Latte di asina vs latte artificiale

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Salve,

Sono Rosaria neo mamma di Mattia(2 mesi).

A causa di problemi che non sto qui a spiegarle non posso allattare esclusivamente al seno mio figlio.

Inizialmente ho cominciato a dare latte artificiale e tutto questo per 1 mese e mezzo… poi mi sono resa conto che le coliche dopo pasto di Mattia erano dovute al latte che davo e quindi ho deciso di provare il latte d’asina.

Mi sono rifornita presso ASILAT che ho saputo essere un allevamento certificato dalla università di messina.

Il mio pediatra è contrario al latte d’asina perché sostiene che gli mancano dei grassi necessari alla crescita del suo cervello e anche in una sua risposta ho letto che il latte d’asina è carente di colesterolo. Ma io ho letto lo uno studio secondo il quale non è così.

Per sopperire alla carenza di grassi, mi hanno consigliato (una nutrizionista ed una veterinaria) di aggiungere mezzo cucchiano di olio extravergine d’oliva biologico nel latte… è giusto?
E questa integrazione può sopperire eventualmente anche alla carenza di colesterolo?

Faccio tutto questo per dare il meglio al mio pulcino appena nato che purtroppo non può nutrirsi del "latte di mamma"… quindi per una buona causa.

Confido davvero in Lei.

Cordialmente

Ho già avuto modo di esprimere la mia opinione nei confronti del latte di asina somministrato a lattanti molto piccoli, di meno di sei mesi, non ancora svezzati, in una precedente risposta che tu stessa hai letto su questo sito, quindi sai come la penso a riguardo.

Dal punto di vista della composizione proteica, quella del latte di asina si avvicina molto di più a quella del latte materno rispetto al latte di mucca o di altri bovini soprattutto perché contiene percentualmente meno proteine e soprattutto meno caseina, notoriamente più allergizzante dell’altra proteina, la lattoglobulina, avvicinandosi in questo modo alla composizione del latte materno umano. Per di più il latte di asina contiene una buona percentuale di lattosio, un buon rapporto calcio fosforo e contiene anche alcuni importanti fattori come il lisozima, ben rappresentato nel latte materno, con funzione antibatterica.

Però la sua carenza in lipidi e in colesterolo rispetto al latte materno lo rendono decisamente meno nutriente dal punto di vista calorico rispetto al latte materno e da questo punto di vista squilibrato e qualitativamente inferiore rispetto ai latti in polvere per lattanti compresi quelli contenenti proteine idrolisate adatti per soggetti allergici alle proteine del latte vaccino.

Per quanto riguarda poi l’aggiunta di olio di oliva nel latte di asina per aumentarne la quantità di grassi, devi sapere che a lungo andare può essere allergizzante e per di più ha proprietà ipocolesterolemizzanti, mentre il neonato, per un corretto sviluppo del suo sistema nervoso, ha bisogno di colesterolo, sostanza per lui indispensabile che non deve essere considerata da demonizzare come è ora di moda fare negli adulti.

Pertanto io boccio l’idea di integrare l’alimentazione di un lattante di meno di sei mesi, non ancora svezzato con altri alimenti oltre il latte, con latte di asina. Quest’ultimo, avendo comunque proprietà interessanti, così come il latte di altri equini come la cavalla e la cammella, può essere importante in situazioni dove un latte artificiale, tanto più se dietetico e ipoallergenico, non è reperibile (paesi sottosviluppati, popolazioni nomadi, ecc.), ma non vedo motivo di preferirlo ad un più equilibrato latte formulato, soprattutto in un lattante di meno di due mesi, laddove farmacia o grande distribuzione sono a portata di mano.

La mia opinione concorda quindi con quella del tuo pediatra. Ricorda che tutti gli alimenti diversi dal latte della propria madre sono potenzialmente allergizzanti prima o poi se somministrati costantemente, specie in un soggetto dal sistema immunitario ancora in formazione e che, per quanto riguarda il latte di asina, ora tanto di moda come un tempo erano di moda prima il latte di soia poi quello di capra che con il tempo hanno mostrato tutti i loro limiti, non vi sono studi sufficientemente attendibili dal punto di vista scientifico su bambini al di sotto dei sei mesi di vita: esso, pertanto, andrebbe riservato solo ai bambini più grandicelli, già svezzati e sicuramente allergici alle proteine vaccine. Dai facili entusiasmi del momento è sempre prudente tenersi alla larga.

Un caro saluto, Daniela

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