I risvegli di notte e i dubbi di una mamma


Buongiorno,

io volevo chiederle dei consigli sulla nanna anche se penso sia assillata da domande sull’argomento.

Il mio bambino di 17 mesi si è sempre svegliato la notte (da quando è nato ha dormito tutta notte solo cinque volte), quando va bene un paio, altrimenti molte, però non riesco a capire perché fa un periodo che si sveglia solo per bere il latte -e in cinque minuti me la cavavo-, poi fa una settimana che si sveglia tanto e vedi che vuole il mio contatto perché mi guarda, e se ci sono rimane giù altrimenti piange. Poi invece si sveglia e basta toccarlo e riparte. Adesso sono tre giorni che alla mattina si sveglia verso le 7, piange e non vuole stare in braccio, se lo metto giù mi vuole, ma se lo prendo si divincola finché dopo un po’ si calma (ho preso quasi paura da questo atteggiamento che non aveva mai fatto prima e ho pensato che forse ha paura perché il week scorso siamo stati all’ospedale per dubbia scarlattina -che però non ha- e in tre giorni la pediatra e i dottori dell’ospedale per fare il tampone lo bloccavano per aprirgli a forza la bocca).

Penso abbia i denti in arrivo (visto che ne ha solo 8).

Io non so più cosa fare e come comportarmi. Lui si addormenta nel suo lettino con me che entro e esco dalla stanza cantando una canzoncina. Se di notte lo lascio piangere è peggio, oltre al fatto che non riesco a farlo urlare. Quando sta male ho paura di metterlo nel lettone perché non vorrei che prendesse l’abitudine, però a volte mi sembra che rassicurandolo un attimo poi stia meglio.
Il fatto è che si sentono tante cose in giro e tra le mamme ("se non usi il metodo estevill non dormirà mai da solo", -però so di amiche che addirittura addormentano in braccio e il figlio dorme tutta notte-; "se non lo fai piangere si abituerà ad avere sempre tutto"; "guai al lettone") che io sinceramente non so più cosa fare o se quello che faccio è giusto, o se per una mia debolezza lo educo male.

Secondo me, per adesso, lui tra i denti, il sognare o per indole è così. Non so se mi sono fatta capire.

Se per caso ha qualche consiglio o solo una parola….Grazie mille!


Ogni bambino ha i suoi tempi di maturazione, le sue esigenze, il suo modo di reagire agli avvenimenti della vita: in poche parole, la sua personalità.
Se non fosse così le mamme non sarebbero creatrici di un piccolo miracolo ogni volta che mettono alla luce un figlio ma sarebbero, forse, solo dei volatili che sfornano uova da allevare in batteria. Quindi, sia per le mamme che per i bambini, i libri non servono e non sono mai serviti se non, a volte, a confondere le idee e ad allontanare le mamme stesse da tutte le sicurezze in più che avrebbero se fossero abituate a fidarsi maggiormente del loro istinto piuttosto che delle chiacchiere o dei suggerimenti di suocere, amiche o vicine di casa.
Allora ti dico, tappati le orecchie e scegli il comportamento che ti suggerisce il cuore: forse non sarà perfetto e non si troverà scritto nei manuali di puericultura, però sarà senz’altro quello migliore per il tuo bambino e per te. Il tuo bimbo, tra dentini, primi passi e trauma del ricovero, ha bisogno di ritrovare equilibrio, serenità e fiducia.
Tu non puoi e non potrai eliminare i piccoli e meno piccoli traumi che la vita gli riserverà e che gli serviranno per crescere e maturare, però potrai supportarlo e essere per lui il sostegno e la consolazione di cui ha bisogno nei momenti di sconforto se saprai ascoltare con empatia quello che vuole comunicarti ogni volta che richiama la tua attenzione.
Se vuole contatto fisico, quindi, concediglielo e tienilo nel lettone, se vuole solo la tua presenza vicino a lui, non dargli altro che la tua presenza, se chiede la tua pazienza e il tuo ascolto ma non vuole altro, dagli solo quello che chiede in quel momento. L’importante è riuscire a decodificare correttamente i suoi segnali. Non si sviluppano vizi quando si risponde alle richieste dei bambini correttamente (ammesso che siano richieste possibili, ovviamente). Se un bambino chiede una caramella e gliela si dà non è un problema; se un bambino chiede in continuazione una caramella, il dubbio che dietro alla caramella ci sia un’esigenza non risolta, un tentativo di comunicare un disagio non accolto e non capito, deve venire e allora, la colpa di chiedere troppe caramelle, oltre al ragionevole, non è del bambino viziato, è del genitore che non è riuscito a capire cosa c’è dietro a queste insistenti, eccessive richieste.
Un bambino correttamente e puntualmente gratificato si sentirà capito e, prima ancora che capito, ascoltato e, prima ancora che ascoltato, amato in modo maturo: diventerà lui stesso un adulto maturo e consapevole e imparerà ad avere fiducia in se stesso e, giorno dopo giorno, avendo imparato a capirsi e a guardarsi dentro perché aiutato da una madre autentica che avrà saputo essere come uno specchio per la sua anima, imparerà ad avere fiducia anche nel mondo in una ricerca serena della sua autonomia e della sua indipendenza psicologica.
Cerca quindi di essere sempre una mamma autentica, non una mamma costruita sui libri: vedrai che, se saprai fare a meno di tanti consigli, diventerai maggiormente capace di guardare in fondo al tuo cuore e a quello del tuo bimbo e, paradossalmente quanto inaspettatamente, scoprirai che sarà proprio lui a indicarti la via per essere sempre una buona mamma. Mamme si diventa, ma con l’esperienza sul campo, non con le teorie. 
Un caro saluto,
Daniela

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