Fosfatasi alcalina alta 1


Gentile Dottoressa,

mia figlia ha due anni.

Da quasi 3 mesi, fa sempre la cacca tipo diarrea (non più di 2-3 volte al gg). Poi è rimasta con questa diarrea da quando ha avuto un virus influenzale che dava anche questi sintomi intestinali. È stato durissimo, non mangiava, ha perso quasi 500 grammi in una settimana. In quel momento ha preso un antibiotico + enterogermina. Abbiamo continuato ben 2 mesi con l’enterogermina ma l’organismo non rispondeva. Abbiamo smesso e poi abbiamo riprovato, questa volta con risultati. Adesso succede che in un giorno, la mattina per esempio, può avere molta diarrea, la sera invece quasi normale, solo un po’ di feci morbide. Comunque, se all’inizio non aveva appetito (invece all’asilo nido mangiava?) adesso, da quasi 3 settimane mangia benissimo e poi si comporta molto bene, è una bambina normale, anche il suo peso è buono (è quasi 86 cm e 12 kili).

Comunque, un mese fa siamo andati al dottore e abbiamo cominciato le analisi di sangue, urine, coprocultura. Il risultato della coprocultura ancora non l’abbiamo ricevuto. Tutte le analisi sono venute bene; la paratiroide un po’ alta ma nel limite normale, invece la fosfatasi alcaline troppo alta (non mi hanno specificato ancora il valore, e ancora non sono in possesso dei risultati). Ha fatto anche l’ecografia per il fegato ma con risultato sempre buono. Il dottore ancora non sa spiegare tutto questo, ma per la sicurezza mi vuole mandare a Firenze al Meyer.

Sono contenta di andare a Firenze, ma il tempo passa, noi, i genitori non riusciamo più essere tranquilli, se nostra figlia piange un po’, subito penso se non ha mal di ossa o altre cose.

Le posso chiedere se secondo Lei, una diarrea di durata così lunga può aumentare troppo il valore della fosfatasi alcaline?

Grazie mille,

la mamma di Indra


La fosfatasi alcalina è un enzima prodotto dalle cellule di vari organi (fegato, ossa, intestino, pancreas) ma, in minor quantità, anche i reni, i leucociti (globuli bianchi) e perfino la placenta lo producono. Quindi, una variazione del suo valore, di per sé, non porta a nessun tipo di diagnosi precisa: bisogna che altre risposte di analisi, mirate a confermare o smentire un sospetto diagnostico che il medico deve avere già in mente, siano contemporaneamente alterate per dare un senso al valore della fosfatasi alcalina. Bisogna però sapere che fino alla pubertà, cioè per tutto il periodo di accrescimento di un soggetto, i valori della fosfatasi alcalina considerati normali sono costantemente più alti dei valori riscontrati nell’adulto: nei bambini e nei ragazzi fino a 15 anni, si considerano normali valori fino a a 300 UI/L, mentre in seguito, per essere considerato normale, il valore non deve superare le 150,200UI/L. Questa differenza è dovuta al fatto che i bambini e gli adolescenti hanno un metabolismo osseo più vivace di un adulto che ha smesso di crescere. Ma se la crescita non bastasse a giustificare un valore di fosfatasi alcalina decisamente superiore a 300UI/L bisognerebbe indagare essenzialmente su due tipi di malattie: quelle dell’apparato schelettrico e quelle del fegato. In seconda battuta bisognerebbe studiare la funzionalità renale, bisognerebbe escludere la presenza di sarcomi o malattie neoplastiche senza comunque trascurare la considerazione che anche una dieta eccessivamente ricca di proteine può ugualmente essere responsabile di un aumento della fosfatasi alcalina senza che vi sia una patologia sottostante da ricercare. Anche la mononucleosi in atto o appena trascorsa può dare un aumento della fosfatasi alcalina. Però, ripeto, solo una visita accurata può indirizzare verso le altre analisi mirate necessarie per dare un senso a questo valore elevato di fosfatasi alcalina.

Un caro saluto,

Daniela 

Ti è piaciuto? Condividilo!Share on FacebookShare on Google+Tweet about this on TwitterEmail this to someone