Lieve aritmia dopo cure di cortisone?

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Gentile dottoressa,
ho portato la mia bambina dalla pediatra perché presenta tosse rumorosa e raffreddore. Per circa 15 gg l’ho curata con lavaggi nasali e areosol con beclometasone e acqua fisiologica. A volte, di sera, ho usato il beclometasone a secco e per questi ultimi due giorni il bentelan da 1 mg (unica somministrazione giornaliera 2 volte in tutto) poiché in corso di raffreddore la mia bambina va incontro al laringospasmo e tale tipo di somministrazione in areosol ne contiene l’evoluzione.
Premetto che la mia bambina soffre di laringospasmo dalla nascita e di ciò le ho già scritto in passato. Ora la dottoressa ha detto di aver riscontrato una lieve aritmia per cui farò fare un controllo quando la bambina starà bene e non starà assumendo alcun farmaco per verificare la situazione. 
La stessa cosa (lieve aritmia) è accaduta lo scorso anno in corso di terapia cortisonica preventiva prescritta da uno specialista (Flixotide 50 spray con distanziatore per 15 gg di seguito come terapia preventiva del laringospasmo e fluspiral in areosol perché contestualmente ammalatasi).
Il cardiologo consultato in quell’occasione ha escluso qualunque problema e il pediatra dell’epoca ha legato tale manifestazione all’eccesso di cortisone.
Le mie domande: l’aritmia può essere legata alla terapia cortisonica? Che cosa comporta l’aritmia qualora le venga diagnosticata in assenza di terapia cortisonica?
Mi chiarisca la situazione per favore, sono preoccupata.
Marta 

Cara Marta,
è vero, l’assunzione di cortisone può portare, come effetto collaterale, l’insorgenza di aritmie. Queste possono avvenire come causa diretta del cortisone, ma solo in casi rari, in cui il farmaco è somministrato ad alte dosi endovena e come causa, diciamo, indiretta, in conseguenza dello squilibrio elettrolitico indotto dal farmaco, cioè a causa della abnorme ritenzione di sodio e la conseguente perdita di potassio.
La relativa carenza di potassio crea delle alterazioni nella conduzione elettrica dell’impulso nervoso cardiaco e la comparsa di aritmie. In tal caso è bene valutare la reale necessità di somministrare cortisone ogni volta che la bambina ha un problema alle prime vie respiratorie e, soprattutto, penso che sia meglio confinarlo ad un uso solo sintomatico e non preventivo, onde evitare che la bimba assuma il farmaco anche quando, magari, non sarebbe servito.
Per quanto riguarda la presenza di aritmie non in relazione con la terapia cortisonica, nei bambini aritmie legate agli atti respiratori sono molto frequenti (le cosiddette aritmie sinusali, e, ovviamente, scompaiono se si ausculta il cuore facendo trattenere il respiro al bambino). 
A volte queste aritmie assolutamente fisiologiche possono essere particolarmente accentuate e richiedere approfondimenti diagnostici per scrupolo con elettrocardiogramma, holter (ecg dinamico delle 24 ore) ed ecocardiogramma, ma restano comunque un problema assolutamente benigno che tende a scomparire in età adulta.
Qualora l’aritmia riconoscesse, invece, una natura patologica, bisognerebbe pensare ad una cardiopatia congenita oppure ad una miopatia ma, pur non ricordando bene l’età della piccola, suppongo che una evenienza di questo tipo avrebbe dato segno di sè ormai da tempo. Io, semplicemente, ti consiglio di fare controllare la piccola da un cardiologo lontano da un periodo in cui ha assunto il cortisone: molto probabilmente un semplice elettrocardiogramma potrebbe risolvere ogni dubbio.
Un caro saluto,
Daniela

 

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