Monotest lievemente positivo: come comportarsi?


Buongiorno,

proprio stamattina ho ritirato le analisi di mio figlio che è risultato leggermente positivo al monotest.

Tutto è cominciato 20 giorni fa: lui aveva sempre 2/3/4 lineette di febbre, pensavamo fossero i denti visto che ci sembrava stare bene ma aveva delle gengive tutte sanguinanti e gonfie.

Per scrupolo lo abbiamo portato dal pediatra che disse non aveva nulla. Passato un giorno, gli venne la febbre altissima, fino a quasi 40.

Abbiamo richiamato il dottore che ci disse di trattarlo con 2 pastiglie di Bentelan e Tachipirina all’occasione e di riportarglielo il giorno seguente. Al controllo, stupito per come si fossero presentate in maniera così repentina, gli trovò le tonsille completamente coperte di placche. Così diede 8 giorni di Augmentin.

Lo stesso giorno in cui è terminata la cura con l’antibiotico, mi sono ritrovata il piccolo pieno di macchie rosa su tutto il corpo, anche nelle orecchie – che spariscono in 2 giorni.

Durante il trattamento con antibiotico persisteva una febbriciattola che al massimo ha raggiunto i 38 rettali.

Nel frattempo un amichetto con cui mio figlio sta spesso, risulta positivo al monotest, dato che anche lui presentava lieve febbre. Decidiamo di rivolgerci al pediatra per chiedere il da farsi, lo rivede e di nuovo per lui non ha nulla ma gli fa fare gli esami. Oggi gli esiti:

IgE totali 23

IgG liev. positivo

IgM liev. positivo

Globuli bianchi 13.53

La mia questione è: mi hanno detto che non sono certi al 100% che si tratti di mononucleosi, che può essere un altro virus, ma io come mi devo comportare? Posso farlo uscire serena? Può stare con altri bambini e con la baby sitter incinta? È contagioso o no?

Il pediatra è stato molto vago ed io non so cosa fare.


È probabile che il bimbo abbia contratto la mononucleosi che, nelle sue fasi iniziali, è molto simile ad una tonsillite con tonsille molto infiammate e ricoperte da un essudato simile al pus delle placche.

Anche l’esantema può comparire dopo pochi giorni dall’esordio della malattia come può essere stato indotto dall’antibiotico somministrato a causa della diagnosi errata.

Di solito il monotest è un test rapido e affidabile per fare diagnosi, ma se la sintomatologia generale non fosse, da sola, sufficiente e i linfonodi non fossero particolarmente ingrossati in modo caratteristico, si potrebbero eseguire analisi più specifiche come vca, ea, ebna e la conta dei monociti nello striscio di sangue periferico con il prelievo per emocromo.

Se fosse mononucleosi, dall’inizio della sintomatologia bisogerebbe attendere dai 10 ai 20 gg per la guarigione totale, mediamente 10-15, dopo i quali il bimbo, se si sente bene, può tranquillamente fare la vita di sempre anche se può residuare una transitoria immunodepressione in seguito alla quale sarà più facile che si ammali di qualche altra patologia anche banale. Una buona alimentazione e un ciclo di vitamine lo aiuteranno.

Nessun problema, invece, per la baby sitter incinta, perché il virus di Ebstein Barr non provoca aborto né malformazioni al feto anche se la donna gravida dovesse essere contagiata.

Il discorso non sarebbe molto diverso se invece della mononucleosi il bimbo avesse contratto una malattia simile come una linfoadenite monocitaria o altra patologia virale: cure particolari, comunque, non ce ne sarebbero.

Un caro saluto,

Daniela

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