IgE alti dopo gastroenterite in bimbo di 4 anni


Buongiorno Dottoressa.
Sono il papà di un bimbo di 4 anni che nell’ultimo mese ha avuto problemi di salute importanti.
Ha preso la varicella a metà Marzo e, quasi in concomitanza (di fatto, un paio di giorni dopo la comparsa dei primi puntini rossi) la gastroenterite.
Dopo alcuni giorni in cui il problema intestinale non accennava a diminuire (con frequenti scariche liquide e episodi di vomito soprattutto notturni) lo abbiamo sottoposto a una prima visita presso il nostro pediatra, che ha confermato il virus e ha consigliato bevande idratanti e reintegranti (Dicodral, Idravita) e dieta leggera.
La situazione però si è protratta per circa 20 giorni, alternando giorni in cui mio figlio sembrava stare bene dal punto di vista intestinale, a giorni in cui riprendevano scariche liquide e vomito. E’ come se avesse preso più volte il virus dopo esserne uscito, a distanza di pochi giorni. Nel corso di questo periodo lo abbiamo portato per 3 volte al pronto soccorso (questo perché in concomitanza di episodi acuti notturni), fino a che, alla terza visita in ospedale, i medici hanno deciso di ricoverarlo.
In sede di ricovero mio figlio è stato pesato, ed è stato riscontrato un fisiologico calo ponderale di circa 3Kg, ed è stato sottoposto ad alcuni esami di accertamento, compreso quello relativo alla celiachia e ad agenti parassitari, tutti negativi, tranne uno:
è stato riscontrato un valore anomalo delle Immunoglobuline E, circa 4500, a seguito del quale è stato sottoposto a screening allergologico agli agenti inalanti e ingerenti.
Ebbene, dallo screening emerge che mio figlio sarebbe allergico, di poco, a TUTTO. Parliamo di valori dei coefficienti attorno allo 0,2 (mi perdoni se purtroppo non sono abbastanza “tecnico”, le posso solo dire che, a fianco di ciascun agente, sia esso il pelo del gatto, il latte, l’uovo, c’è un coefficiente che vale circa 0,2).
Il pediatra che ha seguito il bimbo durante il ricovero ci ha tranquillizzato in quanto si tratta sicuramente, a suo parere, di falsi positivi, “contaminati” dal fatto che l’esame è stato fatto quando ancora lui era sconvolto dal virus. L’anomalia legata alla IgE tuttavia rimane e, anche se secondo lui non è una cosa grave, sarà comunque da tenere monitorato nel tempo.
Allo stato attuale mio figlio, dimesso già da alcuni giorni, mi sembra in ripresa: ha riacquistato circa 1Kg, non mangia con regolarità, non sia abbuffa ma mette in bocca qualcosa continuamente, che sia un cracker, un grissino, un biscotto secco, e la dieta che stiamo seguendo è quella leggera (pasta all’olio, pane, carne bianca, pesce, patate…). Beve regolarmente ed appare regolarmente idratato.
Ha un po’ la pancia gonfia, ma è stato sottoposto anche a una eco addominale che ha rilevato solo un marcato meteorismo ma nulla di anomalo, presumo quindi che il gonfiore (che comunque si è ridotto negli ultimi giorni) sia dovuto all’aria prodotta anche dal lento riequilibrarsi della flora batterica (peraltro, sta prendendo regolarmente fermenti), aria che peraltro espelle, anche con qualche colichetta precedente l'”espulsione”.
Quello che mi “spaventa” un poco è vedere che comunque lui è ancora molto asciutto: anche se la situazione è sicuramente migliorata rispetto al pre-ricovero, le braccia, le gambe, il torace, sono piuttosto “vuoti”, e si apprezza quasi il segno delle ossa.
Io penso sia dovuto al fatto che il calo ponderale non è stato ancora riacquistato completamente (e così come si fa presto a perdere peso, non è scontato che si faccia altrettanto alla svelta a recuperarlo). Tuttavia, confesso che questo aspetto, unito al valore anomalo delle IgE mi lascia un po’ preoccupato, non vorrei fosse stato trascurato qualcosa di importante…
In questi casi io mi butto su internet e faccio delle ricerche, e vedo che le IgE si alzano anche in corrispondenza di malattie autoimmuni importanti, anche se francamente mio figlio non sembra lamentare nessun disturbo associato a queste… Internet è la cosa più sbagliata da guardare in certi casi, ma le perplessità mi rimangono…
Per inciso (e poi chiudo scusandomi per la lunghezza della lettera), ieri è stato sottoposto a nuovo esame del sangue, a una settimana esatta dal ricovero, dei cui esiti siamo in attesa.
Per il momento il bimbo è ancora a casa dall’asilo e abbiamo in previsione, per il ponte del 1 Maggio, di portarlo qualche giorno in montagna.

