Enuresi notturna e farmaci 2


 

Buongiorno dott.ssa,

la mia bambina di 4 anni, compiuti a settembre scorso, è stata dall’otorino perché sempre raffreddata con poco scolo di muco dal naso e muco presente tra naso e gola. Sospetto di adenoidite purtroppo confermata dallo specialista: adenoidi ipertrofiche tra II e III grado. Terapia: lavaggi nasali, sciroppo aerius per 10 gg., broncho vaxom per1 5 gg. per 3 mesi e baby rinolo sciroppo per 10 gg. per 3 mesi.

Ho iniziato immediatamente la terapia ma con scarsi risultati, perché di lavaggi la bambina non ne vuol sapere. Ha assunto lo sciroppo aerius per 10 gg. e poi ha preso l’immunostimolante ed iniziato ad assumere il baby rinolo. Contestualmente all’assunzione di questo secondo sciroppo la bambina ha perso il controllo della pipì durante la notte. Ho pensato potesse essere dovuto all’antistaminico che le ha reso il sonno molto profondo, ma anche ad un motivo psicologico dovuto ad una insoddisfazione per la scuola. L’otorino ha sospeso immediatamente la somministrazione del baby rinolo sostituendolo con la tachipirina. Ma ad oggi, esattamente dal 15 dicembre, la bambina soffre ancora di enuresi notturna al punto da dover ricorrere nuovamente al pannolino notturno. Ho letto che c’é un certo collegamento tra adenoidi infiammate ed enuresi dovuta alle apnee notturne.

Lei cosa ne pensa?

E soprattutto cosa pensa della terapia prescritta?

Potrebbe consigliarmi qualche altro antinfiammatorio da dare alla bambina invece del paracetamolo per le adenoidi?

Pensa che gli episodi di enuresi abbiano origine psicologica?

Attendo suo riscontro, grazie

 

Gli episodi di enuresi possono, certo, avere un’origine psicologica, ma anche disturbi del sonno come quelli provocati dalle apnee notturne ostruttive possono favorire la ricomparsa di enuresi, come anche un’infezione alle vie urinarie o comunque la presenza di un’infezione sub clinica in atto come per esempio un’adenoidite cronica o recidivante.

Per quanto riguarda la terapia prescritta alla tua bimba: è quella classica adottata in caso di ipertrofia e ipersecrezione delle adenoidi, salvo la tachipirina che è essenzialmente un antipiretico e non vedo il motivo di somministrarla a lungo ad un bambino – non è priva di effetti tossici – utilizzandola come antinfiammatorio e tantomeno in sostituzione di un antistaminico a meno che il bimbo non abbia febbre (sempre che abbia capito bene). Devo però rilevare che l’associazione con aerius, che è un antistaminico, con il babyrinolo, anch’esso antistaminico, non mi sembra poi così ragionevole e chissà che non sia stata la causa del sonno eccessivamente profondo della bimba.

A mio avviso, escluso che l’ipertrofia delle adenoidi riconosca un’origine batterica – isolamento di qualche batterio patogeno nel tampone nasale o faringeo, alterazioni ematochimiche di alcune analisi del sangue che non sarebbe male praticare, pcr elevata, aumento dei leucociti neutrofili, ecc., in tal caso bisognerebbe somministrare antibiotici – io somministrerei soltanto broncho vaxom in associazione, magari, ad un cortisonico spray nasale e non demorderei con i lavaggi nasali utilizzando, magari, il metodo con neti lota che non so se conosci. Esso permette dei soddisfacenti lavaggi nasali senza che la fisiologica o l’acqua termale introdotta nelle narici arrivi in gola creando quel fastidio e quel pizzicore che fa rifiutare i lavaggi nasali. Non mi dilungo ora a spiegarti il sistema nel dubbio che tu lo conosca già, visto che è piuttosto diffuso, ma se vuoi puoi riscrivermi e te lo spiegherò. In ogni caso puoi trovare tutte le spiegazioni su internet se non hai voglia di riscrivermi. Dopo alcune settimane di terapia con immunostimolanti e cortisonico solo per via locale la situazione dovrebbe migliorare.

Capirai sicuramente che non sono abilitata a suggerire terapie via internet, ma se credi puoi parlarne con il tuo medico. In pratica si tratterebbe di somministrare tre cicli di bronco vaxom a posologia standard, cioè tre mesi di terapia affiancandola ad uno spray nasale di beclometasone dipropionato – per esempio becotide spray nasale – 2 spruzzi per narice due volte al giorno per circa due mesi. Se la situazione dovesse migliorare – è importante che lo spray sia somministrato correttamente, cioè con il collo del bimbo flesso posteriormente e il naso rivolto al soffitto in modo che lo spray arrivi alle fosse nasali posteriori – la posologia del cortisone verrà dimezzata e la terapia proseguita per altri due mesi almeno per poi rivalutare il tutto ed eventualmente scalare ulteriormente il cortisone ad una sola somministrazione al giorno per altri due mesi.

Nel frattempo, se la bimba li accetterà meglio dei lavaggi nasali tradizionali, andrai avanti con il neti lota con una certa regolarità anche se non tassativa come la terapia precedente. Per l’enuresi, ripeto, non preoccuparti: i problemi respiratori causati dalle adenoidi la giustificano pienamente senza pensare ad altre astruse motivazioni.

Un caro saluto, Daniela

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2 commenti su “Enuresi notturna e farmaci

  • lori633

    A quanto ne so il capo va flesso in avanti non indietro!
    Anche perché se lo spray deve colpire le adenoidi che si trovano dietro alle cavità nasali è ragionevole pensare che la posizione da lei suggerita vada in direzione esattamente contraria.

  • D.ssa Sannicandro

    Le adenoidi si trovano appena dietro le fosse nasali, cioè posteriormente ad esse, tra le fosse nasali posteriorii e l’alto faringe. Inclinare all’indietro la testa del bambino fino a fargli guardare il soffitto permette di mantenere allineate le vie aeree superiori, cioè, partendo dal rinofaringe fino alla porzione superiore del faringe e il faringe stesso. In questo modo, le gocce instillate nelle narici, per gravità, possono scivolare nel retrofaringe, lambire le adenoidi, poi le tonsille e più in generale la gola. E’ l’unica posizione che permette questo perché il piegamento in avanti o di lato del capo non fa altro che accentuare l’angolo formato dalle cavità nasali, piuttosto orizzontali e il retrofaringe, posizionato quasi ad angolo retto. Pertanto, i farmaci che vogliamo mandare in retrofaringe o sulle adenoidi si somministrano a capo reclinato indietro. Diverso è il metodo neti lota che non è altro che un lavaggio delle fosse nasali a testa in avanti. Il liquido, immesso in una narice con il capo reclinato dal lato opposto, scivola in fondo alla fossa nasale, supera la coana e si riversa in avanti imboccando l’altra coana. Quindi non passa per il retrofaringe se non marginalmente e serve solo a lavare dal muco le fosse nasali. Naturalmente le adenoidi sono lì vicino, quindi si bagneranno di certo, ma in questo modo si evita il fastidio del liquido o del farmaco che arriva in gola. Spero di avere interpretato correttamente il tuo dubbio.