Dermatite (atopica?) e tiralatte per ritorno al lavoro

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Buon giorno Dott.ssa e Buon Anno!

Volevo chiederle un consiglio: mio figlio, di 4 mesi, è da un pò di giorni che, poco sopra la fronte, ha tutte bollicine rosse ed a tatto è tutto ruvido. Tempo fa, il mio pediatra mi aveva dato una crema per dermatite, sulle guance, che si chiama "Kouriles". Ho provato a mettere questa ma non ho ancora visto risultati. Cosa mi consiglia?

E poi, un altro piccolo parere: io devo ritornare al lavoro, non so come devo fare con l’allattamento. Devo tirarmi il latte, ma quanto per poppata?
Grazie mille.

Il Kouriles è un prodotto adatto per il trattamento della crosta lattea del lattante.
La crosta lattea si manifesta principalmente sul cuoio capelluto sotto forma di eritema squamoso con formazione di piccole o estese zone ricoperte da squame giallastre grasse che possono sconfinare anche oltre il cuoio capelluto ma sempre prevalentemente in vicinanza di zone con peli come ciglia, sopracciglia, condotto auricolare ecc.
Le cause del manifestarsi della crosta lattea, comunque sempre più rara dopo il terzo mese, non si conoscono con certezza: si ipotizzano influenze ormonali o un particolare modo di reagire della cute del soggetto alla presenza di spore fungine presenti sulla cute.
Se il tuo bimbo non ha presentato miglioramenti, forse la dermatite è atopica, cioè di origine allergica: in tal caso dovrebbe avere prurito ed essere, a causa del prurito e della secchezza fastidiosa della cute, anche piuttosto irritabile.
A quattro mesi normalmente i lattanti sono in grado di grattarsi e se hanno prurito si fanno capire con il loro atteggiamento. Ma in ogni caso, tanto più se in famiglia c’è qualche altro membro che soffre o ha sofferto da piccolo di allergia, l’ipotesi della dermatite atopica non è da scartare.
E’ praticamente impossibile fare diagnosi con i pochi dati che mi fornisci e senza l’aiuto almeno di una fotografia, però posso consigliarti di applicare due volte al giorno, per prova, ELIDEL pomata, oppure PROTOPIC, che è la stessa cosa, specifiche per la dermatite atopica e per i problemi allergici della cute.
Non contiene cortisone quindi, anche se la diagnosi che azzardo non fosse giusta, non rischi nulla applicandola per qualche giorno sulla dermatite.
Evita inoltre saponi o detergenti comuni per bambini e lava il bimbo con prodotti emollienti e senza profumo come TRIDERM latte o crema o sapone liquido.
Dopo il bagno, per mantenere la pelle sempre morbida e non ruvida, come hanno spesso i bambini atopici (sempre che si tratti di dermatite atopica) puoi usare la crema emolliente AVENE TRIXERA oppure l’emulsione LICHTENA.
Però prendi questi suggerimenti con beneficio d’inventario visto che la mia diagnosi non può essere che di probabilità, se non di fantasia, non vedendo il bambino.
Per quanto riguarda il latte, se devi per forza rientrare al lavoro, dovresti organizzarti per tirarlo, anche in assenza del bambino, mediamente ogni tre ore.
Innanzitutto puoi tirarlo alla fine della poppata, quando il bimbo si è già staccato dal capezzolo perché sazio: può darsi che ve ne siano alcuni cc residui che è peccato sprecare. Quello che riesci a tirara puoi versarlo in un contenitore sterile in vetro e, ben chiuso, riporlo subito in frigorifero. Non so se il bambino si alimenta anche di notte oppure dorme fino al mattino, ma, per esempio, anche se è stancante, potresti tirarti il latte quando il bimbo dorme, sempre con le stesse modalità, purché tu lo faccia almeno tre ore prima dell’orario normale di una poppata al seno, così avrai tempo di riformare latte quando dovrai allattarlo al seno. Se tirandoti il latte dopo ogni poppata del bimbo più magari un’altra volta quando il bimbo dorme o quando sei lontana da lui, riesci a riempire un bel biberon pieno, cioè più di 250 grammi, il latte potrebbe bastare anche per quasi due poppate: avresti così una autonomia lontana dal bimbo di almeno sei ore (penso che tu faccia il part-time ancora per un po’).
Contemporaneamente potresti abituarlo piano piano al cucchiaino con frutta e un po’ di cereali: basta pochissimo ogni giorno per abituare il bimbo molto gradatamente e per permetterti di non correre a casa per dare la poppata sapendo che uno spuntino con frutta e cereali ritarda la fame di un’oretta se non di più.
L’alternativa è una o più poppate di latte artificiale, ma, anche nell’ipotesi che abbia una dermatite atopica su base allergica, meno latte artificiale prende, o meglio, più tardi lo prende e meglio sarà.
Sempre nell’ipotesi della dermatite atopica, tutta da confermare, dovresti stare piuttosto attenta alla tua alimentazione finché allatti e non eccedere in cibi allergizzanti come latte vaccino e derivati, uova, agrumi e via discorrendo.
Continua a bere molti liquidi, a mangiare cereali e anche finocchi e magari integra la tua alimentazione con tisane che favoriscono la produzione di latte: vedrai che con un po’ di buona volontà riuscirai a prolungare l’allattamento al seno per un bel po’. Ogni tanto, quando ti senti particolarmente stanca e noti una riduzione nella produzione di latte, prendi qualche giorno di riposo o di ferie, se puoi: il bambino resta sempre la cosa più importante, sul lavoro fai valere i tuoi e i suoi diritti finché puoi.
Un caro saluto,
Daniela
Dermatite (atopica?) e tiralatte per ritorno al lavoro
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