Febbre e rigurgito


 

Salve dottoressa,

sono la mamma di un bimbo di 4 mesi e mezzo che fin da piccolo ha sofferto di reflusso.

Venti giorni fa ha preso una bronchite terribile curata con antibiotici e ancora adesso con febbrina sui 37.5 rettali. In questo periodo non rigurgitava niente (dimagrito in una settimana 50 g). Adesso ha le mani continuamente in bocca che cerca di indursi il vomito e tossisce.

Il bimbo cresce perché pesa 8.200kg, lo sto allattando a richiesta al seno e non riesco a tenerlo dopo le 3 ore. Ha ripreso a svegliarsi di notte per poppare.

Mi dicono che è cresciuto troppo, ma non riesco a dargli il latte a orari stabiliti. Mi preoccupa questa febbre sempre presente e il muco dopo venti giorni c’è ancora. Cosa ne pensa?

Grazie.

37,5°C rettali non può essere considerata febbre e, se il reperto ascoltatorio toracico è negativo, non deve essere messo in relazione con nessun tipo di patologia particolare, soprattutto se il bimbo ha appetito, è vivace, ecc.

Per quanto riguarda le poppate: potresti cercare di tenerlo maggiormente ad orario distraendolo molto durante la giornata, cioè facendolo uscire regolarmente ad orario, anche due volte al giorno se il clima lo permette, distraendolo con il bagnetto, verso sera, quando inizia a cercare il seno e via discorrendo. Ma quello che è importante è che non arrivi allo svezzamento con queste stesse abitudini, cioè che non finisca col mangiare regolarmente minestrine, frutta, ecc. e, in più, continui ad attaccarsi al seno a richiesta, sovralimentandosi.

Finché assumerà soltanto latte materno, il problema del sovrappeso sarà relativamente trascurabile, però è probabile che, dato il peso già raggiunto, lo svezzamento non tardi troppo a causa delle aumentate esigenze nutritive e della fame del bimbo, quindi, non sarebbe male iniziare fin d’ora a regolare un po’ quantomeno l’orario delle sue poppate.

Per quanto riguarda il catarro, ben sapendo che quando un bimbo si ammala nei primissimi mesi di vita può tardare a guarire completamente e può essere soggetto a ricadute, una volta fatto controllare dal pediatra per escludere bronchite, focolaio broncopolmonare, otite catarrale o qualsiasi altra malattia importante, non resta molto altro da fare che cercare di fluidificarlo ed eliminarlo meccanicamente quando disturba la regolare respirazione. Potrebbe giovare un cambiamento d’aria appena il clima si sarà ristabilito.

Per quanto riguarda i risvegli notturni: dato il peso raggiunto dal bimbo, mi chiedo se non dipendano dalla fame oppure da una difficoltà respiratoria, ma anche il malessere dovuto alla pregressa bronchite e alla terapia che ha dovuto fare può averlo un po’ disorientato, soprattutto se, durante la fase acuta della malattia, non ha dormito la notte per difficoltà respiratorie e tosse e non è uscito di casa per vari giorni, con il rischio che i normali ritmi del sonno si siano alterati.

Un caro saluto, Daniela

Ti è piaciuto? Condividilo!Share on FacebookShare on Google+Tweet about this on TwitterEmail this to someone