Lassità dei legamenti e piede piatto 1


Gentile dottoressa,

la disturbo per l’ennesima volta perché vorrei un parere in merito ad una domanda che mi è stata posta dal tecnico ortopedico che ha confezionato i plantari correttivi per mia figlia Marta di 6 anni. Marta ha un piede piatto di terzo grado con tendenza di entrambe le caviglie a "cedere" verso l’interno. Inoltre l’ortopedico da cui è seguita ha riscontrato una lassità dei legamenti.
Veniamo al dunque. Durante la prova del plantare (con la sferetta sottoastragalica) il tecnico ortopedico mi fa notare la lassità dei legamenti e poi mi chiede se la bimba ha avuto qualche sofferenza alla nascita. Io sono rimasta un po’ perplessa anche perché nessuno, nemmeno l’ortopedico, mi aveva mai chiesto nulla in merito. Comunque Marta alla nascita non ha avuto nessun problema a parte un tumore da parto tra l’occipite e il parietale dx peraltro scomparso poco dopo e ittero (Apgar regolare).

Ora mi chiedo quale può essere il problema alla nascita correlato alla lassità dei legamenti? Inoltre si può tentare di irrobustire i legamenti oltre che con l’esercizio fisico (Marta va in piscina una volta la settimana e poi in palestra sempre una volta a settimana) magari con una dieta appropriata o con integratori alimentari?
Grazie
Daniela Colombo

La lassità legamentosa è una caratteristica di alcuni soggetti che nulla ha a che vedere con problematiche neurologiche e nemmeno muscolari. Essa, di solito, è congenita e deve considerarsi solo una caratteristica del soggetto e non una vera malattia. Diventa sindrome quando è generalizzata e alla lassità legamentosa si associa anche una particolare lassità ed elasticità della cute, come avviene nella sindrome di Ehlers Danlos, trasmessa per via ereditaria e che può manifestarsi in varie forme. Una certa lassità dei legamenti è comunque caratteristica dell’età infantile e può di per sè essere causa di piattismo del piede, a volte particolarmente accentuato. Altre cause di piattismo, invece, possono essere di natura neurologica e/o muscolare. Le cause muscolari riconoscono una patologia dei muscoli e possono anch’esse essere riunite tra le varie miopatie, mentre le cause di piede piatto di natura neurologica possono dipendere o da una particolare ipotonia muscolare o anche da un ipertono muscolare in caso di spasticità. Al momento di inquadrare correttamente la causa di un piede piatto nell’infanzia è dunque necessario riflettere sulla diagnosi differenziale tra origine legamentosa, neurologica o muscolare.

L’origine neurologica, sia che si tratti di ipotonia muscolare che di ipertonia, è l’unica che può associarsi ad una sofferenza perinatale e credo che sia questo il motivo che ha indotto il tecnico ortopedico a farti la domanda che ti ha suscitato perplessità. Però c’è da dire che una sofferenza neurologica di tipo centrale dovuta a problemi alla nascita si manifesta in ben altri modi oltre al piede piatto, sia che esiti in ipotonia muscolare che in spasticità o ipertonia, pertanto, l’aspetto stesso della bimba, con obiettività negativa non solo all’anamnesi ma alla visita generale, dovrebbe immediatamente fare escludere un motivo neurologico ed è sufficiente la lassità legamentosa riscontrata al momento della visita ortopedica per giustificare il piattismo con valgismo delle caviglie, la cui correzione riconosce più di una scuola di pensiero, non sempre favorevole all’utilizzo di plantari a meno che essi non siano inseriti in scarpe molto morbide che non impediscano la libertà di movimento del piede.

Il plantare è, infatti, un rimedio passivo mentre la cura, se cura vi è, del piattismo consiste nell’aumentare le occasioni di fare funzionare la muscolatura della pianta dei piedi affinché si rinforzi – esercizi di prensione con le dita dei piedi, camminare in punta dei piedi, saltare, utilizzare la bicicletta perché la pedalata stimola la pianta del piede ad incurvarsi come se dovesse afferrare qualcosa e soprattutto sarebbe bene che la pianta del piede fosse stimolata dal fatto di camminare senza scarpe su un terreno cedevole ed irregolare come sabbia o prato con erba folta. Solo quando il soggetto è costretto a stare molto tempo in piedi o a camminare su asfalto o altro terreno rigido e piatto può giovarsi di plantare ortopedico, mentre in tutte le altre occasioni, cioè quando il bambino è seduto, sdraiato oppure occupato in attività motorie o ginniche, più libero è il piede meglio verrà stimolata la sua muscolatura. La soluzione del piede piatto è la crescita e il rinforzo muscolare oppure la chirurgia quando il bambino è un po’ cresciuto, cioè in epoca pre pubere e non prima, in caso di piede piatto persistente e soprattutto sintomatico, cioè che procura dolori alla deambulazione.

Un caro saluto, Daniela

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