Neonato dal peso eccessivo 1


 

 

Gentile dottoressa,

 

mi chiamo Anna e scrivo tramite la mail della mia amica Grazia per sottoporle il mio problema.

Mio figlio è nato il 19 Febbraio scorso,con peso di 4,100 kg per 51 cm di lunghezza; un bel bambinone!

Lo allatto esclusivamente al seno.

Il problema è che è cresciuto in maniera davvero esagerata: il primo mese kg 5,400; il secondo kg 6,700; il terzo kg 7,500; all’ultimo controllo del quarto mese kg 8,750 (la lunghezza ora è di 64 cm).

Sono molto preoccupata,anche perché sembra non avere il senso di sazietà: sta attaccato al seno continuamente sia di giorno che di notte (io sono esausta non posso fare nulla se non allattare lui!) e questo non gli permette di giocare, di interessarsi a nulla che non sia il mio seno; ho inoltre notato che respira a fatica e si muove pochissimo.

La mia pediatra non dimostra di essere allarmata, ma io per sicurezza l’ho portato da un altro professionista che invece mi ha detto di fare qualcosa perché è già sulla soglia dell’obesità.

Mi ha suggerito uno svezzamento anticipato con l’intento di razionare le quantità cercando di rallentare la crescita. Io non so davvero cosa pensare.

Sono molto preoccupata,soprattutto perché non socializza, pensa davvero solo al seno.

Secondo lei quale strada devo scegliere? Attendere i sei mesi o svezzarlo prima?

Aggiungo che sia io che suo padre siamo abbastanza robusti di costituzione, ma non in sovrappeso.

Grazie per l’aiuto, Anna.

 

Non ti preoccupare e non svezzarlo prima del tempo o almeno per un altro mese, altrimenti, a mio parere, aggraveresti la situazione. Inizia a dargli degli orari per le poppate, mantienine sei, per ora, ogni tre ore e mezzo, massimo quattro ore e osserva come si comporta.

Tra una poppata e l’altra, organizza la tua giornata e quella del bimbo in modo che sia distratto da molti avvenimenti e non pensi soltanto al seno. Cioè, dopo la prima poppata, se non avviene troppo presto, vestilo e portalo fuori e passeggiare, magari con minipoppata al parco se proprio fosse intrattabile e piangesse molto (diciamo un solo seno).

Fai in modo di tornare per l’ora della seconda poppata, poi pisolino, poi poppata di merenda, poi bagnetto o seconda uscita pomeridiana, poi poppata di cena, poi un’ultima poppata in tarda serata. Di notte dovresti concedergli al massimo una poppata, dovrebbe dormire nel suo lettino per evitare che una vicinanza con te troppo stretta lo inducesse a cercare il seno esageratamente e di giorno, come spezza fame, potresti iniziare a dargli un mezzo vasetto di frutta omogeneizzata a metà mattina o di pomeriggio, tanto per farlo arrivare all’orario corretto della poppata senza anticiparla.

Da questo momento in poi la crescita mensile del bimbo dovrebbe dimezzare. Parlo di crescita in peso, che è in eccedenza rispetto alla lunghezza.

L’obiettivo corretto sarebbe che il bimbo continuasse a crescere in lunghezza come sta facendo e in peso non più di due chili da qui ad un anno di età, il che significa attorno a 250, 300 gr al mese e non più un chilo come sta facendo ora, ma anche una crescita di poco superiore, cioè di 350, 400 gr al mese, non porterebbe ad obesità il bimbo.

Se tu svezzerai il bimbo prima ancora di averlo abituato agli orari regolari, potrebbe esserci il pericolo che il piccolo finisca col mangiare tutta la pappa o e pappe e in più voglia comunque il tuo seno ad ogni momento, come sta succedendo adesso. E allora si che sarebbe un guaio.

Io ti consiglio, quindi, di tentare la regola delle sei poppate al seno sin d’ora e, se possibile, alla fine di luglio, solo 5 poppate al seno. A quel punto, cioè a 5 mesi, lo svezzamento potrebbe essere necessario, ma gradualmente.

Nel frattempo, vista l’enorme crescita ponderale, io valuterei se fosse il caso di controllare la sideremia e di fare un emocromo al bimbo, perché se avesse un po’ di carenza di ferro, lo svezzamento anticipato sarebbe opportuno per introdurre più ferro di quanto il latte materno, pur abbondante, possa fornire. Ma, oltre a questi suggerimenti, anche la tua mentalità deve modificarsi e tu non devi più essere così passivamente schiava delle richieste del tuo bimbo.

È vero che nei primi mesi la simbiosi stretta tra mamma e figlio è una necessità per entrambi, però è anche vero che si può nutrire un bimbo anche con le coccole e la vicinanza oltre che con il latte e il seno e che non è necessario attaccare il bimbo al seno ad ogni suo vagito tanto per non sentirlo o per l’ansia di non fare abbastanza per lui.

Quindi sei anche tu che devi imparare a modificare il tuo comportamento nei confronti del bimbo, che devi imparare a guidare nel verso giusto le sue richieste senza avere paura o metterti in ansia per i suoi pianti. In un certo senso devi imparare a comunicare meglio con lui, non rispondendo al pianto sempre con il seno offerto ma anche con un sorriso, un gioco allegro che lo distrae, insomma, devi imparare a dire i primi no senza soffrire di sensi di colpa o di scrupoli, altrimenti, come sta già avvenendo, il piccolo diventerà un piccolo tiranno che ti succhierà il sangue oltre che il latte.

Prendi in mano le redini della situazione e non lasciare che sia sempre il piccolo a comandare. Fallo con il dovuto buon senso e spirito di osservazione, ma inizia ora, altrimenti lo svezzamento potrebbe essere di difficile gestione nonostante l’appetito del bimbo.

Valuta, infine, la possibilità che le richieste così frequenti del bimbo di succhiare al seno non dipendano da un disturbo da reflusso gastroesofageo piuttosto che da semplice fame.

Un caro saluto, Daniela

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