Fa la pipì ogni 5-10 minuti 1


Salve,

è la prima volta che Le scrivo: siamo un padre e una madre un po’ preoccupati perché nostra figlia Laura ha un problema.

Da più di un anno fa la pipì ogni 5 o 10 minuti. La nostra pediatra dice che è un problema di nervoso e ci ha consigliato uno sciroppo, "Sedibimbi bio", senza risultato. Abbiamo fatto eseguire anche l’esame delle urine con risultato negativo e ora la situazione sta diventando insostenibile, soprattutto per la bambina.

Spero che lei sappia darci qualche consiglio utile.


Potrebbe trattarsi semplicemente di vescica iperattiva, che è caratterizzata da frequente urgenza minzionale con o senza incontinenza da urgenza e che solitamente si associa a pollachiuria diurna e notturna.

Cosa vuol dire? Vuol dire bisogno urgente e molto frequente di urinare, a volte accompagnato da perdita di urine per incapacità di trattenerle del tutto quando si sente lo stimolo, che si manifesta sia di giorno che di notte, anche se è assolutamente prevalente durante il giorno.

Si tratterebbe, in questo caso, di una iperattività del muscolo detrusore della vescica, quel muscolo che permette il controllo volontario della minzione. Esso si attiverebbe non solo quando la vescica è completamente piena, ma anche in altre fasi intermedie del suo riempimento, creando così un bisogno impellente di urinare molto prima che la vescica sia completamente piena di urina.

In questo modo il desiderio di urinare si fa necessariamente molto frequente, con tutti gli inconvenienti pratici e psicologici che questo può comportare, soprattutto in un bambino già grandicello che ha raggiunto il controllo volontario della minzione e ha già abbandonato il pannolino.

Naturalmente, la diagnosi di vescica iperattiva si può fare con certezza solo dopo avere indagato su tutte le altre innumerevoli cause che portano a una minzione urgente e frequente ed è quindi indispensabile, per affrontare il problema in modo corretto, compilare un approfondito diario minzionale dove viene annotato diligentemente il numero delle minzioni diurne ed eventualmente notturne, la loro urgenza o meno, cioè la necessità più o meno impellente di urinare in quel momento, la quantità di urina emessa ogni volta, la difficoltà o meno di urinare e la portata del getto, la presenza o meno della perdita di una piccola o consistente quantità di urina prima della minzione, nell’intervallo di tempo tra lo stimolo alla minzione e l’arrivo in bagno, lo sgocciolamento post minzionale, l’eventuale presenza di sintomi dolorosi o urenti al momento della minzione, la quantità giornaliera di urine comparata con la quantità di liquidi introdotti e qualsiasi altra informazione utile ala diagnosi.

Il medico deve, inoltre, indagare se la bambina ha sofferto di infezioni urinarie in passato o di fastidi simili a quelli attuali in precedenza, deve valutare bene l’anatomia dei genitali e il tono muscolare del perineo, deve sapere se la bambina soffre di disturbi dell’alvo, cioè se soffre di stitichezza abituale o ricorrente o, al contrario, se tende ad avere un colon irritabile che la porta ad evacuazioni piuttosto frequenti, deve poter escludere infezioni vaginali, oltre che vescicali, così come deve poter escludere che vi possano essere patologie malformative a livello dell’ano e della zona anovescicale come fistole o simili.

Per questo motivo bisogna controllare che non vi siano macchie o accumuli di pelo o lesioni cutanee di qualsiasi tipo in regione sacrale (che possono essere la spia di una spina bifida occulta o misconosciuta, fistole, ecc.).

Bisogna poi praticare un buon esame neurologico alla bambina per escludere la presenza di malattie neurologiche (specialmente demielinizzanti); dopo la minzione bisogna palpare l’addome per escludere che rimanga urina in vescica. Escluse tutte le cause di pollachiuria di tipo infettivo o irritativo e neurogeno, bisogna anche escludere cause metaboliche come il diabete mellito (l’esame urine normale lo escluderebbe) o il diabete insipido (da carenza di ormone antidiuretico), anche questo escluso dall’esame urine e dal fatto che non mi viene riferito che la bambina beve in modo esagerato in seguito ad una esagerata produzione di urine poco o nulla concentrate.

Escluso tutto ciò, sarebbe bene praticare alcune indagini vescicali come ecografia a vescica piena e dopo minzione che permette di valutare la capacità vescicale, la presenza o meno di un residuo vescicale dopo la minzione, l’integrità o meno delle pareti della vescica, la presenza di polipi o diverticoli o di calcoli intravescicali o qualsiasi altra anomalia che potrebbe giustificare le minzioni frequenti. Infine si può pensare alla manometria vescicale che calcola le varie pressioni raggiunte all’interno della vescica nelle varie fasi del suo riempimento e del suo svuotamento.

Se da tutti questi accertamenti si può arrivare alla diagnosi di vescica iperattiva, la soluzione, nei bambini, è fondamentalmente comportamentale basata su ginnastica e rieducazione vescicale, cioè portando in bagno la bimba per un certo periodo, con santa pazienza, a orario e a intervalli fissi, ogni ora, per esempio, poi ogni ora e mezzo, poi ogni due e via discorrendo, fino ad un intervallo massimo di tre ore, facendola urinare in più riprese insegnandole a rilassare lo sfintere per alcuni secondi, poi a trattenere per altrettanti secondi poi a svuotare nuovamente e così di seguito per tre quattro volte ad ogni minzione.

La stessa ginnastica perineale può essere fatta anche senza lo stimolo a urinare e quando la bambina sente lo stimolo, l’esercizio dovrebbe essere quello di trattenere per un tempo variabile, inizialmente breve, poi sempre più lungo.

Non è semplice portare avanti questa rieducazione vescicale perché ci vuole costanza, pazienza, metodo e molta collaborazione da parte sia della bambina che della mamma o della persona che la accudisce.

Se il problema non si risolve con queste procedure, che possono essere spiegate e valutate dal pediatra curante, non resta che affidarsi a un urologo pediatra che valuterà il da farsi, sempre che la diagnosi sia questa e non vi siano altre cause che vanno, ovviamente, curate in altro modo. Egli potrà anche valutare l’opportunità di aggiungere alla rieducazione vescicale una terapia farmacologica specifica, magari a base di tolterodina o farmaci simili che agiscono proprio sul muscolo detrusore della vescica potenziandone l’attività.

È ovvio che un bisogno esageratamente frequente di urinare può essere condizionato anche da nervosismo, stati ansiosi e problemi psicologici e da un disordinato stile di vita compresa una insufficiente educazione sfinteriale sin dall’epoca di acquisizione del controllo sfinterico, cioè sin dall’eliminazione del pannolino: tutte queste situazioni influiscono su molti sintomi psicosomatici, ma prima di concludere che si tratta di un disturbo su base psicologica è sempre bene escludere tutte le altre probabili cause.

Un caro saluto,

Daniela

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