Iperreattività bronchiale e broncospasmo a 20 mesi, richiesta consigli


Buonasera Dottoressa,

le espongo il quesito: ho una bimba di 20 mesi che dall’autunno fino ad ora ha avuto circa una decina di episodi di asma, a volte bronchite asmatica, a volte solo con broncospasmo. Tre volte ci siamo anche dovuti recare al pronto soccorso in  quanto la terapia con aerosol (8 gocce breva + fisiologica) e bentelan per bocca, non dava risultati.
Ci hanno detto che probabilmente si tratta di una ipereattività bronchiale, che sparirà poi con la crescita, stessa cosa che era successa alla mia primogenita. In quel caso però  mia figlia era stata presa in carico dal dipartimento di broncopneumologia pediatrica dell’ospedale e oltre ai test per verificare eventuali allergie ed altri esami, le era stata data una terapia di fondo che abbiamo portato avanti per qualche mese e che in effetti le aveva evitato il ripetersi continuo di questi episodi, che avevano le stesse caratteristiche di quelli che adesso capitano alla piccolina: parte tutto di solito con un forte raffreddore, poi arriva la tosse e da lì il respiro affannoso, i rientramenti al torace e spesso il sibilo.
Sarebbe il caso anche questa volta di fare le varie verifiche? E’ forse troppo piccola mia figlia e bisogna aspettare ancora un po’?
Non le farà male assumere spesso il bentelan e fare tutti questi aerosol con broncodilatatore (che tra l’altro non funzionano sempre)?
Grazie e buona serata

Tiziana

E’ probabile che anche la seconda bimba si comporti come la prima a causa di iperreattività bronchiale. Non si può parlare di asma fintanto che gli episodi di broncospasmo coincidono sempre con un episodio infettivo anche banale ma è assodato che i bambini che in età prescolare hanno sofferto di frequente broncospasmo hanno più probabilità di diventare bambini asmatici in seguito con episodi disgiunti da infezioni. Per ora è difficile prevedere. La terapia è sempre la stessa: i broncodilatatori sono i farmaci di prima scelta ma se non bastano si devono associare al più potente antinfiammatorio esistente che è il cortisone. Solo terapie al massimo dosaggio consentito che durino almeno 2 settimane con il farmaco assunto per bocca o per via intramuscolare possono avere risvolti dannosi per il bambino o comunque potenzialmente tali, non il cortisone somministrato per aereosol a dosaggi medio bassi e per pochi giorni. Le terapie immunostimolanti possono diradare gli episodi infettivi in un bambino in età prescolare e per questo possono ridurre il numero degli episodi di broncospasmo ma in realtà un bambino con iperreattività bronchiale ha un sistema immunitario tutt’altro che addormentato e bisognoso di essere stimolato, al contrario. Di solito è l’età e la crescita che influiscono sulla minor frequenza delle malattie più che i vari vaccini anticatarrali o le terapie immunostimolanti. Prolungati soggiorni in zone prive di allergeni, inquinanti,ecc. sono comunque sempre da consigliare in quanto riducono fino ad abolire lo stato di infiammazione cronica delle mucose respiratorie che è uno dei principali motivi di costante irritazione delle prime vie respiratorie. Altro problema è l’eventuale allergia concomitante agli acari della polvere di casa o ai peli o forfora di eventuali animali domestici: per queste due eventualità serve una accuratissima pulizia dell’ambiente dove vivono i bambini effettuata con modalità particolari.

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