Neonato che dorme poco e solo a contatto con la mamma


 

Buongiorno

sono il papà di Alex e La disturbo perché sia io che mia moglie cominciamo ad essere disperati.

Alex ha oggi 48 giorni, pesa 5,5 kg e si nutre al seno; secondo il pediatra non ha problemi di nessun tipo se non le classiche colichette che ora stanno diminuendo.

Il problema vero è che non dorme assolutamente, né di giorno né di notte. Di giorno dorme in modo frammentario, circa 45 minuti alla volta ma con molta fatica. Alla notte, vuole sempre essere a contatto con il capezzolo di mia moglie, anche se non mangia (ed è l’unico modo per farlo dormire un pochino).

Abbiamo preso diversi tipi di ciucci (molli, molto molli, duri, a ciliegia, ecc…, )ma appena li avviciniamo, li sputa e piange disperato. Inoltre vuole stare sempre (e ripeto sempre) in braccio. La cosa diventa pesante!

Una cosa importante (credo) è che le sue feci dal colore giallino che hanno sempre avuto, nelle ultime settimane sono diventate verdi (ma siamo certi che mia moglie non abbia cambiato nulla nella sua dieta).

Non so se è importante, ma a mia moglie, prima di partorir,e hanno dovuto fare la cura per la candida e per qualcos altro di cui non ricordo il nome, mi scusi. .

Dopo due giorni, invece, hanno fatto la lavanda gastrica ad Alex perché vomitava e hanno detto che ha ingerito troppo liquido durante il parto.

Dopo non ha più vomitato e ogni tanto a qualche rigurgito ma in maniera sporadica (e secondo il pediatra non preoccupante).

Cosa dobbiamo fare a questo punto? Dormire due ore a notte e poi affrontare una giornata di lavoro (per me )e di pianti del bambino (per mia moglie) è sempre più difficile.

Aspettando un suo gentile riscontro,porgo distinti saluti

È bene riflettere su varie ipotesi:

– un ipotetico reflusso gastroesofageo, soprattutto se l’agitazione e il pianto iniziano già durante o a fine poppata, se il bimbo, quando piange, inarca la schiena, se ha una strana tossetta con catarro di gola, se tende a ruminare, anche nel sonno, se ha molta salivazione;

-una ipotetica allergia alle proteine del latte vaccino e derivati presenti, ovviamente, soltanto nella alimentazione della mamma;

– infine, perché no? Una colonizzazione intestinale da parte della candida se il parto è avvenuto per via vaginale e se il bimbo avesse placche di mughetto in bocca oppure un dismicrobismo intestinale.

Nella prima ipotesi, è il pediatra curante che deve decidere se è il caso di iniziare con una terapia antireflusso, cioè anti esofagite da reflusso;

nella seconda ipotesi, la madre potrebbe sospendere per alcuni giorni latte e tutti i suoi derivati, specie latticini, yogurt, panna, mozzarella e formaggi freschi, nonché eventuali cibi rischiosi in allattamento come brodo di gallina, alcuni ortaggi come i carciofi, alcuni legumi, cioccolata, dolci confezionati, panettoni e roba varia che gira in questo periodo nelle case di tutti gli italiani;

nel terzo caso, un esame colturale delle feci può dirimere ogni dubbio, così come il fatto di vedere chiazze biancastre in bocca attribuibili ad infezione da candida nel bimbo rinforzerebbe l’ipotesi di una estensione della colonizzazione anche all’intestino.

Quello che si può fare, in attesa dell’opinione del pediatra curante, è eliminare latte e derivati dall’alimentazione materna per almeno 4-5 giorni e somministrare fermenti lattici al bimbo oltre, eventualmente, ad un farmaco anticolica come il Mylicon, se il bambino avesse molta aria nell’intestino.

Poi, se le cose migliorano, con calma, un esame delle feci per la ricerca di candida e, magari, anche di germi patogeni e – perché no? – anche un esame delle urine.

Infine, un minimo di regola nell’orario delle poppate è bene cominciare a darla, allattando il bimbo a richiesta, ma mediamente non più spesso di due ore e mezzo-tre, visto che mi sembra che stia crescendo molto bene e che il latte materno non manchi affatto.

I neonati o i piccoli lattanti si tranquillizzano anche se vengono portati fuori regolarmente e, ora che il tempo sembra essersi un po’ rimesso, io consiglierei di farlo uscire per la classica passeggiata ogni giorno, nelle ore più calde, prima solo un quarto d’ora, poi, giorno dopo giorno, sempre più a lungo.

Una volta inquadrato il problema, oltre alla conseguente terapia del caso, se la mamma è disponibile all’idea e ha tempo, a costo di essere noiosa e molto ripetitiva, propongo di imparare il massaggio infantile che è una ottima esperienza sia per il bambino che per la mamma.

Un cordiale saluto, Daniela

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