Ghiandola inguinale ingrossata


Gentile Dottoressa,

la mia bimba di tre anni e mezzo a luglio si era lamentata una volta di avere male all’inguine. Ho toccato la parte ed ho sentito una ghiandolina. La pediatra di turno nel week end avendo visto che la parte intima era arrossata mi ha fatto fare dei lavaggi e poi se la ghiandola rimaneva dovevo tornare dal mio pediatra. Il mio pediatra mi ha fatto fare tutti gli esami. Diversi esami del sangue, urine e feci. All’esito tutto negativo mi ha detto di non preoccuparmi e di non fare più niente se la bimba non si lamentava. Ora sono passati diversi mesi, ma anche se la bimba non si lamenta la ghiandola se provo a palparla la sento sempre e io non sono affatto tranquilla. Avrei il piacere di avere un suo parere in merito. Inoltre, volevo sapere se il ginocanesten è una crema che si può dare anche a bimbe così piccole. Glielo chiedo perché una mamma mi ha detto che lo usa quando la sua bimba ha le parti intime irritate, ma siccome è un medicinale che ho usato anch’io qualche volta mi suona strano che sia adatto anche alle bimbe piccole.

Grazie Infinite.

Raffa

L’organismo è disseminato di ghiandole linfatiche: le più superficiali, quelle sottocutanee, sono facilmente palpabili e definibili nella loro forma, volume e consistenza, quelle più profonde molto meno o per niente e possono essere indagate con altri sistemi oltre la palpazione. Ogni gruppo di linfonodi "drena" e appartiene ad una determinata zona del corpo e, visto che sono dei laboratori biochimici di produzione e sviluppo dei linfociti, cellule del sistema immunitario, si ingrossano causa superlavoro ad ogni infezione localizzata nel distretto di loro appartenenza.

L’ingrossamento di un linfonodo, quindi, quando è la conseguenza di un processo infiammatorio acuto o cronico in atto, dipende sia dall’aumento di volume delle cellule in esso contebute che, soprattutto dall’aumento del loro numero. La percentuale di ingrossamento della ghiandola linfatica dovuta ad aumento di volume delle singole cellule in essa contenute, di solito, si riduce in poco tempo dopo la guarigione dell’infezione che l’ha generata, mentre la percentuale di aumento di volume dovuto ad aumento del numero delle cellule in essa contenute rimane tale molto più a lungo, cioè per mesi e non per giorni dopo la fine del processo infiammatorio. Il sistema linfatico, poi, per tutta l’età prescolare e soprattutto attorno al terzo anno di vita è fisiologicamente ipertrofico perché deve fare continuamente fronte alle innumerevoli infezioni che hanno i bambini in questa fascia di età, periodo in cui si stanno formando le difese immunitarie specifiche.

Pertanto, nulla di più facile e di comune osservazione che palpare linfonodi ingrossati nei bambini piccoli: obiettività talmente comune che si tende a non farci caso e si stabilisce che un linfonodo da tenere in considerazione deve avere almeno due centimetri di diametro o più, una superficie bitorzoluta e non liscia uniforme e una relativa aderenza ai piani sottostanti, cioè, una volta localizzato col dito, il linfonodo deve potersi spostare agevolmente sotto la pelle con la pressione del dito sovrastante che tenta di spostarlo in un senso e nell’altro. Uno o più linfonodi mobili come appena descritto, dalla superficie liscia e del diametro inferiore o uguale a 2 cm non devono essere presi in considerazione.

Il Ginocanesten è una crema vaginale indicata per le infezioni sostenute dalla candida. Si può tranquillamente somministrare anche alle bambine purché, ovviamente, vi sia certezza di una vaginite sostenuta da questo fungo in quanto non sarebbe efficace contro nessun altro microrganismo patogeno.

Un caro saluto, Daniela

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