Infiammazione vie respiratorie: quale aereosol?

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Gentil.ma Dott.ssa, 
mi permetto di disturbarLa per sottoporle il caso della mia bambina di 21 mesi.
Lo scorso mese di agosto, a seguito di uno grave stato febbrile (40.3 ° esterna) persistente e che non migliorava né con la somministrazione di Tachipirina, né con l’antibiotico (Procef ogni 12 ore), condotta presso il locale centro di pediatria e in seguito a verifica dei valori ematici (che evidenziarono innalzamento dei globuli bianchi), la bambina è stata ricoverata e sottoposta a terapia antibiotica in vena (Rocefin) e alla dimissione (con diagnosi:laringotonsillite/faringite acuta) ancora con Augmentin per via orale.
Dopo questo primo episodio, per altre due volte la bambina ha presentato, se pur in forma più lieve, problemi legati alle prime vie aeree, trattate con antibiotici per via orale nel primo caso (a novembre), con antinfiammatorio (Antalfebal 0,5 ml 2 volte al giorno per 6 giorni) il secondo.
Quest’ultimo si è presentato tre giorni or sono, in seguito ad un nuovo innalzamento della temperatura (38.5 esterna), ho portato la bambina dal suo pediatra, questi ha valutato non necessario l’antibiotico, evidenziando solo un ingrossamento delle tonsille, ma non presenza di placche.
La temperatura è scesa, ma la bimba presenta evidente raucedine e tosse "di gola" che definirei "catarrale" e difficoltà respiratoria durante il riposo notturno.
Vorrei sapere se, oltre alla somministrazione dell’antiinfiammatorio, posso intervenire con aerosol (posseggo sia l’apparecchiatura ad ultrasuoni che quella "classica") e, in caso affermativo, quali sospensioni far inalare alla bambina.
Resto in fiduciosa attesa di Suo cortese cenno e di eventuali suggerimenti.
Ringrazio anticipatamente
Cordiali Saluti
Cristina Lavagna

Cara Cristina,
quando l’infiammazione interessa soltanto le prime vie respiratorie – faringe, laringe, trachea – e si è accertata, o fortemente ipotizzata, la sua origine virale, almeno iniziale, in realtà, oltre all’antinfiammatorio, non ci sarebbe molto altro da fare se non umidificare fortemente l’ambiente con vapore caldo e aspettare.
Il vapore stesso umidifica le prime vie aeree e fluidifica il catarro che, tra l’altro, trovandosi già piuttosto in superficie, su grosse vie aeree, molto più ampie dei singoli bronchi, non dovrebbe dare difficoltà respiratorie e causare ostruzione bronchiale.
L’aereosol, di solito, si prescrive per le bronchiti. Se la difficoltà respiratoria notturna, come penso, dipendesse da ostruzione nasale, basterebbero le gocce di fisiologica o altre gocce rinologiche senza vasocostrittore; se, invece, la difficoltà respiratoria fosse dovuta a laringospasmo, meglio di tutto è la somministrazione di cortisone per bocca più che per aereosol, sempre facendo respirare aria molto umida e calda.
Se infine sta iniziando una bronchite, magari solo alle prime diramazioni bronchiali, l’aereosol con mucolitico e, in caso di forte componente infiammatoria, anche di cortisone, è più indicato. Per il catarro cosiddetto "alto", come hanno spesso i bambini, sarebbe meglio usare l’aereosol meccanico tradizionale, perché quello ad ultrasuoni "spara" il farmaco nebulizzato direttamente nelle diramazioni bronchiali più fini e più basse, mentre con l’aereosol tradizionale il farmaco si ferma più in alto.
Nelle bronchiti diffuse con interessamento dei piccoli bronchi terminali e nelle bronchioliti, è meglio l’aereosol ad ultrasuoni.
Come vedi, soprattutto considerata la giovanissima età della bimba, non si può prescindere da un controllo medico diretto per consigliare una terapia. Se il semplice antinfiammatorio non basta, devi assolutamente fare visitare la bimba dopo due, massimo tre giorni, dal precedente controllo.
Un caro saluto,
Daniela

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