Ferita ombelicale non cicatrizzata


 

Gentile dottoressa,

quale tipo di medicazione occorre fare dopo la caduta del moncone ombelicale, nel caso in cui, trascorsi ormai 10 giorni da tale caduta, la ferita non cicatrizza?

Cordiali saluti, Francesca Arrigoni

La cicatrice ombelicale, o comunque quello che resta nella zona di inserzione del moncone ombelicale quando esso cade, va, prima di tutto, tenuta costantemente asciutta e pulita e, per fare ciò, dall’ombelico, dopo essersi accuratamente lavate le mani ogni volta, vanno allontanate tutte le eventuali crosticine di siero o di sangue che possono essersi formate con l’aiuto di una garza sterile imbevuta, alternativamente, di soluzione fisiologica sterile, di acqua ossigenata a 10 volumi o, in mancanza di esse, di un detergente disinfettante tipo Katoderm e questa operazione va ripetuta almeno tre volte al giorno.

Dopo, la parte va asciugata con un’altra garzina sterile e sul buchino dell’ombelico si possono fare delle toccature con un cotton fioc imbevuto di Neomercuriocromo dipingendo leggermente e delicatamente sia il buchino dell’ombelico sia circa un centimetro di pelle circostante. Si lascia poi asciugare il Mercuriocromo all’aria e si applica a piatto un quadratino di garza sterile asciutta tenuto fermo da un cerottino di carta applicato sui 4 lati della garza.

Meglio non usare le solite retine elastiche. Le toccature con Neomercuriocromo si devono fare una sola volta al giorno, magari all’ultima pulizia della giornata, mentre le altre due volte basterà controllare l’ombelico e, se ancora umido e secernente siero o sangue, pulirlo con acqua ossigenata a basso volume lasciando che una goccia di acqua ossigenata rimanga nel buchino dell’ombelico e aspettando che smetta di "friggere", cioè di formare le classiche bollicine di ossigeno che si formano quando l’acqua ossigenata viene a contatto con una ferita o con sangue.

Dopo alcuni secondi, l’acqua ossigenata va rimossa con una garza sterile e asciutta e, prima di ricoprire l’ombelico con un’altra garzina sterile, se necessario, si può spruzzare un po’ di Katoxin spray oppure una polvere cicatrizzante (ma meglio evitare le polveri) tipo Cicatrene o Ectogan.

In casi estremi si può fare per una, massimo due volte, una toccatura con uno stick di nitrato d’argento (metodo spesso usato dagli uomini quando si tagliano mentre si fanno la barba), ma questa operazione deve essere compiuta in modo preciso ed è meglio che sia il pediatra ad occuparsene.

In caso di necessità, un bagnetto veloce può anche essere fatto prima che l’ombelico sia completamente cicatrizzato, ma meglio aspettare due o tre giorni dopo la sua completa cicatrizzazione, quando non si formano più crosticine e non esce siero.

Un caro saluto, Daniela

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