Ipereccitabilità dei recettori della tosse (SIRT)


Cara dott.ssa scusi innanzitutto il disturbo ma ho bisogno di un consulto diverso dal solito … mio figlio ha quasi 3 anni e da settembre ha iniziato ad andare all’asilo e come tutti i bambini arrivano le malattie, ormai però sono 2 mesi che ha tosse quasi ogni settimana passa e poi torna i medicinali non mancano ha preso breva gocce bentelan, antibiotico antistaminico e adesso per tosse secca quasi asmatica e febbre lo sciroppo nurofen ma niente …giorno e notte non riesce a riposare cosa devo fare?

 

Bisogna dire che l’età compresa tra i due e i quattro anni è quella dove massimamente si concentrano i sintomi legati ad infezioni delle prime vie respiratorie e questo per svariati motivi: se il bimbo frequenta una comunità scolastica per la prima volta e non è mai stato al nido in precedenza non ha ancora avuto modo di immunizzarsi contro le più comuni infezioni e non ha, quindi, immunità specifica contro le più frequenti malattie che è proprio quel tipo di immunità responsabile di una risposta dell’organismo molto pronta ed efficace adatta a combattere la malattia prima dell’insorgenza dei primi sintomi. Il bambino ha soltanto una capacità generica di combattere l’infezione: efficace nel far guarire ma tardiva e questo ritardo permette ai virus e ai batteri di avere tempo per moltiplicarsi tanto da far sviluppare i primi sintomi. In questo caso i bambini si ammalano spessissimo ma guariscono presto e soprattutto le loro difese immunitarie, benché tardive, sono sufficienti per evitare che la malattia degeneri, si aggravi e si generalizzi. Un’altra possibilità è che il piccolo abbia un ritardo nella formazione dei suoi anticorpi di superficie, le IgA presenti su tutte le mucose che costituiscono la prima barriera utile contro gli agenti patogeni. I bambini lenti maturatori di questi anticorpi tendono ad ammalarsi molto spesso dal secondo al terzo ma anche quarto o quinto anno di vita ma poi inevitabilmente gli anticorpi si formano e in età scolare tutto si regolarizza. Altra ipotesi è che il bimbo sia un iperreattivo, cioè che reagisca con sintomi molto evidenti ed eclatanti a minime infezioni delle vie respiratorie con sintomi, quindi, che non rispecchiano la reale entità del problema. Esistono poi i bambini con tendenza allergica, assimilabili agli iperattivi ma che sono più facilmente soggetti a crisi di broncospasmo quando si infiammano i bronchi. In questi ultimi due casi i sintomi peggiorano e sono più frequenti e ricorrenti quando le mucose delle vie respiratorie sono costantemente stimolate ed infiammate dalla presenza di allergeni aspecifici nell’aria dell’ambiente dove vive il bimbo, a cominciare da inquinamento industriale, ad eccessivo traffico di autovetture, a fumo tra i familiari, cioè fumo passivo per il bambino o alla presenza di allergeni come la semplice polvere di casa contenuta su tappeti, peluche, coperte di lana, moquette, tendaggi abbondanti oppure se vi è presenza di peli di animali domestici e così via. Tutto ciò va tenuto presente quando il bambino si ammala di frequente ma poi risolve, in un modo o nell’altro, altrettanto velocemente il suo problema, con o senza farmaci. Altro è quando il bambino presenta una tosse insistente e duratura oltre le tre settimane, secca o grassa, con o senza broncospasmo. In tal caso solo il pediatra che lo può visitare sarà in grado di formulare una diagnosi o di richiedere accertamenti specifici come rx torace nel sospetto di un interessamento polmonare o analisi del sangue per ricerca di anticorpi anti mycoplasma o clamidia, infezioni non rarissime e non gravi ma che possono essere responsabili di una tosse persistente, a volte di tipo asmatiforme, accompagnata da poca o nulla febbre. L’unico consiglio che posso darti senza visitare e conoscere il bimbo è quello di capire bene il motivo della sua tosse ogni volta che si presenta: se si tratta di un motivo diverso rispetto al precedente episodio, se vi sono sintomi che farebbero pensare ad una infezione batterica e non soltanto virale, se vi è una componente broncospastica importante o meno, ecc. Ma questa è una competenza del tuo pediatra. Vi è, infine, la fastidiosa sindrome da ipereccitabilità dei recettori della tosse che può scatenare attacchi continui ed irrefrenabili di tosse anche in seguito a minimi stimoli irritativi, non per forza di origine infettiva. La terapia, quindi, deve essere valutata caso per caso, cercando di sceglierla il più possibile mirata e di non eccedere nei farmaci quando non necessari. A volte l’umidificazione dell’aria che respira il bambino, l’eliminazione di allergeni domestici eliminabili (purtroppo non sono tutti individuabili ed eliminabili), una buona idratazione del bambino che deve bere moltissimo quando ha la tosse proprio per fluidificare il suo catarro quando la tosse è secca, il mantenere gli ambienti non troppo riscaldati e sempre umidificati e ben areati (un quarto d’ora almeno tre volte al giorno) sono accorgimenti sempre utili. In casi estremi può essere utile allontanare il bimbo dall’asilo per un mesetto e portarlo in ambiente povero di allergeni come la montagna per mettere a riposo il suo sistema immunitario.

 

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