Intolleranza al latte e alimentazione varia


Buongiorno dottoressa,

sono una giovane mamma con una bambina di circa diciannove mesi, di nome Denise.

La mia bambina da poco sta assumendo il latte Soyamil unico, però il problema non è tanto il latte, il problema è che non riesco a farla mangiare come dovrebbe.

Ora le spiego: a pranzo e a cena le preparo sempre dei pasti variabili dal pesce (sogliola, salmone, merluzzo), alla carne (petto di pollo o tacchino, agnello o coniglio); poi per quanto riguarda la pastasciutta mangia quella piccolina da minestra, con pomodoro e basilico, e gradisce anche la minestra, ma di tutto ciò, se riuscisse a finire un piatto di tutto quello che le ho elencato sarebbe tanto…

Cara Dottoressa, come posso fare o cosa posso aggiungere alla sua alimentazione che la possa “stuzzicare” l’appetito?

Grazie per il tempo che mi ha dedicato.

Distinti saluti

Giulia e Denise

Con l’occasione mi permetto di farle in anticipo i migliori Auguri di Natale e felice anno nuovo.


Ricambio anch’io gli auguri di cuore e questo mi fa riflettere sul fatto che un altro anno è passato in compagnia di tutte voi Noimamme, in realtà così velocemente che stento a rendermene conto!

Per quanto riguarda la bimba: prima di tutto, se cresce bene sia in peso che in altezza, non ti preoccupare di quanto mangia, non forzarla e non scervellarti neppure su manicaretti particolari che spesso non sortiscono nessun effetto degno della fatica alla quale si è sottoposta la povera madre ansiosa perché i bimbi tendono a essere abitudinari e, una volta individuato un piatto di loro particolare soddisfazione, non lo cambierebbero per tutto l’oro del mondo.

Poi, prova a proporre alla piccola, ogni tanto, il prosciutto, sia cotto che crudo (a meno che non abbia intolleranze particolari, già accertate, alla carne di maiale), un po’ di carne di manzo (idem se fosse allergica, oltre al latte vaccino e derivati, anche al manzo, ma non è detto che i soggetti allergici al latte vaccino lo debbano essere per forza anche alla carne bovina in genere e spesso basta evitare soltanto la carne dei vitelli da latte e dare carne di animali già svezzati da mesi, cioè manzi).

Poi, puoi provare, per una volta, ad aggiungere un po’ di sale ai cibi, visto che suppongo tu non le dia parmigiano nella pasta asciutta e nella minestra: se il sapore la soddisferà di più, con molta moderazione, considerando l’assenza di altri condimenti, potrai salare un po’ le pietanze.

Altro consiglio è di non dare assolutamente nulla fuori pasto alla bimba e, al limite, nemmeno la frutta a metà mattina, che sarà spostata a dopo la pappa, se riuscissi a fargliela mangiare, oppure al pomeriggio. Se non dovesse cambiare nulla lo stesso, tornerai a dare la frutta di mattina e, volendo, anche di pomeriggio. Ma, a parte il consiglio di queste piccole variazioni, ripeto, se la bimba cresce comunque bene e regolarmente, non ti spaccare la testa e stai tranquilla.

Gli stessi alimenti che stai dando ora, possono essere proposti sotto forma di polpette, mischiando la carne con le verdure cotte, qualche erbetta e un tuorlo d’uovo, se lo può mangiare, per poi infarinare il tutto e metterlo al forno con aggiunta di olio e limone, così come potresti iniziare a fare mangiare la bimba da sola preparandole dei pezzettini di pane spalmati di qualcosa che può mangiare (anche formaggio di capra) che potrà mettere in bocca da sola.

Generalmente, comunque, il consiglio che do sempre è quello di riempire molto meno il piattino del bimbo inappetente, che non si sentirà, così, costretto a finire per forza tutta la porzione, per poi aggiungere un pochino alla volta, di nascosto, mano a mano che il piatto si svuota.

La preparazione dei cibi, inoltre, va fatta riducendo, magari, i liquidi, unendo la carne al sugo della pasta (si fa una specie di ragù senza soffritto, con tutti gli ingredienti fatti bollire a crudo, poi si frulla il tutto e si condisce la pastina) e inventandosi altre mille diavolerie per ridurre la quantità visibile di cibo senza ridurre la sostanza e le calorie.

Un’altra soluzione che spesso funziona è l’asilo nido, con il bimbo inappetente messo a fianco di un bimbo mangione e, non ultimo, qualche magico, anche se deprecabile, cartone! Degli stimolanti per l’appetito, mi corre l’obbligo di farne cenno, ma non ne ho fiducia più di tanto.

Un caro saluto,

Daniela

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