Volevo chiedere cortesemente un parere ulteriore sulla situazione, e se ritiene che il quadro clinico generale sia coerente con la grave situazione intestinale che si è protratta per tanto tempo (unita alla immunodepressione provocata dalla varicella, come indicatomi dai medici).

La ringrazio per l’attenzione e per il tempo che vorrà dedicare, e porgo cordiali saluti.

La varicella è una malattia relativamente benigna, soprattutto se presa da bambini in buone condizioni di salute e ben nutriti come sono i bambini dei paesi industrializzati e con relativo benessere economico, però ha la particolarità di conferire anche per varie settimane dopo la guarigione una relativa depressione immunitaria che permette ad infezioni sovrapposte o di poco successive, sia virali che batteriche, di manifestarsi spesso in forma più grave che se fossero state contratte senza la presenza del virus in questione. Però il caso del tuo bimbo mi sembra diverso e mi farebbe pensare ad una gastroenterite eosinofila. Per essere più certa di questa ipotesi, però, dovrei conoscere il valore degli eosinofili in uno dei tanti prelievi che il bimbo avrà senz’altro fatto. Essi dovrebbero risultare attorno ai 1000 per mmc, poco più o poco meno, cioè tre volte più numerosi del normale. Questo reperto è frequentissimo ma non si osserva nel 100% dei bambini con gastroenterite eosinofila. Il secondo dato compatibile con questa ipotesi diagnostica è l’aumento notevolissimo delle IgE che farebbe pensare ad una patologia IgE mediata dovuta, probabilmente, ad ipersensibilità alimentare. I sintomi clinici da te riportati sono realmente sovrapponibili a quelli della gastroenterite eosinofila, cioè dolori sia addominali che allo stomaco, quindi coinvolgimento sia dell’intestino che dello stomaco con vomito e diarrea. I dolori sono ricorrenti, possono scomparire per alcuni giorni per poi ripresentarsi, la diarrea è abbondante e debilitante con perdita di numerose sostanze con le feci, spesso albumina e proteine tanto da fare perdere peso e trofismo muscolare al bambino. Questa malattia può essere o meno concomitante con rinite allergica, asma, oppure essere più frequente nei soggetti che, in altri periodi o in altra età, hanno sofferto di dermatite atopica o altre manifestazioni riferibili ad una costituzione allergica. La conferma di questa ipotesi, che io riconosco essere azzardata dato che non conosco e non posso visitare il bimbo, può essere avvalorata da un buon allergologo o un gastroenterologo pediatra ed eventualmente la terapia si dovrebbe basare su una dieta da eliminazione piuttosto severa all’inizio (polenta o alimenti a base di mais o riso, olio di mais per condire, carne di agnello o al massimo coniglio e lattuga come verdura, senza frutta per un po di tempo) per poi reintrodurre i vari alimenti uno alla settimana iniziando dal grano, cioè pane e pasta, poi patate e carne di manzo, poi pesce, poi, via via, tutte le verdure incluso il pomodoro, poi mela e agrumi e infine latte e suoi derivati per poi arrivare alla dieta libera. La terapia farmacologica non da sempre ottimi risultati, va attuata soltanto a diagnosi confermata e certa e si basa essenzialmente su farmaci inibitori dei processi biochimici caratteristici dell’allergia (sodiocromoglicato, ketotifene, ma soprattutto cortisone). Sinceramente, almeno basandomi su quanto da te descritto, non vedo motivo di pensare ad altre patologie di tipo autoimmune o altro caratterizzate anch’esse da un aumento delle IgE. Comunque, anche una gastroenterite virale di una certa gravità può manifestarsi per giorni con riacutizzazioni e alterazioni della mucosa intestinale tali da alterare tutte le sue funzioni digestive e far perdere peso al bambino non solo a causa della perdita acuta di liquidi con la diarrea ma anche a causa del conseguente malassorbimento delle sostanze nutritive di cui si alimenta il piccolo.

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