlo mangiare. Ho provato a togliergli il pezzo di pane per farlo arrivare affamato, ho provato a posticipare la cena, alle 19.30 invece che alle 19, ho provato a cambiare menu dandogli la pasta con la ricotta o con l’olio e parmigiano, ho provato a distrarlo con giochini, niente, non c’è nulla da fare… Una volta, e so che mi sgriderà, l’ho dovuto mettere a fare il bagnetto e cosi apriva la bocca!! Insomma, abbiamo ceduto anche perché si sveglia anche 3/4 volte di notte e sinceramente è uno stress se avesse anche fame. La cosa buffa è che mentre noi ceniamo lui sta seduto buono nel seggiolone, giocando con il vasetto di frutta ma prima no, addirittura si fa prendere le convulsioni. Ho notato che una volta fuori casa, di sera è stato sul seggiolone e ha mangiato tutto senza fiatare.

Mi aiuti a capire, è una lotta continua e ovviamente so che è sbagliato dargli l’abitudine di mangiare dove non deve, ma come posso fare? Consideri anche questo dato, di solito verso le 19, essendo sola in casa e dovendo preparargli da mangiare, lo lascio 15 minuti sulla sua poltroncina a vedere i cartoni e se si lamenta, nonostante le distrazioni, cedo un pezzo di pane! E’ sbagliato? Come possiamo risolvere il problema?

Aspetto come sempre la Sua risposta che mi aiuterà come in tante altre situazioni

Grazie

Serena


Cara Serena,

contro gli atteggiamenti di rifiuto dei piccoli forza e contrapposizione non hanno mai funzionato! Prima di tutto, allora, obiettività: sta bene in salute? Cresce regolarmente? Se sì, smettila di farti un cruccio di questi strani capricci che forse non sono altro che il desiderio di attirare l’attenzione su di te quando ti vede poco e per lunghe ore resta lontano da te. Fai finta di credere che il bimbo si comporti così perché vuole giocare: ridi e scherza con lui quando rifiuta il cibo e fallo mangiare in altro modo preparandogli, per esempio, dei piccoli bocconcini di pane con formaggino spalmato sopra o pezzi di frutta da prendere in mano sul vassoietto del seggiolone. Lui potrà buttarli per terra oppure mangiarli quando non te ne accorgi, oppure potrà fare un po’ tutte due le cose. Fai così sfruttando i suoi momenti di distrazione (in casi disperati anche i cartoni vanno bene) e posticipa un po’ la cena del bimbo in un momento in cui puo’ essere distratto anche dalla presenza di altre persone. Sfrutta tutti i momenti possibili per fare sentire la tua presenza vicina a lui, ma dopo avere fatto ciò, anche trovando una soluzione accettabile diversa dal seggiolone, cerca di farne una regola in modo che il bimbo si convinca che le regole esistono e che bisogna accettarle. Forse nei pochi momenti che avete per stare soli a giocare e a scambiarvi coccole il bimbo vuole proprio questo più che il mangiare: allora, anche se capisco la tua stanchezza e il vantaggio che sarebbe fare cenare presto il piccolo per goderti un meritato relax a cena, utilizza i momenti di solitudine prima della cena per giocare e coccolarlo: forse, sazio di coccole e di odore di mamma, al momento della cena "dei grandi" si sentirà più sereno e gratificato e finirà col mangiare senza capricci. E’ duro questo momento… E il peggio deve ancora venire (due anni), ma prendila con filosofia; credimi, non hai alternative…

Un caro saluto,

Daniela

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