Movimento oculare di brevissima durata: “assenza”


 

Gentile Dottoressa,

il mio bambino di 16 mesi per la prima volta 15 giorni fa, ha avuto una "assenza". Così l’ha chiamata il suo pediatra, dopo avergli descritto il problema.

Da allora ha manifestato questa assenza altre 5 o 6 volte. Si tratta di un movimento oculare di brevissima durata (2-5 sec.). Lui porta gli occhi in alto e interrompe qualsiasi cosa stia facendo. Dopo pochi secondi riprende la sua attività.

È stato già sottoposto ad elettroencefalogramma che ha evidenziato: prevalenza di ritmi theta medio-altovoltati, continui e simmetrici, frammisti agli elementi fisiologici dello stadio II del sonno NREM. Isolate OL di ampio voltaggio, rare ed in opposizione di fase sulle derivazioni con elettrodo in comune T3. Non valutabile la fase di risveglio per la presenza di abbondante attività artefattuale da movimento. CONCLUSIONI: lievi anomalie dell’a.e.c. in sonno spontaneo ad espressività focale (temporale anteriore sinistra).

Mi hanno detto che è consigliabile fare una risonanza magnetica. Lei cosa ne pensa? La ringrazio fin da ora se potrà darmi delle spiegazioni circa il risultato dell’esame.

Se il bimbo non ha una storia clinica di sofferenza perinatale e non ha avuto nessuna malattia fin’ora che possa giustificare un coinvolgimento cerebrale, se il suo sviluppo neurologico e psicosensoriale è adeguato all’età e non ha mai destato sospetti di sorta, penso che sia indispensabile un approfondimento di indagini per capire cosa può avere generato questa anomala attività elettrica cerebrale nel settore temporale e la risonanza magnetica viene in aiuto quando si sospetta un focolaio epilettico in un bambino di meno di due anni il cui elettroencefalogramma non mostra anomalie diffuse dell’attività elettrica cerebrale ma solo lievi e localizzate, come nel tuo caso.

C’è da dire, però, che anomalie della normale attività elettrica cerebrale sono frequenti nei bambini, specie quando molto piccoli e se queste anomalie sono focalizzate e non generalizzate, il rischio che possano essere causa di crisi ripetute o durature o ingravescenti è decisamente minore rispetto ad un elettroencefalogramma che presenta anomalie diffuse e generalizzate.

Detto ciò, l’eeg registra soltanto l’attività elettrica cerebrale e per un inquadramento preciso dell’origine e della causa dei sintomi manifestati dal bimbo è necessario che questa indagine sia affiancata sia da una approfondita valutazione clinica neurologica e neurocomportamentale del bambino, sia eventualmente, ad altre indagini di diagnostica per immagini per valutare la presenza o meno di anomalie anatomiche di qualsiasi genere a livello cerebrale (vascolari, cicatriziali, neoformative, ecc.) a giustificazione dei sintomi del bimbo.

Le onde tetha, comunque, non evidenziabili nell’adulto, sono comuni nei bambini, specie se molto piccoli, durante il sonno oppure in stati simili all’ipnosi e la loro presenza non è patologica a 16 mesi durante il sonno. Non vedo, quindi, anomalie dell’elettroencefalogramma particolarmente significative e preoccupanti, almeno da quanto mi riporti e il consiglio di praticare una risonanza magnetica ha il suo razionale considerata l’età del bimbo e la difficoltà di trarre conclusioni diagnostiche certe dalla sola risposta dell’elettroencefalogramma.

Un neurologo pediatra esperto può valutare, in base alla clinica e all’anamnesi del bambino, la necessità di procedere a questa indagine immediatamente o dopo alcuni mesi di osservazione clinica del piccolo. Certe anomalie o sintomi possono, infatti, scomparire spontaneamente con l’età, nel giro di alcuni mesi o pochi anni, con o senza terapia farmacologica a secondo se le crisi di assenza si manifestano in modo sporadico o molto ripetutamente e se la loro durata è tale da interferire notevolmente sulle normali attività quotidiane del bambino.

Un caro saluto, Daniela

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