I motivi dei risvegli e alcune piccole soluzioni


Buongiorno,
sono la mamma di un bambino di 2 anni e 5 mesi. 
Le scrivo in quanto da sempre il mio bimbo si risveglia numerosissime volte di notte (da un minimo di 3 volte fino anche a 10 volte per notte) e io ovviamente sono esausta. Quando ha questi risvegli, piange e vuole il biberon con camomilla o latte. Io non so più cosa fare.
Ho provato anche a dargli per una settimana il Nopron, ma notavo che aveva un respiro intensissimo e russava in modo anomalo e, comunque, si è risvegliato due o tre volte lo stesso, benchè assumesse il nopron.
Cosa posso fare? Perchè da quando è nato non ha mai dormito almeno 6 ore di seguito? Il fatto che si risvegli continuamente è indice di un suo "malessere"?
Ringraziando per l’attenzione, porgo cordiali saluti.
Germana

Cara Germana,
prima di pensare che i risvegli notturni siano dovuti solo a cattive abitudini è bene escludere tutte le altre cause, prima organiche poi psicologiche o ambientali.
Il sonno del bambino potrebbe essere disturbato da una respirazione difficoltosa o da apnee notturne, da qualche problema digestivo, da una allergia alimentare, da una otite catarrale o da altre motivazioni.
Assieme al pediatra del bimbo dovresti riuscire ad escludere tutte le cause organiche.
Quelle psicologiche non posso valutarle, ammesso che ve ne siano, perché non conosco nulla del bimbo. Bisogna poi verificare che non vi siano errori grossolani nella gestione della giornata del piccolo tipo: va a letto troppo tardi la sera o senza orario fisso, dorme troppo il pomeriggio, non ha un suo ambiente tranquillo dove rilassarsi, esce poco e sta poco all’aria aperta e alla luce, sta troppo davanti alla tv con i cartoni, beve coca cola o bibite contenenti caffeina, mangia  cioccolato e via discorrendo..
Nella storia delle abitudini e della costituzione dei genitori almeno uno dei due ha avuto gli stessi problemi alla stessa età del bimbo e così via…
Escluso tutto ciò, bisogna cominciare a non assecondarlo più al momento dei suoi risvegli: soprattutto non gli si dà più il latte e si lascia, magari, un po’ di camomilla. Poi si elimina anche quella se non vi sono motivi per avere veramente molta sete notturna tipo cibi troppo salati la sera (formaggi, prosciutto o altre pietanze molto condite e saporite), se non dorme con la bocca aperte per problemi di respirazione, se la stanza dove dorme non è surriscaldata ed è stata ben areata prima di dormire, se ha bevuto a sufficienza durante il giorno e non ha abusato di cibi troppo dolci.
Eliminata anche la camomilla, si dovrebbe cercare di non andare più da lui ogni volta che chiama per abituarlo gradatamente a consolarsi autonomamente. Però è ancora piccolino: iniziando ora questo percorso verso l’autonomia, ci vorranno ancora alcuni mesi, almeno fino al compimento del terzo anno, ma se mai si comincia, anche se con molta gradualità e comprensione, mai si giungerà al risultato auspicato.
Un caro saluto,
Daniela

Ti è piaciuto? Condividilo!Share on FacebookShare on Google+Tweet about this on TwitterEmail this to someone