Destabilizzato dal diverso modo di procedere


 

Gentile dottoressa,

mi rivolgo nuovamente a lei sperando di poter avere, in questo caso, più che altro un aiuto morale.

Mi rendo conto che quello che le sto sottoponendo non è un problema grave, e che penso riguarderà molti bambini come il mio, però ripeto mi interesserebbe un suo parere, visto che ho molta fiducia nelle sue risposte e nei suoi consigli (ho avuto modo di scriverle molte volte e ne ho sempre tratto giovamento).

Mattia, 3 anni, va all’asilo, sereno, ma ultimamente al mattino quando lo devo salutare per uscire di casa ed andare al lavoro, mette su una scena isterica con urla e lacrimoni perché non vuole che io vada via. Non lo faceva quando era più piccolo, ma ora.

Premetto che va all’asilo contento e che lo porta mia mamma quando io lavoro, e con mia madre ci passa moltissimo tempo. Si adorano, quindi non credo sia una questione di non voler stare con la nonna.

C’è da dire che lavorando solo 3 giorni a settimana capita durante la settimana che per 2 gg. sia io a portarlo all’asilo e sia io a stare con lui, non vorrei che questo esserci e non esserci lo porti ad essere un po’ instabile e faccia queste scene?

Grazie per il suo aiuto. Lo so non è grave, per fortuna, però io sto malissimo quando succede.

Grazie

Lorella

Penso di si, che sia proprio questo diverso modo di procedere a giorni alterni a destabilizzare un po’ il bimbo che, magari, non incassa bene le frustrazioni perché si trova in un periodo di cambiamento come scuola, penso, diversa dagli anni recedenti data la sua età, situazione tua diversa se in precedenza non lavoravi, ecc., ecc. Con pazienza, cerca di parlare molto con lui per farti spiegare nei limiti del possibile i suoi stati d’animo, fatti raccontare cosa gli succede a scuola e, durante il tragitto, fai programmi con lui di quello che farete assieme al ritorno dalla scuola: parlando di cose future e non solo al presente, il bimbo, piano piano, imparerà a lavorare di fantasia, ad aspettarsi qualcosa di piacevole al suo ritorno a casa; imparerà così pian piano ad interiorizzare con uno sforzo di pensiero l’immagine della mamma (abitualo, se vuoi, ad un oggetto transizionale anche se di solito viene utilizzato più precocemente), anticipando con la fantasia quello che succederà e tra questi avvenimenti, imparerà ad immaginare anche il suo ritorno a casa assieme a te.

Se puoi, quando non lo porti tu la mattina, almeno vai tu a riprenderlo, proprio per coerenza rispetto ai progetti di cose interessanti da fare assieme al ritorno da scuola. Lavora molto sulla sua autostima, forse un po da ricostruire se il bimbo ora sta facendo uno sforzo di inserimento alla scuola materna. Non so, sono ipotesi che faccio, lo psicologo potrebbe darti risposte più esaurienti in merito.

Un caro saluto, Daniela

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