Le faccio del male continuando ad allattarla?


 

Gentile dottoressa,

sono la mamma di una splendida bambina di otto mesi e mezzo, molto brava e tranquilla.

Avrei bisogno di un consiglio:la mia bimba, mentre quando era piccolina, si svegliava al massimo una volta sola la notte per la poppata, dal sesto mese in poi ha aumentato i risvegli. Credo sia in concomitanza con il mio ritorno al lavoro e, per quanto riguarda quest’ultima settimana, con il suo inserimento al nido.

Le amiche mi consigliano di toglierle la tetta perché l’ha presa come ciuccio, ma a me sembra che la piccola abbia veramente fame. Quando infatti provo a riaddormentarla senza offrirle il seno, dopo poco si risveglia e cerca nuovamente. Premetto che a me non pesa allattarla, anche perché mi riaddormento subito, però non vorrei farle del male…

Mi consigli lei per favore. Grazie

Continua pure ad allattare la bimba in piena libertà finché te la senti e non ti pesa troppo e finché la bimba lo richiede. Piuttosto, data l’età, valuta se, per caso, la piccola avesse fame, sia per una quantità di pappe troppo scarsa per il suo peso e la sua età, sia per una relativa iniziale riduzione o carenza del tuo latte.

Sicuramente il nido e il tuo ritorno al lavoro contribuiscono a sviluppare nella piccola il desiderio di recuperare il contatto che durante il giorno non è più possibile, ma se la piccola, invece, si svegliasse per fame, il problema sarebbe diverso.

Quindi, finché te la senti di svegliarti di notte e di continuare con questa disponibilità, non sentire i consigli di nessuno e procedi come ti detta il cuore, ma se e quando ti sentirai stanca e meno disponibile, continua a comportarti in modo autentico e non fare l’eroina, cioè riduci le poppate notturne e inizia ad abituare la bimba a riaddormentarsi e a consolarsi da sola.

Dal sesto mese in poi questo è possibile e i piccoli iniziano a sviluppare sufficienti risorse personali per essere capaci, se abituati, di autoconsolarsi. Naturalmente questo processo è graduale, ma si può iniziare a dare loro fiducia.

Un caro saluto, Daniela

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