L’importanza dell’antibiotico in alcuni soggetti predisposti


 

Salve,

la mia piccola di 18 mesi è soggetta a passare da un raffreddore a riempirsi di catarro.

Un mesetto fa circa le era stata diagnosticata una bronchite con lieve broncospasmo, pochissima febbre. Cura: 7 gg di Zimox e aerosol con broncovaleas. La situazione migliora, ma 2/3 gg dopo ricomincia con tosse abbaiante, poco catarrosa (va al nido da sett., ha una sorellina alla materna)e mi dice di continuare con broncovaleas. La faccio vedere anche ad un pediatra amico di famiglia e ci dice che le bronchiti nei bimbi sono spesso virali, l’antibiotico li indebolisce e non fa loro sviluppare le difese immunitarie e ci consiglia l’uso di aerosol con fluibron per aiutarla a fluidificare ed espellere il catarro.

Ma siamo ancora in alto mare. Alterna giorni buoni a gg con tosse e fischietto in uscita. È ancora a casa dal nido perché le si è sovrapposto il vomito per un paio di gg. L’ho fatta vedere oggi dalla pediatra pubblica e ci diagnostica ancora bronchite da curare con augmentin + broncovaleas.

Ma serve davvero dare tutti questi antibiotici ad ogni bronchite? Mi pare non riesca a venirne fuori e dalla comunità e comunque fuori da un mesetto. Cosa consiglia? Mi spaventa dover sovraccaricare la piccola di antibiotici, lei che dice a proposito? Il padre e la nonna sono asmatici, ma la pediatra dice che è piccola per capire se diverrà asmatica/allergica.

Attendo con ansia suoi preziosi suggerimenti.

Cordiali saluti, Laura

La tua bimba è senz’altro una iperreattiva, cioè reagisce sia con broncospasmo che con grossa produzione di muco ad ogni minima infezione, virale o batterica che sia, cioè grossi sintomi per un motivo spesso banale.

Questi soggetti si ammalano come tutti gli altri bambini e non più di loro ma sviluppano ogni volta sintomi importanti tanto da fare sempre pensare che abbiano qualcosa di grave. Pertanto l’antibiotico prescritto così spesso può dipendere da questo. È anche vero, però, che questi soggetti che producono molto catarro sono più facili degli altri alle complicazioni batteriche in seguito ad un banale episodio infettivo, molto spesso virale visto che a questa età circa l’80% delle infezioni alle vie respiratorie è virale, almeno all’inizio.

Pertanto l’antibiotico non deve essere dimenticato o troppo denigrato: spesso a questi bimbi serve, ma da lontano non posso dirti quando serve e quando no e anche potendo visitare il bambino, all’inizio non è sempre facile capire la differenza tra infezione virale e batterica. Il mucolitico somministrato ad un bambino che ha tendenza al broncospasmo non è sempre molto indicato a meno che non sia associato al broncodilatatore perché esso aumenta la quantità e il volume del muco contenuto nei bronchi e può creare difficoltà respiratorie.

Pertanto, in linea di massima, io continuerei a dare fiducia alla pediatra che prescrive broncodilatatore e antibiotico perché, almeno il broncodilatatore è facile che serva spesso, soprattutto nei primissimi giorni di malattia e l’antibiotico, magari non prescritto sin dall’inizio dei sintomi se non è necessario, non sarebbe male averlo nel cassetto per ogni evenienza, visto che potrebbe servire, forse, più spesso che per altri bambini. Naturalmente, almeno in questo periodo, un altro consiglio sarebbe quello di tenere a casa il bimbo per alcune settimane in modo da farlo guarire del tutto prima di riimmetterlo in comunità. Un caro saluto, Daniela

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