igA basse e varicella


 

Gentilissima Dottoressa,

torno a scriverle per avere un suo parere, per me sempre molto utile e significativo, come sono quelli che leggo alle domande delle altre mamme.

La mia bimba di quasi 20 mesi, che è stata sempre benissimo, ha iniziato l’asilo nido a settembre e ha avuto dopo poco nel giro di tre mesi due broncopolmoniti, ragione per cui l’abbiamo ritirata dall’asilo da Natale. Dal 7 gennaio, quando èfinita la cura di Rocefin, è stata sempre benissimo, neanche con un raffreddore, pur uscendo tutti i giorni e vedendo altri bambini.

Abbiamo comunque deciso di portarla da uno specialista pediatra pneumologo per capire cosa fosse successo e ci ha prescritto un’infinità di esami del sangue e una radiografia di controllo, svolta da un’altra radiologa specialista pediatrica.

Tutti gli esami sono andati bene: la lastra perfetta, addirittura nessuna traccia dei due focolai, di cui l’ultimo era di 14 giorni prima rispetto al controllo, e pure nessuna malformazione ai bronchi o altro. Gli esami hanno evidenziato che non è allergica come sembrava, o celiaca, non ha contratto clamydia o micoplasma.

L’esame per verificare che i vaccini svolti fino ad oggi sono stati recepiti dal sistema immunitario è risultato andare benissimo. È stata rilevata una ipoimmunoglubulinemia del tipo A, con questi risultati:

IMMUNOGLOBULINE SERICHE

s-IgG 405 mg/dL; s-IgA 20 mg/dL; s-IgM 83

Mi è stato detto che queste iga basse sono comunque fisiologica per l’età, cioè si risolveranno con il crescere della bambina e con terapie di supporto per stimolare il sistema immunitario. 

Mi è stato detto di far fare alla piccola una cura con Polimod fiale 400 (40 giorni)e Lacerten b (10 giorni al mese per tre mesi), e Zaniten, 1,5 ml mattina e sera (per tenere a bada potenziali allergie dovute alla malgestione degli anticorpi con cui il fisico ovvia alla debolezza di iga) , ma anche di stare molto attenti, soprattutto di evitare la varicella, per lei molto pericolosa in quanto avrebbe con altissime probabilità le complicazioni previste in questa malattia correndo così un grosso rischio.

Il pediatra di base non è d’accordo con questa indicazione di forte pericolosità della varicella, suggerendo per essere tranquilli e non vivere temendo ogni bambino o contatto (la varicella è esplosa nella mia zona) di vaccinarla a maggio (ha appena fatto la morbillo-parotite-rosolia con una bella febbrona e puntini di reazione dopo 8 giorni, tutto risolto in tre giorni).

Ma lo specialista ha sostenuto di non volere stimolare il sistema immunitario con il vaccino anti varicella, ma di fare in modo che la bimba faccia la malattia tra un po’, verso i 6 anni. Ma come faccio a gestire questa indicazione? Per la mia insistenza, lo specialista, ricontattato al telefono dopo la visita in cui aveva pronunciato l’allarme-varicella) ha espresso alla fine che se nei prossimi mesi starà bene, cioè durante la terapia sopra indicata, allora potrò pensare al vaccino anti-varicella a maggio.

Insomma, io sono molto confusa e preoccupata: la scarsa rilevanza che il pediatra di base aveva dato alle due broncopolmoniti non dandomi sicurezza sul perché, le ha avute, mi ha spinto ad approfondire, ma ora è la posizione dello specialista che mi crea molta inquietudine. Non vorrei risolvere i problemi di salute con il trasmettere ansia a mia figlia ogni volta che sta con bambini di cui devo scrutare lo stato di salute o isolarla dal mondo sopprimendo la sua solarità…

Sullo sfondo mi pare che mia figlia stia bene, non diversa dagli altri, con un fisico da sempre snello ma molto molto tonico e armonico che per i due medici va benissimo (altezza 1,82, peso 10,2 kg). Mi scuso della lungaggine, ma per me è importantissimo che lei abbia gli elementi utili per un parere: cosa rischia mia figlia a fare il vaccino contro la varicella? E se la prendesse da qualcuno che la sta covando che io non posso immaginare, cosa succederebbe? Lei cosa mi consiglia di fare? La reazione al vaccino morbillo parotite rosolia che ha avuto dipende dalle igA basse? Questa reazione segnala che anche il vaccino della varicella o la malattia stessa potrebbero essere proprio pericolose?

