Ghiandole gonfie


Gentilissima dottoressa, le riscrivo perché il mio bimbo ha avuto nel giro di venti giorni due volte la febbre e Premetto che lui soffre di adenoidi e tonsille. L’otorino avrebbe preferito operare, ma il mio pediatra, molto bravo e scrupoloso, ha detto per il momento no anche perché il bambino non soffre di apnea notturna. L’unica mia preoccupazione è il fatto che ha molto spesso le ghiandole gonfie sotto il mento sotto la gola e ai lati del collo più quella che già le dissi dietro l’orecchio; il pediatra dice che, essendo lui molto magro, le noto subito. Invece secondo lei come dovrei comportarmi? Fargli delle analisi del sangue o lasciarlo così? Grazie mille.

 

 

Io la penso come il tuo pediatra. Se il piccolo, pur ammalandosi spesso, non soffre di tonsilliti batteriche – mi riferisco prevalentemente dello streptococco – , non ha problemi di sonno o apnee notturne, non ha difficoltà respiratorie, non respira sempre a bocca aperta, non ha il palato ogivale, la sua ipertrofia adenoidea rispecchia quella dei linfonodi palpabili. Entro certi limiti è tutto fisiologico e dipende dall’attività del tessuto linfatico sempre intento a contrastare nuove infezioni. Verso l’età della scuola elementare, attorno ai sei, otto anni, per la maggior parte di queste infezioni il piccolo avrà prodotto anticorpi specifici e non si ammalerà più così spesso come adesso. Si tratta, quindi, solo di avere pazienza: i linfonodi e tutto il tessuto linfatico che comprende anche tonsille e adenoidi sono le prime barriere contro le infezioni e devono essere, finch’è possibile, conservati. Si opera solo se le adenoidi costituiscono un serio ostacolo respiratorio, cioè per un motivo squisitamente meccanico oppure se le tonsille risultano perennemente infette con presenza di streptococco quasi continua. In tutti gli altri casi, più che essere preoccupati è bene essere contenti che il bimbo stia sviluppando attive difese immunitarie anche se tale attività difensiva si manifesta con un abnorme e generico ingrossamento dei linfonodi visibili. Solo se un linfonodo fosse particolarmente ingrossato (più di due o tre cm di diametro) e se presentasse caratteristiche patologiche sarebbe bene approfondire perché vi possono essere malattie non infettive di maggiore gravità che si manifestano con ingrossamento dei linfonodi . Ma il pediatra sa distinguere un ingrossamento entro certi limiti fisiologico da uno patologico.

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