Mollusco contagioso


 

Buongiorno dottoressa,

vorrei saperne di più sul mollusco contagioso, visto che la mia bambina di quasi tre anni ne ha diversi sotto un’ascella, vicino all’occhio, dietro ad un ginocchio e vicino ai genitali.

La dermatologa che l’ha visitata ha sconsigliato di toglierli (come avevo fatto con il primogenito, anni fa) perchè sono tanti, alcuni piccolissimi. Mi ha dato una serie di prodotti: Airol (da applicare con cottonfioc) che essendo un potente antiacne brucia molto quando lo metto e le arrossa tutta la pelle, a questo punto devo metterle Elocon più vaselina per togliere il rossore e poi ricominciare.

Per quelli vicino agli occhi devo mettere Zovirax. Non vedo miglioramenti evidenti, onestamente.

Per quelli sulle zone genitali va meglio Zovirax, Airol o altro? E soprattutto, visto che con l’altro bimbo ad un certo punto sono regrediti da soli (ne ho tolti 3 e il 4 si è asciugato da solo), non esiste una cura interna per accelerare questa guarigione? Qual è la causa? Perché vengono? Dove può averli presi? Non va al nido né in piscina.

Grazie e mi scusi per la lunghezza della mail

Il mollusco contagioso è una infezione cutanea fastidiosa, ma assolutamente benigna provocata da un virus simile a quello della varicella chiamato Poxvirus che si trova ovunque, sia in ambienti esterni, specie se umidi, cioè vicino al mare, sulla sabbia, nei pressi di pozze d’acqua o piscine, sia in ambienti chiusi domestici, a volte in concomitanza con muffe, a volte anche in ambienti perfettamente salubri e puliti, quindi non è necessario che il bambino frequenti spiagge o piscine per potersi contagiare.

Il virus si localizza nello spessore degli strati cutanei e l’infezione non si generalizza mai, al contrario di quanto avviene per la varicella o per il virus dell’ herpes zoster, con i quali è imparentato che entrano nell’organismo attraverso le prime vie respiratorie e da lì si generalizzano un po’ ovunque anche se le manifestazioni più evidenti sono le lesioni cutanee e le pustole che provocano.

Il mollusco contagioso si trasmette unicamente per contatto diretto pelle a pelle tra un soggetto infetto e uno sano oppure per contatto con abiti o asciugamani o altra biancheria che a sua volta è venuta in contatto con la pelle di un soggetto infetto, quindi è di fondamentale importanza la separazione accurata di indumenti e biancheria tra i vari membri di una famiglia quando vi è un soggetto affetto da mollusco contagioso.

Il virus, essendo ubiquitario e di frequente reperimento un po’ ovunque può essere tranquillamente presente sulla pelle di moltissimi soggetti asintomatici, specie se adulti, ma nei bambini, che sono dei soggetti con difese immunitarie ancora immature e incomplete, esso si manifesta e attecchisce con maggior facilità, quindi la malattia è di gran lunga più rappresentata nei piccoli piuttosto che nei grandi, mentre in questi ultimi la via di contagio più frequente è quella genitale e si può quindi considerare, quando presente, una infezione sessualmente trasmessa.

Dopo il primo contatto con il virus segue un periodo di incubazione anche molto lungo, dell’ordine di alcune settimane o mesi, durante il quale non succede nulla di apparente ma i virus si moltiplicano all’interno delle cellule cutanee, poi iniziano a comparire le classiche escrescenze molli di colore rosa o biancastre, molto piccole, come bottoncini o piccole verruche che tendono a presentare una ombelicatura centrale più scura.

Le lesioni di solito non sono dolorose né pruriginose ma bisogna assolutamente evitare di spremerle altrimenti potrebbe fuoriuscire un liquido biancastro simile a quello contenuto nelle vescicole della varicella, ricchissimo di virus attivi capaci di diffondere, per autoinoculazione, la malattia su molte altre parti del corpo e trasmettere l’infezione ad altri. La malattia, anche non curata, guarisce sempre da sola, ma di solito molto molto lentamente: può infatti durare anche più di un anno e non è raro vedere soggetti che convivono anche per due o più anni con le lesioni cutanee tipiche del mollusco contagioso.

Siccome la contagiosità della malattia non decresce con il passare del tempo, la decisione di tentare di eliminare le escrescenze in vario modo è dettata dalla opportunità sia di evitare l’autoinoculazione nello stesso soggetto che allungherebbe di molto i tempi già lunghi della guarigione, sia dalla necessità di evitare che il soggetto affetto trasmetta l’infezione alle persone che possono venire in contatto con lui. Le terapie possono essere di vario tipo, sia applicazioni locali di sostanze irritanti che hanno la proprietà di seccare le lesioni ed accelerarne il distacco spontaneo, sia applicazioni locali di sostanze antivirali specifiche come lo Zovirax con le quali si spera di distruggere i virus presenti nelle lesioni, sia con sostanze immunostimolanti (non usate in pediatria), sia con tecniche di escissione più o meno chirurgica come la crioterapia che secca le lesioni, o la diatermocoagulazione o la laserterapia (non usata in pediatria), oppure, quando le lesioni sono piuttosto estese, il "curage", cioè l’escissione chirurgica con un minibisturi a cucchiaio (non utilizzata in pediatria per il disagio e le possibili cicatrici che può lasciare).

Nessuna terapia, quindi, per via generale, proprio perché i virus non sono circolanti nell’organismo e qualsiasi sostanza somministrata per via generale non potrebbe colpirli, ma solo terapie locali come sostanze irritanti (tretinoina) usate per combattere l’acne e pomate contenenti un antivirale come lo Zovirax, in associazione, secondo parere del dermatologo, con mini pratiche di crioterapia con azoto liquido o altro.

Le applicazioni locali di creme varie iniziano ad essere efficaci dopo più di un mese di costanti applicazioni quindi bisogna avere molta pazienza prima di gettare la spugna.

Attualmente viene reclamizzato anche via internet un prodotto costituito da sostanze assolutamente naturali (almeno a detta del produttore) che avrebbero un’azione antivirale sorprendentemente potente e veloce e sarebbero per giunta prive di tossicità. Non è considerato un farmaco a tutti gli effetti e viene prodotto negli stati uniti con il nome "molluscum no more". Non si trovano recensioni sui tradizionali libri scientifici, non ne ho nessuna esperienza diretta e lo menziono soltanto per dovere di cronaca: potresti chiedere il parere del dermatologo che sta seguendo la tua bimba.

Sui genitali puoi mettere tranquillamente lo Zovirax e, se con molta attenzione, anche vicino agli occhi, ma in questa delicata sede, potresti usare Virgan pomata oftalmica, sempre che l’applicazione si debba fare in una zona talmente vicina alla congiuntiva e alle palpebre da rendere molto probabile l’entrata di una piccola quantità di pomata Zovirax se applicata in quella zona.

Quindi, tranquilla: la bimba prima o poi, anche se più poi che prima, guarirà, o con le cure o senza le cure, ma devi avere tantissima pazienza.

Un caro saluto, Daniela

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