Inappetenza post esavalente


Buon giorno dottoressa,
Le scrivo perché mio figlio che ha compiuto un anno venti giorni fa, ha da 4 giorni fatto il terzo richiamo dell’esavalente più pneumocco. Ha avuto febbre per 30 ore circa e sempre lieve massimo 38°. Da due giorni a questa parte è totalmente inappetente, non è mai stato un mangione, ma le sue pappe bene o male se le mangiava, o in caso proprio non ne volesse il latte era sempre ben accetto. Ora non mangia più latte o quasi (addirittura si è tolto da solo il pasto notturno che fin ora era indispensabile), mangia 4-5 cucchiai di pappa e poi inizia a urlare. C’è da dire che io vivo la cosa con molta anzi troppa ansia. In giro spilucca grissini o focaccia con voglia e la banana fresca la mangia quindi pensando che era stufo della sua roba ho cambiato gusti, consistenza ma niente. Non so davvero più che fare. Posso dargli qualche integratore? Come mi consiglia di comportarmi? Lascio che non mangi o insisto?
La ringrazio anticipatamente. Cordiali saluti
Alice e Aaron

Periodi di inappetenza si susseguono fisiologicamente nei bambini in età evolutiva: i motivi non sono sempre ben identificabili. Per esempio, nelle settimane precedenti può avere mangiato con molto appetito più di quanto fosse a lui necessario, il transitorio malessere dovuto alla vaccinazione può essere una causa ragionevole, il fastidio per la preparazione o l’eruzione di alcuni dentini, il cambio di clima con l’arrivo di temperature più alte quindi meno necessità di dispendio energetico per l’organismo, una infezione latente come una infezione alle vie urinarie o una semplice otite catarrale o anche una faringite (in tal caso, però, il bimbo non mangerebbe nulla e non solo quello che più gli piace come la focaccia o altro); ma può trattarsi di una insofferenza ai soliti cibi che, compiuto il primo anno, possono anche variare, oppure una insofferenza al solito modo di essere alimentato nel senso che non vuole più essere imboccato ma vorrebbe mangiare da solo quando, come e quello che decide lui. Non si devono, infine, escludere semplici capricci o contrasti nei confronti di una mamma troppo ansiosa che lo obbliga a nutrirsi con troppa insistenza. Infine bisogna valutare se il bimbo è cresciuto bene e sta continuando a crescere in modo soddisfacente nonostante, a parer tuo, mangi poco, se il suo alvo è regolare e le feci sono ben formate e digerite, se vi è il sospetto di qualche intolleranza alimentare, ecc. Se nulla di patologico trapelasse da tutte queste considerazioni e l’obiettività fosse di un bimbo sano e florido, io smetterei di preoccuparmi, cercherei di alimentarlo sempre con le buone regole degli orari regolari e, possibilmente, dei 5 pasti giornalieri, al massimo quattro eliminando transitoriamente spuntino di metà mattina oppure merenda – ma preparando da subito porzioni più piccole del solito di alimenti equilibrati come contenuto ma appetitosi, spesso mangiabili anche con le mani come pezzettini di pane o focaccia spalmati di formaggino, fettine di prosciutto sminuzzate, pasta asciutta anche da pasticciare un po con le mani senza porsi troppi problemi, polpette molto morbide dove mascherare alcune verdure, ecc. Il bimbo dovrebbe, quando possibile, mangiare a tavola con la famiglia sul suo seggiolone assaggiando quà e là, non dovrebbe essere sempre sollecitato a finire la porzione, il piatto dovrebbe essere tolto anche se non finito quando il bambino non prova più interesse per il cibo che contiene, non si dovrebbero somministrare alternative quando vi è il rifiuto di quello che è stato preparato, non si dovrebbe insistere e sgridarlo né tantomeno infilargli per forza il cucchiaio in bocca, si dovrebbe far fare al piccolo una vita sana con più movimento possibile all’aria aperta compatibilmente con le sue acquisizioni motorie, non si dovrebbe esagerare con i biscotti sciolti nei vari biberon di latte o di succhi di frutta o quant’altro e, per lo stesso motivo, sarebbe opportuno ridurre al minimo gli alimenti contenenti zucchero che saziano, fanno aumentare la glicemia riducendo di conseguenza il senso di fame.

Riassumendo:

1) controllare peso e altezza e stare tranquilli se le condizioni di accrescimento e nutrizione sono buone.

2) escludere qualsiasi malattia o probabile fastidio che possa essere causa di inappetenza

3) variare l’alimentazione sia come sapori che come tipo di alimento dando spazio anche ai gusti del piccolo che si vanno via via delineando sempre di più

4) togliersi l’ansia di dosso e iniziare a responsabilizzare il piccolo sia stimolandolo a mangiare un pochino da solo che lasciando che non finisca la sua pappa quando si mostra sazio senza insistere

5) non dare alternative e tantomeno alimenti dolci al posto di quanto rifiuta o comunque negli orari fuori pasto

6) creare attorno al bimbo un clima di aspettativa preparando la pappa o comunque il suo cibo davanti a lui, parlandogli, giocando con il cucchiaio, inventando un moderato teatrino evitando, però, di distrarlo e distogliere la sua attenzione dal cibo con i cartoni, la tv o quant’altro.

Ricette miracolose, in verità, non ve ne sono: sta all’intuito di mamma trovare la soluzione a quello che molto spesso si rivela un falso anche se diffusissimo problema.

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