Febbre alta e mal di gola: tonsillite da streptococco?


Cara dott.ssa,

ho un bimbo di sei anni. Nella sua classe su venticinque ne mancavano dieci e naturalmente si è aggiunto anche mio figlio.

Venerdì mattina febbre a 38,5 e si lamentava tantissimo per il gran mal di gola, poi nonostante la tachipirina, la febbre si è alzata fino 39,8 (è tipico suo avere questa febbre così alta): è venuta la sua dott.ssa in tarda mattinata e ha detto che ai bronchi era tutto ok ma che aveva una gola molto, molto arrossata (non le tonsille) e visto il fine settimana, e moltissimi casi di streptococco che ha riscontrato negli ultimi giorni, mi ha fatto cominciare subito con il Clauvulin 6 ml ogni 12 ore (cosa strana per lei visto che di solito almeno tre giorni aspetta prima di farglielo prendere) e tachipirina al bisogno.

Sabato sera alle 8 aveva ancora febbre a 39,5 e allora, così come mi aveva detto la dott.ssa, ho dato una pasticca da 1 mg di Bentelan e infatti ieri (domenica) non ha mai avuto febbre, ma nel tardo pomeriggio si è scatenata la tosse -mi sembra grassa però-, e tutta la notte non abbiamo dormito per quanto ha russato; stamani si è svegliato e aveva di nuovo la febbre a 38.

Ora io Le chiedo, so che senza visitarlo non è possibile fare diagnosi, come mi devo comportare visto che la sua pediatra per qualche giorno non c’è e del sostituto non mi fido granché per esperienze passate?

Ho notato inoltre, che intorno agli occhi, ha dei puntini rossi, ma non sono in rilievo, sembra come se da qualche sforzo si fossero rotti dei capillari; la dott.ssa mi ha detto che la febbre alta può dare queste reazioni. Lei cosa ne pensa?

Può essere una reazione a qualche farmaco? L’antibiotico non l’aveva ancora preso e oltre alla tachipirina aveva preso il Nureflex; dico questo perché in passato ha avuto delle reazioni allergiche tipo orticaria anche a medicine che aveva già preso altre volte.

Mi scusi molto per la lunghezza della domanda ma se possibile, vorrei evitare di portarlo al P.S. pediatrico.

Grazie ancora.

Roberta

 


Una tonsillite da streptococco (difficile pensare a una sola faringite da streptococco senza coinvolgimento tonsillare), procura tipicamente un forte mal di gola, ma oltre a ciò, si ingrossano i linfonodi sotto la gola (non quelli retronucali o per lo meno non solo) e la lingua si copre di una patina biancastra.

L’alito è spesso pesante e il bambino appare sofferente. Piccoli puntini del diametro di una capocchia di spillo possono anche comparire sul viso se il tipo di streptococco in questione contiene una tossina eritrogenica, come lo streptococco che da la scarlattina. Ma vi sono anche alcuni virus che possono dare un forte mal di gola, specie alla deglutizione e una infiammazione faringea intensa, come, per esempio, il virus di Ebstein Barr della mononucleosi.

In realtà, comunque, è spesso difficile diagnosticare senza analisi del sangue o tampone faringeo se una faringite o faringotonsillite è virale o batterica. In aiuto ci vengono alcuni criteri di massima che sono, per la faringite virale, la concomitanza frequente di congiuntivite, di rinite, di tosse, di diarrea e, a volte di esantema, preceduto o meno da un enantema, che sarebbe la comparsa di macchioline rosse sul palato, simili a quelle che, dopo pochi giorni, possono comparire sulla cute.

I segni di una probabile infezione batterica sono, invece, la dolorabilità dei linfonodi spesso ingrossati ai lati del collo, il mal di testa, la comparsa di petecchie sul palato, che sono puntini simili a quelli dell’enantema descritti sopra ma di colore rosso scuro e di diametro più piccolo, la febbre superiore ai 38,5°C, soprattutto se, assieme agli altri sintomi, è comparsa d’improvviso e i dolori addominali.

In linea di massima, poi, le infezioni batteriche rendono il bambino più sofferente di quelle virali: il piccolo, spesso si mostra pallido, abbattuto e vomito e mal di testa sono frequenti; mentre se l’infezione è virale, esclusa l’influenza che procura uno stato di profonda prostrazione ed astenia, spesso, anche con la febbre alta i bimbi si mostrano vivaci se non irrequieti.

L’antibiotico si decide, in via prudenziale, quando sono presenti almeno due segni di infezione di probabile origine batterica, mentre di solito ci si limita al farmaco sintomatico come l’antipiretico se vi è prevalenza di segni di probabile infezione virale, salvo ricontrollare il bambino dopo alcuni giorni. Alcuni virus possono dare una relativa fragilità capillare a causa di sostanzeda essi prodotte che ledono la parete dei piccoli capillari superficiali provocando microemorragie che si manifestano come piccole macchiette rosa o rosso chiaro sotto cute. Lo sforzo della tosse può anche procurarle. Ma, ovviamente, senza visitare il bimbo non posso dire nulla di più.

Le reazioni allergiche da farmaco o da antibiotico procurano di solito macchie rosa grosse tipo orticarioide e non macchioline puntiformi. Io continuerei l’antibiotico per almeno tre giorni, visto che l’ha iniziato e lo assocerei a un antipiretico a bisogno (solo se la febbre dovesse superare i 38,5°C e se il bambino si mostrasse sofferente e lamentoso, altrimenti meglio lasciare agire la febbre) fino al prossimo controllo pediatrico che, se non vi saranno sorprese, si farà al ritorno della tua pediatra.
Qualsiasi novità dovesse comparire, però, meglio un controllo anticipato dal sostituto o al pronto soccorso (consiglio: al pronto soccorso si trova meno gente entro le otto, otto e mezzo di mattina).

Un caro saluto,

Daniela

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