Ittero neonatale


 

Gentilissima dottoressa,

sono una mamma in panne, spero che lei mi risponda anche se questo argomento è stato trattato in parte. Mi trovo più o meno nella stessa situazione della mamma che ha scritto per la figlia con l’ittero ma fortunatamente con qualche certezza in più dal punto di vista clinico ma con nessuna certezza su cosa continuare a fare.

Mi spiego meglio: mio figlio ha 11 giorni ed è stato dimesso dalla clinica a 3 giorni con un valore di bilirubina a 11.4 HT 69 e con il consiglio di fare un controllo dopo 2 giorni. Dopo 2 giorni e cioè a 5 giorni di vita era BT 13.8 HT50ed a 8 giorni il valore è salito a BT 16.3: A questo punto il pediatra di turno mi ha detto di eliminare il latte materno per 3,4 giorni per diagnosticare un itteto da latte materno in quanto altri fattori di rischio non ce ne sono. Così ho fatto con sensi di colpa e problemi di stitichezza forti per il piccolo che ha cominciato a prendere solo latte artificiale. Dopo 2 giorni grazie a mio marito che non ha voluto aspettare oltre siamo ritornati in clinica e il valore era sceso da 48 ore a BT 11.5 HT 48.

A quel punto un’altra pediatra di turno mi ha detto di fare un allattamento misto per diluire così il mio latte ma io tornata a casa e avendo letto parecchi articoli su internet che dicevano di non interrompere l’allattamento al seno ho deciso di riprendere totalmente quello.

Ora mi chiedo :

1)Ho fatto bene?

2)come faccio a sapere se il valore aumenta?

3)devo continuare i prelievi di controllo?

4)Come fare correttamente fototerapia, in casa?

La ringrazio anticipatamente

Cordiali saluti, Sonia.

Puoi tranquillamente goderti il tuo bimbo e il tuo allattamento materno che hai fatto benissimo a riprendere in modo totale senza ascoltare i consigli, a mio avviso, poco ortodossi, che ti sono stati dati. L’ittero da latte materno, una volta diagnosticato con certezza com’è stato nel tuo caso, deve semplicemente essere dimenticato come problema dalla mamma che deve sapere soltanto che può durare un po’ di settimane e pertanto non deve preoccuparsi dell’eventuale persistenza di una sfumatura giallina della pelle del bimbo, che non raggiunge mai valori preoccupanti, quindi non sono necessari ulteriori controlli di bilirubinemia oltre a quelli eseguiti dopo la prova di sospensione del latte materno e che, al limite, anche la preoccupazione di sottoporre il bimbo ad una aleatoria fototerapia con raggi solari deve essere superata.

Il bimbo è ormai in grado di uscire anche due volte al giorno, vista la stagione calda, ovviamente nelle ore fresche quando i raggi del sole non cadono a picco sulla terra, cioè dalle 8 alle 10-10,30 di mattina e dopo le 5 di pomeriggio e, con l’accortezza di proteggere gli occhi e anche il viso con un ombrellino, può tranquillamente passeggiare in carrozzina in un luogo alberato, tra sole e ombra, le prime due o tre volte per un quarto d’ora, sia di mattina che di pomeriggio, poi, via via, sempre più a lungo, con braccia e gambe scoperte, senza calzini.

A casa potrai tenerlo anche dietro ai vetri chiusi, ma avrà caldo se i vetri sono al sole e comunque la luce diretta sul viso non è indicata. Quindi, a mio parere, nessuna fototerapia casalinga ma solo salutari passeggiate rilassanti in un luogo fresco e non inquinato. Non portare al parco il bimbo nelle ore pomeridiane se abiti in una grande città perché le fronde degli alberi accumulano e concentrano ozono nei giorni e nelle ore di maggiore irraggiamento solare e questo gas, irritante per le vie respiratorie e anche per l’umore, si accumula proprio nei polmoni verdi delle grandi città nelle ore del tardo pomeriggio. Quindi, mi raccomando, niente ansie superflue, almeno per quanto riguarda il tuo bimbo e il tuo latte, non pensare più all’ittero, sia che duri ancora pochi giorni sia che duri anche, al limite, fino al secondo e a volte terzo mese di vita e non dare mai più aggiunte inutili e dannose di latte artificiale per questo motivo.

Per inciso: la prova di sospensione dell’allattamento al seno è superata ormai da tempo perché è sufficiente che la mamma si tiri il latte con un tiralatte, che lo faccia bollire o sobbollire molto gradualmente per alcuni minuti e che lo dia al bimbo con il biberon per due o tre giorni. Le sostanze contenute nel latte materno che, in caso di ittero da latte materno, competono con la bilirubina e ne rallentano la coniugazione prima e l’eliminazione poi, sono termolabili, quindi vengono distrutte dal calore. Pertanto, il latte materno dato al bimbo con il biberon dopo essere stato scaldato fa abbassare l’ittero e se questo succede in pochi giorni, tale prova è sufficiente per fare diagnosi. Appena fatta diagnosi, però, il latte materno va ridato al bimbo al seno, anche se così facendo l’ittero dovesse un po risalire nuovamente.

Il latte materno, che sia ben chiaro a tutte le mamme, non arreca mai danno, a meno ché il bimbo non sia affetto da galattosemia congenita o che la mamma sia portatrice di alcune gravi infezioni che possono essere trasmesse al bimbo come HIV, oppure che debba obbligatoriamente essere sottoposta a terapie importanti con farmaci sicuramente tossici per il bambino e che si ritrovano sicuramente nel latte. Altre controindicazioni non ve ne sono se non, per completezza, alcune gravi malattie di ordine psichiatrico, tra le quali, sia ben chiaro, le tue crisi di panico di certo non rientrano!

Un caro saluto, Daniela

 

 

 

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