Enuresi notturna a quattro anni e mezzo


Buongiorno carissima dottoressa Daniela,
mio figlio maggiore, di quattro anni e mezzo, ha tolto definitivamente il pannolino di notte l’anno scorso in primavera.
Non ho avuto molte difficoltà a dire il vero, a parte il primo mese in cui si svegliava a metà notte. Ultimamente riusciva a tenerla fino al mattino, purtroppo però, da due mesi a questa parte, ogni notte fa pipì a letto.
Sta diventando un supplizio anche perché non vorrei arrendermi e rimettergli il pannolino, però ogni mattina cambiare il letto e fare una lavatrice si sta dimostrando molto stancante.
Non ha problemi particolari da farmi pensare ad un disagio psicologico, potrebbe trattarsi forse di stanchezza. Mi accorgo che ne fa molta però, nel senso che la sera prima di addormentarsi si svuota, poi magari la fa nel letto e subito dopo, quando si sveglia bagnato, ne fa ancora nel wc e la mattina appena sveglio di nuovo, non beve neppure più del normale.
Cosa pensa che sia? È il caso di rimettergli il pannolino?
La ringrazio in anticipo per la gentile risposta,
Simona

Cara Simona,
prima di tutto un po’ di numeri: fino a 5-6 anni circa, il 25-30% dei bambini fa ancora la pipì a letto di notte e la percentuale si riduce gradualmente fino alla pubertà, età in cui ancora l’1-2% dei ragazzi può avere il problema.
In un giorno, cioè nell’arco delle 24 ore, un bambino di 4-5 anni che assume una quantità piuttosto regolare di liquidi, emette 6-700 cc di urina e sente lo stimolo della pipì anche ogni 2-3 ore, cioè si reca a fare pipì, mediamente, anche 8-10 volte al giorno.
Fino a 5, ma anche 6 anni, non bisognerebbe preoccuparsi troppo se un bambino riesce a trattenere le urine solo di giorno e di notte bagna ancora il letto, indipendentemente dal fatto di essere già stato o meno capace, per un periodo uguale o superiore ai sei mesi, di non bagnare il letto di notte.
Mentre in un bambino che tarda ad acquisire il controllo sfinterico completo, che non è ancora mai stato una notte intera asciutto, cioè che è affetto da enuresi primaria, è bene non trascurare l’ipotesi che abbia problemi infettivi o malformativi alle vie urinarie, l’ipotesi di diabete, sia iperglicemico che insipido, cioè dovuto a carenza di ormone antidiuretico, l’ipotesi di disturbi del sonno come parasonnie, pavor notturno, ecc., l’ipotesi di difficoltà respiratorie durante il sonno comprese le apnee ripetute e, solo in seconda battuta, dovrebbero essere presi in considerazione i problemi di natura psicologica, come situazioni di stress a scuola o in famiglia, la nascita di un fratellino, il senso di abbandono e di solitudine dovuto ad un allontanamento della mamma per questioni di rientro al lavoro o per inserimento a scuola, uno stress emotivo dovuto ad un trasloco, alla perdita di una persona molto cara (la morte di un nonno, di un genitore, di un animale domestico, conflitti e tensioni famigliari che il bimbo percepisce…).
Nel bambino che ha già imparato a trattenere le urine di notte e ritorna a fare pipì a letto dopo alcuni mesi di continenza è più opportuno pensare in prima battuta a problemi di natura psicologica e solo in un secondo tempo a problemi fisici.
Il tuo bimbo si colloca, come età, proprio al limite: cioè, non avendo ancora cinque anni, non ha una enuresi particolarmente sospetta. Potrebbe non avere totalmente maturato tutti i meccanismi inconsci che fanno svegliare quando si percepisce il bisogno di urinare, potrebbe avere una alterata secrezione notturna dell’ormone antidiuretico, potrebbe avere una particolare sensibilità vescicale al senso di ripienezza che la fa contrarre anche quando non è completamente piena, potrebbe avere cambiato le caratteristiche del suo sonno notturno con un sonno diventato più profondo di quello che era l’anno scorso e che non gli permette di rendersi conto di dovere svuotare la vescica (tanto più plausibile l’ipotesi se ha episodi di pavor notturno o altro tipo di disturbi del sonno comprese le apnee). Potrebbe essere sotto stress o particolarmente stanco e bisognoso di riposo (soprattutto se va a scuola a tempo pieno), potrebbe avere alcune intolleranze alimentari che a volte si manifestano con episodi di enuresi, potrebbe avere uno dei genitori che ha sofferto dello stesso problema alla stessa età oppure, in seconda battuta, avere una infezione sub-clinica o sub-sintomatica alle vie urinarie o altra problematica di natura endocrino-metabolica.
Che fare allora? Valutare un po’ tutto con calma: il lato psicologico, il rapporto con la scuola e gli amichetti, con la o le maestre, con qualche nuovo avvenimento accorso in famiglia, valutare il modo che hai avuto o che tutta la famiglia ha avuto di condurre lo "spannolinamento" (troppo permissivo, troppo normativo, troppo frettoloso, troppo incostante…). Poi fare, quando possibile, un esame delle urine con valutazione del peso specifico, volendo, una urinocultura, una raccolta quanto più precisa possibile delle urine emesse nelle 24 ore (per non trascurare quelle notturne si rimette il pannolino e si fa la doppia pesata: cioè lo si pesa da asciutto e lo si ripesa da bagnato e la differenza in grammi sono grosso modo i cc di urina emessi) e contemporaneamente si controlla esattamente quanto beve il bambino in un giorno per paragonare questa quantità con le urine emesse (ma se di giorno non beve molto non penso proprio al diabete insipido) e si controlla la glicemia (se vuoi e proprio per togliersi ogni minimo dubbio ma più che altro se lo vedi stanco, un po’ dimagrito e con molta sete, e se ci fossero casi di diabete giovanile in famiglia, altrimenti ci penserei in un secondo tempo proprio se necessario).
Dal punto di vista comportamentale, penso anch’io che, se possibile, sia meglio non rimettere il pannolino, almeno finché dorme a casa sua e può essere facilmente cambiato, ma potresti mettere una traversa assorbente dello stesso materiale dei pannolini a piatto sopra il lenzuolo per tentare di bagnare, almeno, solo il pigiama o al massimo il lenzuolo di sopra e potresti farlo dormire senza i pantaloni del pigiama, magari solo con un paio di mutandine.
Non colpevolizzarlo quando si bagna ma attua il rinforzo positivo complimentandoti quando lo trovi asciutto, dicendogli "domani andrà meglio" quando lo trovi bagnato e promettendogli un regalino se la mattina si farà trovare asciutto.
Devi continuare ad avere molta pazienza e a vivere il problema con fatalismo ottimista: in fine dei conti oggi giorno le lavatrici sgravano da molte fatiche e non è neppure così necessario stirare sempre le lenzuola se si mettono ad asciugare già belle tese.
Comprerai qualche traversa assorbente che, essendo concepita per un letto da adulti, in un lettino di bambino sembrerà molto più grande e ti sarà molto utile ed efficace.
Un caro saluto,
Daniela

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