Infuenza, antibiotici e vaccini anti-infulenzali

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Salve dottoressa,

Le scrivo per chiederle di nuovo un suo prezioso consiglio.

Ho il mio primo bimbo di 4 anni a mezzo con l’influenza da domenica sera. Ad oggi ha ancora la temperatura intorno ai 38 pertanto gli ho somministrato la tachipirina.

Premetto che in famiglia, durante le feste di Natale l’influenza ci ha beccati tutti, costringendoci a letto per 5/6 giorni. Dapprima io ,mia sorella e mia madre e poi mio marito che l’ha passata al bambino anche se vaccinato.(e poi uno non li vaccina per evitare che la prendano?.)

Purtroppo sono una mamma ansiosa ed oggi ho telefonato alla pediatra, chiedendole se potevo somministrare l’antibiotico perché la situazione andava peggiorando:, mentre l’altro giorno la febbre è salita fino a 37.7, oggi è arrivata a 38.

Lei mi ha risposto che bisogna aspettare ancora. Lui presenta sintomi quali raffreddore forte fino a ieri e tosse comparsa stanotte perché non soffia il naso e quindi s’intasa; essendo un bambino molto probabilmente allergico, nel pomeriggio gli ho fato l’aerosol con fisiologica e Broncovaleas, senza il cortisone perché la pediatra me l’ha sconsigliato.

La situazione, almeno a livello di tosse, è migliorata. Deve solo sfebbrare.

Le chiedo anche: che senso ha effettuare la vaccinazione antinfluenzale se non si esclude il rischio di ammalarsi?

L’anno prossimo non gliela farò fare.

Grazie. Le chiedo scusa se ho commesso degli errori, ma le scrivo con la bimba di 6 mesi in braccio che scalpita.

L’abbraccio,  augurandole un felice 2009.

L’influenza, se di influenza si tratta, come credo, non si cura con gli antibiotici a meno che non sopraggiunga una complicazione o una sovrapposizione batterica, ma questa evenienza è piuttosto rara nei bambini sopra .i sei mesi, un anno di vita e negli adulti di sana costituzione.

Se si è in presenza di una complicanza, solo il medico e il pediatra possono stabilirlo e la malattia, si sa, può procurare febbre alta anche per svariati giorni senza che questo significhi complicazione.

La tachipirina, o qualsiasi altro antipiretico, vanno somministrati solo se la febbre supera i 38,5°C e non al di sotto perché lasciare un po’ di febbre ad un bambino lo aiuta a guarire prima.

La vaccinazione antinfluenzale, nei bambini soprattutto, non è efficace al 100% e nemmeno all’80%, forse al 60-70% dei casi o forse meno, perché è noto che i bambini rispondono meno al vaccino rispetto agli adulti (parlo del vaccino anti influenzale, non di tutti gli altri).

Il vaccino stesso è preparato sulla base dei virus influenzali dell’anno precedente, leggermente diversi rispetto a quelli dell’anno in corso perché i virus, col tempo, modificano il loro genoma e obbligano così a riformulare ogni anno nuovi vaccini che, per forza di cose, comunque, non possono che essere vecchi rispetto ai virus attuali, visto che ci si deve vaccinare in autunno mentre l’epidemia comincia a gennaio e prima di gennaio non si possono isolare i nuovi virus.

Nonostante tutte queste considerazioni e limitazioni, vaccinare la popolazione in massa rimane vantaggioso nel suo complesso perché argina l’estensione dell’epidemia: il singolo soggetto, ammalatosi nonostante la vaccinazione, può rimanere deluso, ma l’insieme della popolazione ne trae comunque giovamento perché limitare, anche solo del 50,60%, il numero dei soggetti ammalati in corso di epidemia, significa far star bene milioni di persone che, altrimenti, si sarebbero ammalate o avrebbero avuto forti probabilità di ammalarsi.

Utilità sociale, quindi, della vaccinazione e in parte anche individuale, visto che, molto probabilmente, lo stesso soggetto vaccinato che si è ammalato comunque avrebbe potuto ammalarsi in modo più grave se non si fosse vaccinato.

Dalla tendenza a vaccinare in massa le persone penso che non si tornerà indietro. Anche se è vero che le vaccinazioni sono un grosso affare per le case farmaceutiche che spingeranno sempre più per la loro diffusione, è altrettanto vero che i vantaggi che procurano, nell’insieme, sono altrettanto grandi e il rapporto costo/benefici sarà sempre a loro favore, nonostante le inevitabili polemiche.

Un caro saluto, Daniela

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