Infezione da Pseudomonas Aeruginosa


 

Gentilissima dottoressa,

ho due bimbe, una di tre anni, è già stata operata per un mega uretere ostruttivo. La primogenita di cinque anni, da quando aveva un anno ha iniziato ad avere ivu (infezioni vie urinarie). La cistografia non ha evidenziato problemi, così come l’ecografia, fatte quando aveva tre anni.

Ora ha appena avuto un’ivu violentissima, 10.000-000 (sì, dieci milioni) di pseudomonas aeruginosa. È stata curata con Panacef, poi tre giorni di Monuril, poi tre di iniezioni di Glazidim. Aveva febbre alta e vomitava.

Ora ha ripreso a mangiare, ma permane una febbriciattola di 37, 37 gradi e mezzo. Sono terrorizzata. So che lo pseudomonas è un batterio violento. Dopo il Monuril le urine sono risultate sterili, ma allora perché la febbriciattola non va via? Cosa mi consiglia di fare? Sono sintomi di qualcosa di più grave? Può essere infettivo per la sorellina lo pseudomonas aeruginosa e in che modo posso preservare la più piccola?

La bimba frequenta da settembre con la sorellina una piscina molto pulita, ma dubito che in un soggetto sano possa verificarsi un problema così grande.

La ringrazio se vorrà rassicurare o mettere nelle condizioni di agire per tempo una mamma che non riesce più a dormire. Grazie.

Primo obiettivo: sterilizzare le vie urinarie da qualsiasi tipo di batterio con una idonea terapia antibiotica. Secondo passo: controllare regolarmente la reale avvenuta sterilizzazione con esami urine e urino culture ogni 7.15, 20 giorni dalla fine della terapia antibiotica, che abbia o no sintomi la bimba.

Se almeno tre esami urine e urino culture praticati a distanza ogni volta  empre un po’ più lunga risultano perfettamente negativi, i controlli si possono anche diradare ulteriormente ogni mese, ogni due, tre, fino a sei mesi, ma bisognerebbe comunque sempre continuare a farli anche in condizioni di perfetto benessere della bimba. Al terzo episodio di infezione della vie urinarie che ha necessitato terapia antibiotica, la bambina dovrebbe essere sottoposta ad accertamenti come cistografia minzionale, cistoureterografia minzionale, o, al limite, tac o risonanza, oltre all’ecografia. E mi sembra che tutto ciò sia stato più o meno fatto.

Se non risultano malformazioni di rilievo, non resta altro da fare che continuare a controllare con una certa periodicità le urine, specie in un momento in cui compare febbre non spiegabile da altri sintomi particolari. La terapia antibiotica dovrebbe durare almeno 8 giorni se si suppone una infezione alle alte vie urinarie e non soltanto alla vescica.

La mancanza di infezione (urinaria o altrove che sia), in caso di febbricola, può essere accertata facendo alcune analisi come emocromo, ves, pcr alla piccola: se risultassero nella norma, vorrebbe dire che non c’è infezione, almeno non generalizzata e che la lieve alterazione febbrile dipende da altra causa, magari anche semplicemente una flogosi virale alle alte vie respiratorie.

Per ulteriori approfondimenti si potrebbe rifare un’ecografia renale per valutare la presenza, per esempio, di un focolaio ascessuale circoscritto o quant’altro. Sul sito, alla fine di una dispensa dal titolo "antibiotici" puoi leggere un capitolo sulle infezioni alle vie urinarie, se sei interessata. Ammesso che la bimba abbia un problema ancora non risolto alle vie urinarie non è contagiosa per la sorella.

Una infezione alle vie urinarie, comunque, benché non debba assolutamente essere trascurata, quando ben trattata guarisce come qualsiasi altra malattia infettiva, quindi non devi perdere il sonno notturno per questo ma soltanto affidarti ad un buon pediatra o ad un buon centro di nefrologia pediatrico attrezzato con un buon servizio di radiologia e di ecografia. Il consiglio, poi, di abituare la bimba a bere sempre molto è sempre valido.

Un caro saluto, Daniela

Ti è piaciuto? Condividilo!Share on FacebookShare on Google+Tweet about this on TwitterEmail this to someone