Mangia solo quello che vuole lui 1


Carissima Dott.ssa Sannicandro,

sono la mamma di un bambino di 2 anni, l’ho allattato fino a nove mesi e lo svezzamento è andato alla grande fino alla primavera scorsa. Era un mangione e dovevo faticare per non farlo mangiare troppo, tanto che dopo la pappa e la frutta gli davo un pezzo di pane. Da lì ha iniziato a rifiutare categoricamente qualsiasi altro tipo di cibo. Inizialmente non ho dato peso pensando che fosse un periodo dato che stava mettendo i dentini, ma è andata sempre peggio e ora non mangia altro. Ho consultato vari pediatri e mi hanno detto di tenerlo a digiuno finchè non decide di mangiare la sua pappa, sono arrivata a tenerlo a digiuno per 4 giorni di fila ma lui niente, ho provato a imboccarlo con la forza ho provato qualsiasi cibo, menù e quant’altro. Lui si alza, beve un po’ di latte con i cereali e qualche biscottino, spuntino niente per farlo arrivare con la fame a pranzo, a pranzo rifiuta tutto quello che gli propongo quindi cedo e gli dò pane, cracker pan brioche e frutta. A merenda gli dò un kinder fetta al latte e un fruttolo, cena pane cracker, pan brioche e frutta. Pesa 13 kg ed è alto 87 cm. Ma la cosa che mi fa impazzire è che lui ha un grande appetito e vorrebbe mangiare di continuo, ma solo quello che dice lui. Non so più che fare, vorrei dei consigli e soprattutto, secondo lei dovrei fare delle analisi? Il pediatra mi dice che cresce bene e non ce n’è bisogno, ma io sono veramente preoccupata, anche perchè è da nove mesi che andiamo avanti così. La ringrazio anticipatamente per l’eventuale risposta.

Giorgia


 

Cara Giorgia, finché cederai ai capricci  del tuo bimbo non uscirai dal problema che ti assilla. Che un bambino, anche molto piccolo, abbia gusti alimentari personali e ben precisi non è una novità, ma è altrettanto vero che lo stesso bambino di certo non può sapere cosa è bene per lui e cosa è male. Così come non conosce ancora i pericoli, dai quali deve essere salvaguardato, non può conoscere le regole di una sana alimentazione. Allora bisogna riportare ordine nelle sue abitudini e nella gerarchia dei suoi valori. Oltre a ciò, ti devi accertare che, al momento dei pasti, i suoi capricci non siano un modo per entrare in competizione con te facendoti arrabbiare proprio per attirare e mantenere la tua attenzione su di lui. Un altro problema da individuare e se possibile, risolvere, sono eventuali nonni che viziano per il gusto di godersi il nipotino senza le responsabilità  dell’educazione, da loro già a suo tempo vissute, magari con sofferenza, quando dovevano fare i genitori.

Che fare non è semplice dire: per pretendere bisogna prima dare o essere sicuri di aver dato abbastanza. Allora prova prima di tutto a metterti nei panni del bimbo e fare mente locale sui cibi che preferisce o che accetta più volentieri di altri. Per esempio, che primo piatto lo attira di più, che condimento, ecc. e così via per il secondo piatto, i contorni, i tipi di frutta e i dolcetti vari. A fronte di questa lista, magari assieme alla tua pediatra, compila un menù almeno settimanale se non quindicinale con una dieta bilanciata  e, se possibile, variata, idonea per un bambino di due anni. Confronta questa dieta con le preferenze del tuo bimbo e modificala giocando sugli alimenti equivalenti: per esempio, il giorno del pollo, se non ama il pollo, sostituiscilo con altra carne bianca o altra pietanza che il tuo pediatra ti consiglierà. Opera così con tutto il resto e avrai, almeno teoricamente, improntato una tabella dietetica ideale da tenere come punto fermo. Poi, sempre facendoti aiutare dal pediatra o, se non ha pazienza, da altra persona esperta, stabilisci, sulla falsariga della dieta già impostata, quante e quali deroghe apportare senza modificarla in modo sostanziale; cioè quanti e quali fuori-pasto, quante volte alla settimana puoi permettergli un biberon di latte e biscotti al posto della cena tradizionale e via discorrendo. A riflessione ultimata fai uno schema chiaro da appendere in bella mostra in cucina al quale tutti devono attenersi senza inventarsi nulla e, da quel momento, mantieniti inflessibile, costi quel che costi. Naturalmente accompagna questo rigore con una buona informazione e mantieni sempre una buona comunicazione con il tuo bimbo: non alzare la voce, non mostrarti sopraffatta da lui ma non cedere. Se il bambino cresce bene ha ragione il tuo pediatra, non ha bisogno di vizi. Credimi, alcuni giorni di relativo digiuno non gli porteranno nessun discapito: due terzi della popolazione del pianeta vive con un solo pasto al giorno e non se la passa neanche troppo male, salvo casi eccezionali.

Se il bimbo non va al nido e hai motivo di pensare che si comporti così per una forma di opposizione alla volontà materna, prendi in considerazione l’idea di inserirlo in comunità: lì i capricci non esistono e l’alimentazione, anche se forse non sempre è prelibata come da ristorante a 5 stelle, è quantomeno sana e bilanciata.

Accertati poi che tutte le persone che bene o male accudiscono il bimbo seguano la stessa linea di condotta, altrimenti i tuoi sforzi verranno vanificati e, in ultimo, cerca di cucinare con calma cose gustose anche quando il bimbo dimostra di volere sempre le stesse cose. Poi parla con lui col sorriso e con pazienza e non  arrivare all’ora della pappa prevenuta, scettica e già nervosa a priori. Il momento del mangiare deve essere vissuto come un gioco, come una bella favola che gli puoi raccontare per distrarlo e disporlo positivamente nei confronti dell’alimentazione. Sii ferma comunque negli orari e mantieni l’abitudine dei riti come apparecchiare la tavola, anche se solo per lui, mettere tutto in ordine in cucina o dove mangia il bambino prima di sederlo per mangiare, non dargli mai da mangiare in braccio e, se anche comincia volentieri, non insistere mai perché finisca il suo piattino a tutti i costi. Meglio darne meno per poi fare il bis che troppo per vederlo restare nel piatto. Preparagli anche cose che possa mangiare da solo e insisti sulla sua autonomia oltre che sulla sua autodeterminazione. Comincia anche a chiedergli cosa vuole per pranzo e per cena dandogli due scelte tra quelle che sai essere giuste per lui. Gratificalo con complimenti e mostrati felice quando mangia con gusto e, magari, se rientra tra lo schema, dagli un piccolo premio. Però non abituarlo a premi  sempre "mangerecci": sforzati di inventare sorprese gradite di tutti i tipi oltre ai dolcetti. Oltre a dargli il senso di quello che è buono e quello che è cattivo cerca di iniziare a dargli il senso di quello che è giusto e quello che è sbagliato, anche se è presto, non è mai troppo presto.

Un caro saluto,

Daniela


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Un commento su “Mangia solo quello che vuole lui

  • tinaferraioli

    Anch’io ho lo stesso problema da vari mesi ormai, ma nonostante abbia seguito tuti questi consigli non è cambiato nulla .Mio figlio continua a mangiare ció che vuole lui queste sono soltanto belle parole …nessuno ci può aiutare. 😥