Non parla e non cammina a quattordici mesi

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Cara dottoressa,

il mio bambino di 14 mesi ancora non parla dice solo mamma, amm quando ha fame, no-no, no-na (papà ancora non lo dice) e non cammina. Può dipendere dal fatto che alla nascita è stato ricoverato per delle patologie quali ipoglicemia, neutropenia, piastrinopenia, nec, ritardo di crescita intra-uterino, criptorchidismo per un periodo di un mese e mezzo?
Grazie
Saluti
Cristina

I problemi del tuo bimbo alla nascita sono apparentemente tutti di ordine metabolico e, a meno che il ritardo di crescita intra uterino non sia stato veramente importante, è difficile pensare che abbiano compromesso lo sviluppo neurologico del piccolo.

Per quanto riguarda il linguaggio, comunque, il punto della situazione si dovrebbe fare tra i 18 mesi e i due anni di vita, fermo restando che nel frattempo motivi di tranquillizzazione possono essere la constatazione che il bimbo, anche non parlando, mostra di capire tutto quanto gli viene detto, mostra di seguire le conversazioni e, anche a gesti, di rispondere adeguatamente alle sollecitazioni tipo: dammi questo, lascia andare, corri quà, vai là, ecc.

Anche l’inizio della deambulazione può avere i suoi tempi, variabili da bambino a bambino ed essa può iniziare anche ad un anno e mezzo. Pertanto, fermo restando che comunque bisogna osservare sin d’ora che non vi siano deficit neurologici significativi, compreso lo screening uditivo che penso sia già stato eseguito visto che il bimbo in qualche modo può essere considerato un soggetto a rischio a causa del ritardo di sviluppo intrauterino e che l’inizio della deambulazione e la precocità o meno del linguaggio possono anche essere ereditari, quindi seguire gli stessi tempi di uno dei genitori, io ti consiglio di non preoccuparti ora ma di fare il punto della situazione al compimento del diciottesimo mese.

Nel frattempo, per quanto riguarda la deambulazione, cerca di stimolare il bimbo rendendogli la vita non troppo facile, tenendolo poco in braccio e men che meno nel girello, lasciandolo libero di muoversi in terra con alcuni appoggi vicini che lui dovrà raggiungere, regalagli una carrioletta dove potrà mettere qualche suo gioco che gli servirà da appoggio per compiere i primi passi e quando lo aiuti tenendolo per le braccia non stargli davanti ma solo di fianco in modo che il bimbo possa sempre vedere e valutare il punto di arrivo che avrà voglia di raggiungere. Per quanto riguarda il linguaggio, parlagli normalmente senza imitare il suo di linguaggio, non dargli subito quello che desidera se non pronuncia il suo nome o meglio, quando mostra di desiderare qualcosa, prima di darglielo pronuncia a tua volta il nome di quell’oggetto in modo chiaro e dopo avere fatto così per alcune volte, sforzati di fare finta di non capire bene se lo pretende grugnendo oppure senza sforzarsi di pronunciare, anche storpiandolo, il vero nome.

Inoltre, visto che sicuramente ora il bimbo si troverà in una fase di intensiva assimilazione, sfrutta la situazione per stimolarlo molto dal punto di vista del linguaggio leggendogli delle fiabe – con la tua voce e non mettendolo davanti alla tv o facendogli ascoltate un cd – sfogliando con lui un libretto adeguato all’età con il nome e le figure di animali o cose e così via. Alla fine della prossima estate farai nuovamente il punto della situazione e, magari, inserendolo al nido, la situazione si sbloccherà e i progressi subiranno una netta accelerazione, vedrai.

Un caro saluto, Daniela

 

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