Ho letto il suo parere sulle cure di stimolazione del sistema immunitario. In questo caso secondo lei è importante fare la terapia indicata?

La ringrazio tantissimo per l’attenzione, attendendo la sua risposta, con stima, Anna

La tua bimba, a mio parere, non è altro che una lenta maturatrice di immunoglobuline A, mentre tutto il resto del suo sistema immunitario è nella norma; pertanto devi trattarla come una bimba in tutto e per tutto normale con il solo inconveniente di avere, almeno fin circa al terzo, quarto anno, ma forse anche meno, più facilità di altri bambini ad ammalarsi, cioè a fare attecchire i germi che respira o che ingerisce qualora dovesse assumere cibi in qualche modo contaminati; questo perché le immunoglobuline A si trovano su tutte le superfici del corpo in qualche modo in comunicazione con l’esterno, cioè si trovano in faringe, sulle tonsille, nel tratto digerente che, volente o nolente, attraverso il cibo che gli arriva, è in costante contatto con l’ esterno, sulle mucose genitali.

Queste immunoglobuline sono, come ho già avuto modo di spiegare più volte, le sentinelle chiamate a combattere in prima battuta le infezioni. Se questi soldati di prima linea non ci sono o sono scarsi di numero o sono mal addestrati e mal funzionanti, il bambino, per i primi anni di vita, tenderà ad ammalarsi spesso, forse più spesso di altri bambini, ma poi, passando l’infezione di mano ad altre immunoglobuline circolanti e ad altri eserciti del sistema immunitario, che nel caso della tua bimba sono perfettamente integri e funzionanti, la guarigione, con o senza aiuto di farmaci o antibiotici, avverrebbe comunque perché il deficit immunitario della tua piccola è settoriale, limitato alle IgA e, oltre che molto frequente a questa età, assolutamente transitorio, destinato, quindi, a migliorare e ad essere totalmente superato nel giro di un anno, massimo due, anche in assenza di una terapia specifica immunostimolante.

Difficile dire, a mio parere, se la cura immunostimolante sia veramente necessaria nel tuo caso: si tratta di farmaci molto usati e standardizzati ormai da anni ma se devo essere sincera al 100%, non dico che siano inutili, ma sono un po’ come le vitamine: sfido chiunque, di fronte a due bambini della stessa età e entrambi in buone condizioni di salute, uno vitaminizzato dalla nascita, uno, invece, che non ha mai assunto vitamine, a capire chi è l’uno e chi è l’altro dei due così come, di fronte a due bambini della stessa età che si ammalano spesso, uno trattato con la terapia standard che ti è stata prescritta e l’altro non trattato con nessun farmaco, quando, dopo un anno o due, si fa ad entrambi un bilancio di salute ed entrambi riferiscono di essersi progressivamente ammalati meno spesso dal secondo al quarto anno di vita, a capire se questo è avvenuto per merito della terapia o per merito della natura e della fisiologica maturazione della funzione immunitaria. Dopo più di trent’anni di professione, nessuno è mai riuscito a chiarirmi questo dubbio.

Quindi, in coscienza, benché io non ami molto stimolare eccessivamente il sistema immunitario ancora in formazione dei bambini piccoli se non con le vaccinazioni specifiche, non mi sento di sconsigliarti la terapia che ti è stata prescritta perché so che viene spesso impiegata e anche se il successo viene riferito nella metà dei casi e non in tutti, tentar non nuoce poi così tanto.

Per quanto riguarda la varicella: vaccinala pure con serenità così come l’hai vaccinata con successo contro il morbillo parotite e rosolia. Però io dico: se anche i medici che l’hanno in cura ammettono che i valori di IgA, benché bassi, sono fisiologici o relativamente fisiologici per l’età e che sono d’accordo nel dire che si normalizzeranno col crescere, perché tante stimolazioni quando tutto è destinato a normalizzarsi spontaneamente?

La tua bimba, se praticasse il vaccino contro la varicella, non rischierebbe nulla di più che se contraesse la varicella spontaneamente, anzi, visto che il virus del vaccino, benché sia vivo, è enormemente attenuato, meglio il vaccino che la malattia. La vaccinazione, qualora vi fosse il forte sospetto che la bimba, venuta a contatto con un soggetto malato, fosse  stata contagiata, si può anche praticare al massimo fino a 8-9 giorni dopo presunto contagio e la vaccinazione sarebbe protettiva con molta probabilità.

Un caro saluto, Daniela

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