Fluoro e acqua del rubinetto


 

Gentile dottoressa,

nell’ultima visita pediatrica che il mio bimbo che ha 9 mesi ha fatto, alla mia richiesta, come suggeritomi dal mio medico curante, se era il caso di fargli assumere del fluoro, la mia pediatra mi ha detto che se non ci sono gravi situazioni in famiglia per quanto riguarda i denti non è necessario.

Ha aggiunto che potrei però dare l’acqua di Roma, che è ottima, ricca di fluoro e calcio e perfettamente controllata, ma è anche molto ma molto  ricca di calcare. Non le sembra troppo presto per dargliela? Non so come comportarmi. Saprebbe consigliarmi un’acqua minerale ricca di fluoro e calcio?

Grazie mille, Stefania

Dopo il sesto mese di vita, non solo non è più necessario, ma non è nemmeno  consigliabile continuare a dare da bere ad un bimbo acqua oligominerale: i reni funzionano ormai egregiamente e sono perfettamente in grado di eliminare soluti in eccesso presenti sia nell’alimentazione che nei cibi, potendo, così, sopportare bene il maggior carico di sali minerali presenti nell’acqua di rubinetto.

Il problema della somministrazione efficace di una supplementazione in fluoro consiste in un apporto costante di fluoro: non quanto può dare una pasticchetta al giorno, ma quanto, costantemente, può essere introdotto, sia con l’acqua o altri liquidi da bere, sia con i cibi tipo la minestrina, preparati con l’acqua di rubinetto ecc.

Per un corretto sviluppo dello smalto dei denti è importante, infatti, che la concentrazione di fluoro nel circolo sanguigno sia sempre a buoni livelli e costanti nel tempo e siccome il fluoro, una volta ingerito, ha una emivita brevissima, addirittura di poche ore (si parla di sole 4 ore), l’unica possibilità che si ha per avere sempre fluoro in circolo (senza arrivare agli eccessi, s’intende) è proprio quella di introdurre periodicamente e continuamente liquidi o alimenti che contengano questo elemento: l’acqua di rubinetto, assieme ai soliti cibi, è, quindi, il veicolo più idoneo per assumere fluoro, tanto è vero che molti acquedotti vengono fluorati appositamente quando l’acqua che vi scorre non ne ha una sufficiente concentrazione.

L’acqua di Roma è fluorata solo in parte, perché la città è servita da tre acquedotti, Acquamarcia, Peschiera e Bracciano, e la concentrazione media di fluoro nella confluenza di questi 3 acquedotti sembra essere inferiore a 2 mg/l.

Per essere precisi al massimo, bisognerebbe, quindi, telefonare al comune di Roma, servizio acquedotti o ufficio di igiene o altro servizio idoneo e chiedere quale concentrazione di fluoro è presente nell’acqua dei rubinetti della capitale.

Se questa  concentrazione, a causa della fluorazione delle acque, fosse compresa tra 0,3 e 0,7 mg per litro, forse, la supplementazione con fluoro, cioè la fluoroprofilassi al bambino non sarebbe necessaria; se la concentrazione fosse più bassa, allora si e bisognerebbe dare al bimbo, fino al secondo anno di vita, una pasticca da 0,25 mg al giorno; se la concentrazione di fluoro fosse compresa tra i valori sopra indicati ma ai limiti più bassi, la fluoroprofilassi potrebbe essere fatta solo per sei mesi l’anno o un giorno si e uno no, comunque non tutti i giorni obbligatoriamente.

Ed è quello che in realtà io consiglio ai bimbi di Roma. Però, ripeto, per dare una risposta precisa sulla opportunità o meno della fluoroprofilassi in un bimbo che vive a Roma, questo valore di concentrazione di fluoro nell’acqua di rubinetto andrebbe confermato.

È bene, comunque, ribadire, che le carie risentono solo in parte di una carenza di fluoro, essendo esse una patologia molto legata all’ereditarietà, all’acidità o meno della saliva, alla microflora presente nel cavo orale e alle abitudini igieniche e alimentari dei bambini.

Un caro saluto, Daniela

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