Febbre e antibiotici 1


Gentile Dottoressa,

chi le scrive è una mamma di un bimbo di 3 anni che fino ad ora è sempre stato benissimo (ha visto il suo pediatra di base soltanto per i bilanci di salute). Quest’anno però siamo stati tutti malissimo, passiamo da un’influenza all’altra e lui ha usato per la prima volta gli antibiotici per un inizio di otite (Cefodox). Adesso, dopo 15 giorni dalla fine della cura, ha nuovamente la febbre da 3 giorni, senza altri sintomi apparenti. Il pediatra (telefonicamente) mi ha detto che potrebbe trattarsi di un’infezione alle vie urinarie (usa ancora il pannolino), dal momento che mangia, gioca, non ha tosseraffreddore e mi ha suggerito il Bactrim sciroppo per 7 giorni. Ho iniziato ieri, seppur con scetticismo, ma la febbre non è ancora scomparsa. Vorrei sapere da lei se la terapia iniziata è valida oppure se sarebbe meglio interromperla e portare il bimbo da un altro pediatra per un consulto. Se la diagnosi fosse errata, con tale terapia, potrei creare problemi al mio bimbo?
Grazie di cuore per l’attenzione

Non è possibile e non è corretto prescrivere terapie senza visitare il bambino: quindi non posso farlo io ma non dovrebbe farlo nemmeno il pediatra che hai consultato telefonicamente. È bene che tu faccia visitare il bimbo da un pediatra, quello che conosci o un altro: solo così saprai il motivo della febbre attuale. Tieni presente, comunque, che se la febbre non è altissima e non è accompagnata da altri sintomi importanti o evidenti, puoi aspettare tranquillamente il terzo giorno prima di fare visitare il bimbo e nel frattempo puoi non dare nulla se non un po’ più da bere o al massimo puoi dare un antipiretico che non sia aspirina. Di solito le otiti febbrili, sopra i tre anni, si trattano con l’antibiotico dopo averle tenute sotto controllo per due o tre giorni senza dare nulla perché molto spesso sono virali e non necessitano di terapie, ma quando si ritiene opportuno iniziare l’antibiotico, quello di prima scelta è l’amoxicillina a dosaggio pieno, l’amoxicillina con acido clavulanico se la prima non risolve e solo in terza battuta la cefalosporina.

Per quanto riguarda le infezioni alle vie urinarie, poi, solo l’esame delle urine con urinocultura permettono la diagnosi, specie in un bimbo che non ne va soggetto e non ne ha avute in precedenza: anche in questo caso la diagnosi non si può fare ad occhio e croce e per quanto riguarda la terapia con sulfamidico, benché efficace, non è più la prima scelta visto che non è del tutto privo di effetti collaterali.

Un caro saluto, Daniela

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