Glicemia alta


Gent. dottoressa,

il mio bimbo di 3 anni e mezzo ha fatto le analisi al sangue ed ha riportato la glicemia a 110, premetto che anche 2 anni fa la portava a 103 ma la pediatra mi ha tranquillizzata. In famiglia non ci sono casi di diabete, ma anche l’altra mia figlia di 8 anni l’ha a 102. Quali accertamenti posso fare per trovare la natura di tale glicemia? Grazie infinite.

Laura

Ovviamente una glicemia è corretta se misurata dopo un giusto numero di ore di digiuno. Poi c’è da dire che l’ansia o a volte il terrore per il prelievo la possono fare aumentare artificiosamente. Mi chiedo poi quale motivo clinico ti ha indotto a praticare analisi ripetutamente ai tuoi bimbi e se vi sono sospetti di altre malattie metaboliche, eccesso di peso o, al contrario, dimagrimento, ecc.

Io tenderei a pensare ad un problema legato all’agitazione per il prelievo.

Un ulteriore controllo dovrebbe essere solo della glicemia, magari praticato al polpastrello un po’ a tradimento senza che il bambino se lo aspetti per evitare la componente ansiosa e la glicemia attuale dovrebbe essere valutata assieme alle altre analisi di tipo metabolico come colesterolo, trigliceridi, ecc., ecc. Naturalmente è bene controllare la glicosuria con un esame delle urine.

Senza conoscere i due bimbi e senza il risultato delle altre analisi mi è dificile pronunciarmi sul significato di questa lieve iperglicemia. In ogni caso una glicemia a digiuno che non supera 110 mg/dl oppure una glicemia che non supera i 140 mg/dl dopo due ore da carico orale di glucosio sono da considerarsi normali. Quello che dovrebbe insospettire è una poliuria, cioè una quantità eccessiva di urine emesse nelle 24 ore che ha come conseguenza una polidipsia, cioè una sete eccessiva e anche una eventuale ripresa dell’enuresi notturna in un bambino che aveva già imparato a controllare gli sfinteri. È neccessario però precisare che questi sintomi si manifestano solo quando la glicemia supera di molto i valori limite e si avvicina ai 200 mg/dl e questo non mi sembra proprio il tuo caso.

Un caro saluto, Daniela

 

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