Dubbio su scarlattina


Gentile Dottoressa,

mio figlio (23 mesi, 11,5 Kg) ha avuto febbre alta (fino a 40 che non scendeva con antifebbrili).
Portato dalla guardia medica pediatrica (giorno festivo) ha diagnosticato gola infiammata con placche e prescritto cefixima (100ml per 7gg).

Altri sintomi del bambino erano: lingua con patina bianca, inappetenza, debolezza, alvo irregolare (feci piuttosto molli e “brutte” ogni 2 o 3 giorni di stipsi).

La febbre e’ scesa dopo 5 giorni dall’inizio dell’antibiotico ma, dopo 4 giorni dalla fine dell’antibiotico, e’ ritornata sempre molto alta (39.7).

L’ho quindi portato dal suo pediatra che ha visto gola infiammata (no placche) e un orecchio arrossato (ma in via di guarigione a detta sua) e ha prescritto azitromicina (150 mg per 3 gg).

La febbre e’ cessata al terzo e ultimo giorno di antibiotico e il bambino piano piano ha ripreso appetito e anche l’intestino sembra essersi rimesso.

Una cosa che mi preoccupa e’ che da quando il bambino non ha più  febbre (e anche quando il bambino sembrava guarito nei giorni trascorsi tra la somministrazione dei due antibiotici)
la sua temperatura e’ molto bassa (35.2, 35.5) e la sua fronte e le guance sono freddine. Come mai?  E’ già molto tempo che non prende più l’antifebbrile.

Oggi ho saputo che al nido che lui frequenta c’e’ stato un caso di scarlattina… appena l’ho saputo mi si e’ accesa una lampadina! Avevo visto alcuni puntini rossi sulla schiena del mio bambino e anche sul sederino.. poca cosa in effetti alla quale non avevo dato peso. Adesso mi e’ tornata in mente e sospetto che possa quindi essere stata scarlattina. Che ne pensa?

In caso fosse stata proprio scarlattina la terapia e’ stata corretta? Come posso essere sicura che sia guarito completamente e che non abbia conseguenze?
Di solito per lo streptococco non si usano antibiotici di altro tipo (amoxicillina)? E non vanno somministrati continuativamente per almeno 10 gg? Che devo fare?

Nessuno ha prescritto un tampone, il pediatra ha detto che ormai avevo già dato il primo antibiotico e non aveva più senso farlo.
Come posso sapere adesso se ha avuto lo streptococco? E se e’ guarito del tutto?

Mi scuso se mi sono dilungata.

La ringrazio molto,

Saluti

La scarlattina è dovuta ad un particolare ceppo di streptococco (ve ne sono 4 o poco di più) che contiene una tossina chiamata eritrogenica perché responsabile dell’esantema caratteristico che ricopre la pelle del bambino di minuscole chiazzette rosate talmente vicine tra loro da far sembrare la pelle uniformemente arrossata, viso e guance inclusi ma contorno delle labbra escluso. In più, la patina che ricopre la lingua è spessa e ecisamente bianca e a fine malattia si sfalda lasciando la lingua di un acceso color rosso fragola. La lingua può anche essere ricoperta da una patina biancastra o grigiastra in caso di disidratazione, facile nei bambini che hanno febbre e non bevono abbastanza oppure in presenza di una infezione tonsillare non per forza streptococcica ma comunque batterica Rinvenire solo pochi elementi di esantema e per di più soltanto sul dorso e sulle natiche, non permette di fare diagnosi di certezza perché potrebbe anche essere stata la sesta malattia, per esempio, dato l’esordio con febbre così alta, oppure un’altra infezione virale alla quale potrebbe essere subentrata una infezione da streptococco o viceversa. Tutte parole al vento, però, vista l’assenza di un tampone faringeo in almeno una delle fasi acute di questi episodi febbrili. Entrambe gli antibiotici somministrati al bambino non erano da considerare di prima scelta in caso di dubbio che si trattasse di infezione da streptococco, quantomeno il primo. Il riscontro di una temperatura così bassa si può spiegare con un eccesso di antipiretico non tanto da imputare ad un dosaggio non corretto quanto alla possibilità che, specie se le somministrazioni sono state più di una e ripetute ad intervalli ravvicinati, il loro effetto potrebbe essersi cumulato persistendo anche oltre lo sfebbramento del piccolo che, specie in caso di febbre di origine virale, potrebbe essere avvenuto in modo brusco e inattesso, spesso indipendentemente dalla somministrazione di qualsiasi antipiretico che la mamma, purtroppo, non sa resistere a somministrare specie quanto vede che, nonostante tutto, la febbre non accenna a calare. Ma c’è anche da dire che, indipendentemente dall’influenza che può avere avuto l’antipiretico nell’abbassare la temperatura sotto i valori normali, anche alcuni virus possono alterare momentaneamente i meccanismi deputati al mantenimento dell’equilibrio termico e lo possono fare sia facendo persistere una febbricola capricciosa anche per settimane dopo la guarigione dall’infezione sia, al contrario, lasciando uno strascico di ipotermia relativa, in questo caso, per un periodo più breve rispetto al problema precedente. Se il bimbo ora, in un modo o nell’altro è guarito, non ha molto senso praticare un tampone faringeo perché anche nel caso risultasse positivo per streptococco, in mancanza di sintomi clinici riferibili ad infezione acuta, non è indicata la terapia antibiotica e il piccolo dovrebbe essere definito soltanto portatore sano di streptococco. Sempre ipotizzando, visto che non mi è possibile conoscere il bimbo, potrei immaginare che uno dei due episodi febbrili potrebbe essere stato di origine virale e l’altro, magari, batterico: l’obiettività di una otite, media o esterna che fosse, potrebbe far pensare ad uno pneumococco, per esempio. Ormai ritengo veramente difficile capire molto di più da quanto accaduto al tuo bimbo. Il mio consiglio è di farlo controllare fra una settimana e, in caso di persistenza di sintomi riferibili ad una infezione o di persistenza di infiammazione auricolare, linfonodi ingrossati in modo evidente al collo o altro, di procedere con alcune analisi, tampone faringeo ed esame urine inclusi.

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