Dubbi sulla terapia per la bronchite asmatica 1


 

Salve,

mia figlia di 15 mesi ha avuto febbre, raffreddore, forte tosse specialmente notturna, dapprima secca poi sempre più catarrosa.

La diagnosi della pediatra è stata bronchite asmatica e la terapia datale è: aerosol 3 volte al giorno con 1 ml di fisiologica, Clenil A (10 gocce), Broncovaleas( 8 gocce).

Ciò era già accaduto tre mesi fa, ma in quell’episodio il "fischio" respiratorio si sentiva più chiaramente anche senza stetoscopio, mentre ora la bimba, seppur "catarrosa" non aveva "fischio".

Alle mie perplessità la pediatra ha detto che stavolta era in forma più leggera, e stavolta abbiamo "trattato" per l’uso di 5 gocce di Broncovaleas invece di 8, dato che -appunto- era in forma meno forte.

Ma resto comunque perplessa sull’efficacia e l’opportunità della terapia, sia da varie "letture" fatte sull’uso di cortisonici e broncodilatori in eta’ pediatrica, sia anche mia cognata che è farmacista, non ritiene assolutamente opportuna la dose di OTTO GOCCE di Broncovaleas per un bimbo.

Peraltro sullo stesso bugiardino del Broncovaleas si parla di "5 gocce per adulti", e per i bambini dosi "proporzionalmente ridotte, anche in funzione della sintomatologia".

Insomma, da quel che ho letto in giro su Internet (se vuole le cito le fonti) parrebbe NON comprovata l’efficacia del cortisone (Clenil A) per i bimbi né tantomeno opportuno l’uso del broncodilatatore.

Infine mia figlia sembra (o forse è una mia impressione) che dopo questa terapia – e specie la sera -abbia poi una sorta di "eccitazione", non si addormenta presto come al solito e quando dorme suda molto. Lei che ne pensa?

Grazie in anticipo e scusi per la prolissità

Clenil e Broncovaleas sono farmaci usati comunemente e quasi sempre con successo anche in tenera età: su questo non vedo motivo di preoccupazione o dubbi di sorta.

 Il dosaggio del Broncovaleas è variabile in base alla sintomatologia del bambino, ma mediamente se ne prescrivono 3-4 gocce per dose in un bambino di circa 10 kg, quindi 8 gocce sarebbero un po’ troppe(anche se non conosco il peso della tua bimba) però devi calcolare che l’aerosol tradizionale non permette un completo assorbimento del farmaco perché i bambini piccoli non riescono a fare profonde e prolungate inspirazioni tali da permettere al farmaco di penetrare profondamente nei polmoni, pertanto se ne perde molto, anche più della metà a volte, quando il bambino non collabora, o piange o si arrabbia.

Quindi puoi stare ragionevolmente tranquilla sul dosaggio che ti è stato prescritto, benché piuttosto alto. Nei bambini piccoli i bronchi sono ancora poco sviluppati e il loro piccolo calibro è facilmente ostruito anche da modeste quantità di muco; se, oltre al muco, è presente anche edema a causa del processo infiammatorio, la difficoltà respiratoria peggiora ulteriormente.

I bronchi dei bimbi piccoli si comportano un po’ come quelli dei soggetti asmatici; pertanto, quando vi è uno stato infiammatorio acuto, la prima cosa da fare, che ci sia o meno un fischietto evidente, è quella di cercare di ridurre tutte le cause che, contribuendo a ridurre il calibro dei già stretti bronchi, potrebbero provocare una difficoltà respiratoria acuta.

Quindi si prescrivono antinfiammatori e broncodilatatori in un primo momento, per aumentare il calibro delle vie aeree e, solo in un secondo momento, eventualmente, mucolitici o, se necessario, antibiotici. Pertanto la terapia è ragionevole e corretta, anche se il Broncovaleas, effettivamente, ha un dosaggio un po’ alto.

L’eccitazione che noti nella piccola dopo l’aerosol non dipende tanto dai farmaci, a mio parere, quanto dall’esperienza dell’aerosol, che per la bimba può risultare ansiogena o, al contrario, giocosa, ma in ogni caso non rilassante.

È vero che entrambi i farmaci possono avere un effetto di eccitazione sui soggetti che li assumono, ma mi sembra strano che la procurino anche a dosaggi così relativamente bassi e soprattutto per via locale e non generale come potrebbero essere le compresse o le intramuscolari.

Però, nei bimbi, mai dire mai… Però la durata di questa terapia è solitamente molto breve, quindi non vi è motivo di nutrire dubbi sulla sua pericolosità perché a questi dosaggi, con queste modalità di somministrazione e per tempi di assunzione così brevi gli effetti collaterali sono inesistenti mentre, contrariamente a molti immotivati pregiudizi, il cortisone può essere un toccasana in certe circostanze.

Un caro saluto, Daniela

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