Lavori faticosi e polvere in gravidanza


Salve,
sono un po’ preoccupata per una mia amica e vorrei esporle le mie perplessità.
Da circa 2 mesi è impegnata a rifare casa col marito. Io le dò una mano, ma non posso sempre.
E’ incinta di 5 mesi, quasi 6, e tutti i giorni, mattina e pomeriggio (tranne forse la domenica), non fa altro che arrampicarsi sulle scale, carteggiare, pitturare, spostare pesi, levigare parquet, ecc.
Il fatto è che oltre a stancarsi molto, respira pittura, colla, polvere di legno, ecc.
Io stessa ho notato granuli nel naso e gola irritata.
Mi darebbe il suo parere?
Grazie.
Nella

Cara Nella,
magari fossero sempre così tangibili e quantificabili come le vernici che respira la tua amica, gli inquinanti ambientali con i quali il mondo intero è costretto a fare i conti, cioè a subire, quotidianamente, anche, se non soprattutto, quando non se ne rende conto, quando l’aria sembra pura e senza odori o quando, finalmente, dopo una mattinata di fatiche, la casa splende e profuma di pulito e di fresco!
Proprio quel profumo di pulito, dovuto a detersivi e spray lucidanti, antipolvere e via discorrendo, ha inquinato ancora di più il microclima dell’ambiente domestico e, di conseguenza, anche il macroclima!
Io credo che la tua amica faccia tutto quello che mi racconti, prima di tutto perché si sente bene, poi perché si sente felice e infine perché in preda alla classica, insopprimibile sindrome della "couvade", cioè della cova, tipica delle mamme, anzi, dei genitori in attesa di un bimbo quando sentono l’irresistibile istinto e desiderio di rivoltare casa per preparare il nido al nuovo arrivo.
Se non avesse la casa da ristrutturare, avrebbe un trasloco da fare; se non avesse un trasloco da fare, prenderebbe l’iniziativa di rivoltare casa da cima a fondo per pulirla anche nei recessi più nascosti e, magari, per cambiare la disposizione dei mobili esistenti.
Dalla sindrome della couvade non c’è scampo, è fisiologica e obbligatoria. La cosa importante, piuttosto, anche e soprattutto pensando al nascituro, è la scelta di tinte, vernici e prodotti coloranti e lucidanti atossici ed ecologici, che non rilascino agenti nocivi né nell’immediato, né in seguito. Per il resto, nel secondo trimestre di gravidanza, le capacità espressive e di comunicazione del feto e il suo rapporto con la mamma si suppone siano già talmente intimi e stretti da permettere al piccolo, in caso di disagio o di stanchezza, di mandare segnali comprensibili alla mamma che avrà l’istinto e sentirà il desiderio di riposarsi quando ne avrà bisogno.
Ma finché si sente di fare quello che fa, pur con la dovuta prudenza dettata dal buonsenso, lascia che lo faccia: la gravidanza non è una malattia, bensì uno dei periodi di maggior benessere per una donna, naturalmente quando, come credo in questo caso, tutto va per il meglio.
Quindi: movimenti sì, finché si sente di farli, intervallati da congrui momenti di relax e senza lavorare "sulle forze", ma vernici tossiche no e comunque sempre con la mascherina antinquinamento che, in qualche modo, protegge.
Un caro saluto,
Daniela

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