Latte fresco prima dell’anno


Buonasera,

mi chiamo Paola e ho un bimbo di 10 mesi appena. Ho da poco smesso di allattare, perchè non ho più latte a sufficienza e anche per stanchezza fisica. La pediatra mi ha detto di dargli il latte plasmon, ma non gli piace. Non so se ho sbagliato, ma gli ho fatto assaggiare il latte stella parzialmente scremato che beviamo tutti noi (io sono stata crescita con questo latte) e lo adora.

Secondo voi può creargli problemi, lui sembra digerirlo… Vi ringrazio anticipatamente. Cordiali Saluti.

Se non vi sono problemi di allergia in famiglia, il latte vaccino opportunamente diluito per le prime settimane può già essere inserito a dieci mesi. Il problema del latte vaccino non riguarda, però, tanto i grassi che contiene quanto le proteine che sono in eccesso oltre che di diversa natura, rispetto alla composizione ideale del latte materno. Pertanto il latte scremato non è la soluzione migliore se si vuole introdurre il latte vaccino nella alimentazione di un bambino sotto l’anno di vita. Le prime volte bisognerebbe dare latte vaccino intero bollito molto lentamente al quale dovrebbe essere tolto quel leggero velo che si forma sulla superficie quando il latte si porta ad ebolloizione molto lentamente.

Tale latte andrebbe poi diluito in ragione di due parti di latte e una di acqua. Dopo circa due settimane, piano piano, l’acqua andrà eliminata per essere poi sostituita con latte e il sistema di bollitura del latte andrebbe continuato ancora per alcune settimane. Durante il periodo della diluizione del latte con acqua il biberon andrebbe arricchito con un cucchiaino di zucchero o miele per poi non dolcificarlo più se non con la sola aggiunta di due biscottini quando il latte verrà dato intero. Si dovrebbe scegliere un latte fresco di qualità altamente selezionato pastorizzato e la bollitura dei primi tempi non è a scopo igienico quanto al fine di poter fare coagulare le proteine in un sottile strato solido di superficie che andrà rimosso in modo da ridurre la quota proteica che è in eccesso rispetto alle proteine contenute nel latte materno e rispetto alle esigenze nutrizionali del bambino.

Per quanto riguarda i grassi del latte vaccino: essi sono qualitativamente un po’ diversi rispetto a quelli del latte materno ma quantitativamente sono simili, pertanto il latte scremato non ha senso. I grassi del latte vaccino andrebbero semmai modificati ma non diminuiti, ma se il bimbo non abuserà di latte vaccino ma si limiterà ad un massimo di mezzo litro al giorno fino al primo anno e 350, 400 gr dopo il primo anno, non vi saranno problemi. Il latte a lunga conservazione sarebbe da evitare perché nutrizionalmente inferiore rispetto al latte fresco però il contatto più prolungato con temperature più alte che subiscono le proteine le rendono meno allergizzanti, quindi, almeno per i primi tempi, potrebbe essere un vantaggio parziale.

I latti di crescita sono sostanzialmente simili al latte vaccino salvo il loro arricchimento in ferro vitamine e acidi grassi polinsaturi. Il loro sapore può essere diverso da quello del latte della centrale ma si possono trovare in vari gusti, arricchiti con miele e biscotti, ecc. Ma anche i latti di crescita, in realtà, dovrebbero essere dati al compoimento del primo anno di vita, preferendo un latte di proseguimento fino al dodicesimo mese circa. Comunque anche un latte vaccino opportunamente modificato potrà andare bene se gli altri proprio non sono accettati.

Un caro saluto, Daniela

 

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