Non aver allattato non è una colpa

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Gentile dott.ssa,
mio figlio ha 4 mesi, cresce bene ed io sono totalmente e perdutamente innamorata di lui.
Ora comincio a superare il dolore profondissimo di non averlo allattato a causa di un mancato aumento di peso dopo i primi dieci giorni, condito da un mancato aiuto globale su come poter incrementare la produzione lattea senza gettare la spugna.
Le chiedo: quanto conta l’amore che si riesce a trasmettere ai figli perché crescano sani e forti nonostante la mancanza del latte della mamma?
Questo è ancora il mio più grande cruccio e il mio più grande timore. Sicuramente l’allattamento materno è la cosa migliore per un bambino, ma possono crescere bene e in salute anche senza?
Per chi, come me, non ha allattato, è una stilettata al cuore pensare di aver privato anche se incolpevolmente (si è così fragili nel post partum che, se non si incontrano o si hanno intorno le persone giuste, si commettono errori) il proprio bambino di qualcosa di tanto importante.
Grazie in anticipo per la sua risposta.
Mamma 70


Cara mamma,
smettila di colpevolizzarti! La salute del tuo bimbo è davanti ai tuoi occhi e lo sono sicuramente anche la sua salute mentale, la sua serenità, la sua gioia di vivere e l’amore che prova per te!
L’esperienza negativa che hai vissuto, purtroppo, è ancora comune a molte altre mamme e sicuramente sul sito, e sul forum soprattutto, potrai confrontarti con alcune di loro, però non bisogna essere schiavi del batage culturale che si fa attualmente sull’allattamento al seno: è una battaglia preziosissima che non bisogna mai stancarsi di proseguire ma è rivolta principalmente a chi è tiepido su questo argomento e a chi si appresta a fornire il proprio supporto professionale alla gravidanza e al puerperio.
Deve ancora scardinare anni di pensiero diverso e fuorviante nato nel secolo scorso per motivi ideologici, politici e di profitto ed è per questo che deve mantenere toni alti, concitati, veementi, come sono stati alti, concitati e veementi, per esempio, i toni delle lotte femministe degli anni 70, quando tu stavi per nascere o eri nata da poco, e quelli delle case farmaceutiche multinazionali solleticate da stratosferiche previsioni di guadagno negli anni del boom delle nascite.
Nel tuo cuore avrebbe sfondato una porta aperta se solo avessi incontrato persone in grado di comunicarti questo pensiero, quindi tu non hai bisogno di tutto questo clamore: è andata com’è andata e basta.
I bambini crescono bene lo stesso e, anche senza aiuto da parte del preziosissimo latte di mamma, nascono con un complesso bagaglio di difese nei confronti del mondo che li accoglie, che sono in parte autoctone, provenienti dal bambino stesso e in buona parte trasmesse attraverso la placenta: queste ultime sono ancora attive nel tuo bimbo ora.
Il sistema immunitario, inoltre, largamente aiutato dal latte materno, non si giova soltanto di chimica e di anticorpi, ma anche di psiche e di amore: un bambino che si sente amato è un bambino felice e reattivo, tutto il suo organismo cresce in equilibrio e in armonia col mondo, batteri inclusi, mentre un bambino trascurato affettivamente, anche se riempito di latte materno, cresce depresso e insicuro e con molte più probabilità di ammalarsi di un bambino non deprivato affettivamente allattato artificialmente.
Inoltre, attualmente i latti artificiali sono sempre più completi e simili al latte materno anche se non riusciranno mai ad eguagliarlo e, non credere, il latte materno è il nutrimento ottimale, certo, ma non è immune da inquinanti, sostanze allergizzanti e simili. E questo non per scoraggiare le nutrici, tutt’altro, solo per ricordare che siamo immersi in questo mondo al 100% e con esso siamo costretti ad interagire nel bene e nel male. Nessun bambino può dirsi sotto una cappa di vetro dal momento del concepimento al momento della sua morte e il latte materno, per quanto sia il nutrimento ideale per il bambino, non è acqua santa e purtroppo nemmeno miracoloso, ma soltanto il miglior cibo possibile, almeno per i primi mesi.
Allora chiudi con il passato e goditi l’oggi: guarda avanti, e se proprio vuoi fare tesoro della brutta esperienza che hai vissuto facendola diventare una opportunità, perché non pensi di attivarti in tutti i modi per la promozione dell’allattamento al seno occupandoti proprio di quelle mamme che stanno vivendo o potrebbero vivere le stesse difficoltà?
Chissà che il destino non abbia voluto dirti questo facendoti vivere l’esperienza che hai vissuto?
Un caro saluto,
Daniela
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