Mal di gola: sempre streptococco?


Buongiorno Dott.ssa Daniela,

mia figlia, 5 anni a dicembre, lo scorso inverno si è ammalata spesso alla gola.
Ha fatto 5 cicli di antibiotici per debellare lo streptococco che puntualmente si ripresentava.
I sintomi erano gola arrossata, febrre a 38, malessere generale, a volte mal di pancia e sempre le placche in gola.
Ad oggi la bambina ha ripreso l’asilo e dopo solo una settimana il mal di gola si è già ripresentato.
I sintomi sono stati mal di gola, le tonsille grosse e bitorzolute (nonstante la bimba abbia fatto due mesi di mare), placche in gola bianche, patina bianca sul fondo della  lingua, mal di pancia, ostruzione nasale e tosse di gola.

Alla visita la pediatra ha detto che si trattava di un virus e che non era lo streptococco, non le ha fatto il tampone.

A fine settembre ci sono già i virus stagionali?
Vorrei chiederle se il fatto di avere le tonsille già ingrossate predispone a contrarre maggiormente i virus/batteri?
Nel caso di mia figlia potrebbe non essere stato debellato del tutto lo streptcocco?
La propoli può essere un valido aiutante per prevenire almeno il mal di gola?
Se sì in che termini?
Grazie in anticipo per la risposta.

Saluti

Vanessa

Lo streptococco è uno dei germi più diffusi soprattutto tra la popolazione infantile, ma esso da segni si sé soprattutto in inverno e primavera, anche se non si può escludere che si manifesti in altri periodi dell’anno. Un bambino che presenta frequenti tonsillite sicuramente di natura streptococcica è semplicemente un bambino predisposto a tali infezioni, in linea di massima perché il suo sistema immunitario non è in grado di mantenere una sufficiente memoria immunitaria specifica dopo essere venuto in contatto con tale germe e in tal caso ogni volta è come se fosse la prima volta e le tonsilliti rischiano di succedersi a breve distanza di tempo.

Un’altra ipotesi che potrebbe spiegare le infezioni streptococciche ricorrenti potrebbe essere la presenza sulle tonsille, assieme agli streptococchi, di altri germi non particolarmente patogeni ma comunque in grado di neutralizzare parzialmente l’antibiotico che si sta assumendo rendendolo meno efficace e permettendo così a parte degli streptococchi di annidarsi all’interno delle tonsille indisturbati per poi riacutizzarsi magari dopo alcune settimane dalla fine della terapia. Le ipotesi che possono spiegare la facilità che alcuni bambini hanno di contrarre infezioni da streptococco possono essere molte però le tonsille ipertrofiche e criptiche sono solo la conseguenza delle infezioni di cui sono state vittime e non la causa.

Esse, infatti, sono costituite da tessuto linfatico che partecipa attivamente a combattere l’infezione ipertrofizzandosi ad ogni episodio per moltiplicazione del numero delle cellule di cui è composto. Tale ingrossamento regredirebbe con molta lentezza ma regredirebbe nel corso degli anni, dal quarto anno di vita in poi, se non subentrassero altri episodi infettivi a stimolarne nuovamente l’attività. Pertanto le tonsille ipertrofiche sono la conseguenza e non la causa delle infezioni ripetute. La loro superficie irregolare e bitorzoluta è il segno tangibile delle battaglie che hanno dovuto sostenere.

Cosa fare per cercare di evitare le ricadute? Non molto per la verità. Sarebbe opportuno sottoporre la piccola ad un controllo otorinolaringoiatrico per capire lo stato reale di queste tonsille, cioè se soltanto ipertrofiche ma sostanzialmente sane oppure se ipertrofiche con sospetta presenza di "covi" batterici anche in assenza di sintomi acuti di infezione. Inoltre alcune analisi basilari come ves, pcr, tas, emocromo, ecc. potrebbero essere utili per decidere come comportarsi. Non ritengo utile il tampone tonsillare in stato di benessere in quanto la presenza di streptococchi in un soggetto senza sintomi non necessita di nessuna terapia, ma in caso di analisi alterate l’otorino potrebbe ipotizzare l’intervento di tonsillectomia.

Per quanto riguarda la propoli: essendo una sostanza complessa con molte virtù antinfettive, antinfiammatorie e ricostituenti, in realtà potrebbe essere somministrata con regolarità alla bimba sotto forma di sciroppo non alcolico – un cucchiaino al giorno – o sotto forma di gocce di soluzione acquosa. Esistono anche sostanze immunostimolanti omeopatiche di cui però non ho esperienza in quanto non pratico l’omeopatia.

Ma tutto ciò non può sostituire il parere dell’otorino oltre che, ovviamente, del medico curante.

Un caro saluto, Daniela

 

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